20° Annual Assicurazioni, sintesi della prima giornata

Assicurazioni - Tecnologia - Startup Imc

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Prima giornata dell’appuntamento organizzato da 24ORE Eventi con Il Sole 24 Ore. Maria Bianca Farina, presidente ANIA, ha stimato un 5% di crescita a fine esercizio per i premi delle compagnie. L’associazione delle imprese ha inoltre chiesto la revisione della formula standard di Solvency II, che per l’Italia non ha funzionato adeguatamente, soprattutto per quanto riguarda l’allrargamento degli spread. A questo proposito, il presidente IVASS Salvatore Rossi ha tuttavia evidenziato come il settore abbia retto bene l’impatto; l’Istituto sta ad ogni modo effettuando un monitoraggio continuo della situazione. Il Group CEO di Generali, Philippe Donnet, ha fornito alcune anticipazioni sul nuovo piano industriale, che sarà presentato il prossimo 21 novembre e nel quale il Gruppo del Leone intende puntare al rafforzamento della propria leadership in Europa

Si è aperta ieri pomeriggio la 20^ edizione dell’Annual Assicurazioni, appuntamento organizzato da 24ORE Eventi in collaborazione con Il Sole 24 Ore e strutturato in due giornate con dibattiti e tavole rotonde per un’analisi sulla valutazione dei rischi e sulle conseguenze sul mercato assicurativo.

In apertura dei lavori è stato affrontato il tema della crescita dell’industria assicurativa con Davide Corradi, Senior Partner & Managing Director di The Boston Consulting Group: “Per continuare a creare valore sostenibile, l’industria assicurativa ha bisogno di più crescita. Fino al 2006 le assicurazioni nei paesi più sviluppati generavano un Total Shareholder Return (ritorno complessivo per l’azionista, ndIMC) annuo pari a 11-15%, mentre negli ultimi anni si è attestato al 4-6% – ha sottolineato Corradi –. Analizzando i driver sottostanti al TSR, il motivo fondamentale è la diminuzione del contributo della crescita, che è passato dal 10-13% al 3-5%. In che modo, quindi, l’innovazione digitale può essere un motore di crescita per le assicurazioni? La modalità ‘regina’ è quella dell’innovazione del modello di business, un approccio strategico, sistematico e non occasionale, più legato a interventi magari tangibili ma incrementali e a breve-medio termine”.

La prima giornata è proseguita con un confronto tra le istituzioni sull’importanza del ruolo delle assicurazioni nell’affrontare i cambiamenti del sistema economico, con i contributi di Maria Bianca Farina (presidente ANIA) e Salvatore Rossi (presidente IVASS e direttore generale Banca D’Italia).

Nel corso del suo intervento, la presidente dell’ANIA ha sottolineato come la volatilità e l’aumento dello spread hanno “sicuramente un impatto diretto sulle compagnie di assicurazione per gli assorbimenti di capitale, ma sono rilevanti anche per gli assicurati. La prossima tornata di bilanci sentiremo di più questo impatto, per fine anno ci aspettiamo un andamento divergente tra risultati commerciali e utili”. “Stimiamo una crescita dei premi del 5% – ha aggiunto Farina – con il vita a +6%, mentre nei danni crescerà soprattutto la parte non auto (+3%) e la salute (+9%)”. A livello nazionale, secondo la presidente ANIA, già a giugno si è registrato un calo dell’utile netto delle compagnie assicurative del 26%, mentre la volatilità dello spread ha peggiorato la Solvency media delle compagnie dal 232% di fine 2017 al 193% del 30 giugno scorso.

“Abbiamo chiesto per il 2018 una revisione importante che riguarda la formula standard di Solvency 2, cioè del meccanismo di volatility adjustement, che ci avrebbe dovuto fare soffrire di meno sulla volatilità dello spread ma che per l’Italia ha dimostrato di non sapere funzionare adeguatamente”, ha quindi dichiarato Farina. Il volatility adjustement è un meccanismo che, come obiettivo, avrebbe quello di ammorbidire l’impatto delle oscillazioni degli spread obbligazionari sui coefficienti di solvibilità delle compagnie assicurative. “Ci è stato promesso qualche piccolo aggiustamento – ha rilevato la presidente ANIA – ma dovremo aspettare e comunque non avverrà quest’anno”.

