A 5 ANNI DAL SISMA IN ABRUZZO: COME SI GESTISCE IL RISCHIO TERREMOTO?

ANRAIl prossimo 10 aprile si terrà a Milano l’assemblea annuale dei Soci di ANRA. Seguirà un convegno dal titolo “Emergenze e Crisis Management: istruzioni per l’uso – Dall’attività di analisi alle testimonianze dirette”. L’associazione dei risk manager identifica 5 regole auree da seguire per salvaguardare le imprese anche da un punto di vista produttivo e di business continuity in caso di disastri naturali

ANRA ha stilato alcune regole d’oro da osservare e seguire in un’ottica di salvaguardia delle imprese e della loro capacità produttiva in momenti di particolare difficoltà sia per effetto di condizioni climatiche avverse sia di calamità naturali. Il tema sarà approfondito anche il prossimo 10 aprile nel corso dell’assemblea annuale dei Soci di ANRA (presso il Centro Congressi Fondazione Cariplo di Milano – via Romagnosi 8), in un convegno dal titolo: “Emergenze e Crisis Management: istruzioni per l’uso – Dall’attività di analisi alle testimonianze dirette” e nella presentazione dei lavori, il presidente dell’associazione dei Risk Manager, Paolo Rubini, ha citato quanto avvenuto cinque anni fa con il terremoto in Abruzzo:

Sono passati 5 anni dal sisma che ha sconvolto L’Aquila, il 6 aprile 2009 alle 3,32, causando la morte di 309 persone – ha commentato Rubini –. Le ferite inferte a case, monumenti, edifici pubblici e attività produttive sono state profonde e molte sono ancora aperte. Oltre al capoluogo, sono 56 i comuni del cosiddetto “cratere” individuati per la ricostruzione. E secondo l’ANCE, oltre 200 i cantieri attivati nel centro storico dell’Aquila e 1.500 quelli nelle zone periferiche, oltre 11.500 gli addetti in campo e 1.400 le imprese impegnate negli interventi edilizi: nei comuni del cratere sono 560 i cantieri nelle periferie e 40 nei centri storici. Numeri questi che ancora una volta fotografano la fragilità del nostro Paese, che periodicamente deve fare i conti da un lato con l’incuria e la scarsa propensione a prevedere rischi e dall’altro con eventi naturali infausti e tragici. Per chi come noi quotidianamente deve gestire i rischi per professione, desta grande sconcerto l’incapacità di tutelare seriamente centri abitati e siti produttivi, in modo tale da essere pronti a reggere l’urto anche di eventi catastrofali imprevedibili come i terremoti”.

Se passiamo ad analizzare il fenomeno da un punto di vista della gestione del rischio in ambito aziendale, per prevenire e mitigare le conseguenze di un terremoto su un sito produttivo, le principali linee guida da adottare possono essere riassunte in alcune regole di base – ha proseguito Alessandro De Felice, Consigliere di ANRA e vice presidente di FERMA (la Federazione europea delle associazioni di Risk Management) –. Ovviamente, la migliore prevenzione si ottiene durante la fase di ubicazione del sito produttivo, che dovrebbe tenere conto del rischio catastrofale, ma ci possono essere delle regole che è utile ricordare, atte a prevenire danni ai beni e garantire la ripersa dell’attività nel minor tempo possibile”.

Secondo ANRA è opportuno considerare in particolare cinque regole di base per garantire la business continuity:

  1. Identificare le potenziali cause di rischi catastrofali, valutando l’impatto in termini di livello previsto e relativa probabilità, mediante eventuali serie storiche. Normalmente si prendono in considerazione eventi con probabilità di accadimento in base alle serie storiche conosciute degli ultimi 250 o 500 anni;
  2. Identificare le aree dello stabilimento per cui è opportuno prevedere barriere antisismiche, così da installare protezioni permanenti sulle forniture critiche (gas, energia elettrica, vapore, acqua, ecc.) e sui materiali potenzialmente pericolosi e/o inquinanti;
  3. Trasferire in magazzino i macchinari e prodotti ad alto valore e/o critici (o almeno prevedere aree di sicurezza);
  4. Redigere e includere nel piano di emergenza del sito, le azioni necessarie da intraprendere durante un evento castrofico (installare barriere temporanee, chiudere le utenze critiche, ricollocare materiali critici, ecc.);
  5. Pianificare un piano di recupero post terremoto, includendo società specializzate nel rispristino edifici, macchinari e materiali.

Per quanto riguarda il convegno “Emergenze e Crisis Management: istruzioni per l’uso – Dall’attività di analisi alle testimonianze dirette”, in programma dopo l’Assemblea Annuale Soci ANRA, i lavori avranno inizio alle 14.30 e si concluderanno alle 17.30.

Programma:

  • Saluto del Presidente di ANRA Paolo Rubini;
  • Rischio Sismico: Prevedibilità e Modelli di Analisi (Prof. Marco Mucciarelli, Direttore Centro Ricerche Sismologiche Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale);
  • Case Study: Come le aziende valutano e gestiscono il rischio sismico (Telecom Italia/Prysmian);
  • Sistemi di analisi per le PMI;
  • Coperture Cat Nat: Tavola rotonda.

La partecipazione è gratuita. Per le iscrizioni rivolgersi presso la Segreteria ANRA: segreteria@anra.it – tel. 02.58103300

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