Sul tema spread, il presidente di IVASS e DG di Bankitalia, Salvatore Rossi, ha dichiarato che “non siamo ancora a livelli di panico degli investitori, è solo un coprirsi dal rischio che è aumentato: ognuno nel mondo vende un pochino del suo portafoglio e così si oscilla attorno a 300 punti”. Rossi ha quindi sottolineato che l’Istituto, per quanto riguarda i suoi soggetti vigilati, cioè le assicurazioni, “monitora strettamente questo fenomeno, oltre a quanto sta facendo l’EIOPA a livello europeo, facendo uno stress test continuo”. Un’analisi che riguarda ovviamente l’impatto del caro spread sui bilanci e sul coefficiente di solvibilità delle compagnie stesse.

La volatilità dei rendimenti, ha precisato Rossi, “colpisce più le assicurazioni delle banche, per le quali l’investimento in titoli di Stato è residuale: le compagnie infatti vi investono il 40% dell’attivo contro il 10% degli istituti di credito”.

“Finora le compagnie hanno assorbito bene l’impatto dell’aumento dello spread – ha concluso Rossi –. Ovviamente se dovesse aumentare ancora il problema diventerebbe notevole, ma pensiamo che sia un fenomeno transitorio e che rientrerà”.

Nell’ultima parte della prima giornata è stata quindi trasmessa una video-intervista a Philippe Donnet, amministratore delegato e Group CEO Generali, nel corso della quale il CEO del Leone ha affermato che nel nuovo piano industriale, che verrà presentato il 21 novembre a Milano, il Gruppo punta a rafforzare l’attuale leadership in Europa, dove «c’è ancora spazio di crescita e di sviluppo».

«La diversificazione internazionale è molto importante e dobbiamo rafforzarla – ha sottolineato Donnet –. Con il piano strategico abbiamo una strategia di appoggio della crescita sia organica sia non organica molto mirata: abbiamo anche deciso di sviluppare delle presenze forti in Asia e in due paesi dell’America Latina che sono l’Argentina e il Brasile».

Nel nuovo piano, ha aggiunto Donnet, “proporremo una fase di accelerazione della trasformazione digitale” e “l’asset management sarà il nostro terzo business e motore di crescita importante”.

“Vogliamo sviluppare coperture assicurative danni non auto, per persone, famiglie, piccole medie imprese, con welfare, coperture malattie e coperture per eventi catastrofali”, ha quindi evidenziato il CEO di Generali, con la speranza “che in questo paese lo Stato crei le condizioni perché tutti possano essere coperti da queste catastrofi”.

Nel corso della video-intervista Donnet ha inoltre espresso la propria posizione riguardo l’attuale situazione politica ed economica italiana: «Non temo alcun tipo di fuga di capitali perchè noi siamo capaci, insieme a tutto il settore, di offrire i prodotti giusti per gestire bene il risparmio degli italiani».

«Sono anche convinto e fiducioso – ha proseguito – che dopo questo periodo di crisi, a medio termine grazie alla forza delle sue istituzioni tutto rientrerà in un contesto più rassicurante».

Donnet ha quindi affrontato anche il tema Solvency 2: «Il mondo assicurativo non c’entra assolutamente niente con le banche: ogni volta che si importa nel settore una normativa che viene dal comparto bancario si sbaglia».

«Solvency II si è rivelata una buona normativa, è soddisfacente perché dà chiarezza sulla solidità patrimoniale delle compagnie. Direi però che abbiamo anche bisogno di stabilità – ha chiarito il CEO di Generali –. Una normativa di questa importanza non può cambiare ogni anno, siamo pronti a gestire le evoluzioni ma non una rivoluzione a breve termine».

Donnet ha infine sottolineato come «l’eccesso di regolamentazione non sia buono per il settore. Non siamo arrivati a questo eccesso e non dobbiamo arrivarci perché noi competiamo sul mercato mondiale e fuori dall’Europa non c’è Solvency II e nessuno la vuole. Non dobbiamo fare un autogol mettendo le compagnie europee troppo sotto pressione con una regolamentazione eccessivamente vincolante».

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