A chi piace avere lo spione nel cruscotto

Guida - Auto - Usage based insurance Imc

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(di Stefano Caviglia – Panorama)

Rc auto: una nuova legge e forti sconti per chi ha la scatola nera. Al Sud, dove le polizze costano di più, è boom. Ma un grande fratello a bordo può creare problemi di privacy

In attesa che arrivi la Google car, l’auto che si guida da sola, in Italia prende sempre più piede quella controllata dalla scatola (nera) delle assicurazioni. Basterà questa innovazione tecnologica a far sparire divisioni vecchie di secoli fra Nord e Sud, o fra città grandi e piccole? È quel che suggeriscono diverse statistiche, insieme con il disegno di legge sulla Concorrenza appena approvato in Commissione Industria al Senato.

Si tratta, beninteso, solo del prezzo dell’assicurazione obbligatoria sulle auto, le cui differenze fra città e città, oggi considerevoli, si stanno accorciando proprio grazie alla presenza della scatola nera in un numero crescente di cruscotti. L’apparato in questione, il cui costo è in genere a carico dell’assicurazione, registra la condotta del guidatore, consentendo non solo di stroncare i tentativi di truffa ma anche di valutare con precisione i rischi della singola polizza. In altre parole, la scatola trasforma la vecchia Rc auto uguale per tutti in un’assicurazione personalizzata, da pagare di più o di meno in base a quanto si usa la macchina, dove e in qualche misura come. Anche lo stile di guida infatti può essere controllato (sempre da remoto) e già oggi ci sono contratti che lo prevedono, se l’assicurato dà il suo consenso. Quel che viene controllato sempre e comunque è l’andamento dell’auto (velocità, traiettoria) subito prima di un incidente. Questa perdita di privacy è compensata da un vantaggio economico, ed è qui che l’Italia si divide: da una parte le zone considerate virtuose (le città del centro-nord, specie se di piccole dimensioni) dove la polizza è più a buon mercato, dall’altra quelle con una brutta nomea (quasi tutte le città del Sud, in particolare le grandi) con prezzi che schizzano in alto. Napoli è la più cara con una polizza media (rilevata dall’Autorità di vigilanza sulle assicurazioni) di 655 euro l’anno, seguita da Caserta con 575 e da Reggio Calabria con 565; ben lontane dai 295 euro di Aosta, ma anche dai 393 di Monza o dai 425 di Torino.

È logico che siano soprattutto gli automobilisti delle aree più costose ad accettare i controlli per ridurre il salasso. Anzi, si può dire che la geografia della diffusione della scatola stia compiendo una rivoluzione silenziosa. Il maggior successo è a Caserta, dove è stata installata nel 46,2 per cento dei contratti dei primi tre mesi del 2016 (erano il 38,7 l’anno prima), seguita da Napoli con il 43,1 per cento (contro il 32,5 del 2015), mentre in tante città del Nord le adesioni restano modeste: 5,5 per cento a Udine, 5,8 a Rovigo, 7,3 a Lodi, per citarne alcune. Conseguenza: il generale calo dei prezzi è forte soprattutto al Sud, dove ha superato il dieci per cento in un anno.

Il fenomeno potrebbe ricevere una spinta ulteriore dal disegno di legge sulla Concorrenza uscito all’inizio di agosto dalla commissione Industria del Senato, che prevede per le compagnie non solo l’obbligo di offerte «con scatola» a prezzi scontati, ma anche una riduzione maggiore nelle zone dove si paga di più. In sostanza, chi accetta di installarla avrebbe diritto al prezzo delle zone virtuose anche se vive in quelle più a rischio. E ipotizzabile un obbligo anche per gli utenti? La legge parla di una diffusione entro 12 mesi anche «sui veicoli privati adibiti al trasporto di persone e cose» e questo fa sorgere ii dubbio. Il senatore Luigi Marino (Ap), relatore del provvedimento insieme al collega Salvatore Tomaselli (Pd), lo esclude. «Vogliamo aumentare la sicurezza e far calare i prezzi delle polizze, senza per questo obbligare gli automobilisti a farsi controllare», dice a Panorama. Ma è chiaro che l’obiettivo è far diventare la scatola nera una modalita standard sulle strade italiane.

Il testo, che potrebbe essere legge in autunno, ha sollevato resistenze in Ania, l’associazione delle compagnie di assicurazione. L’obiezione è che gli sconti obbligatori previsti «scompensano l’equilibrio dell’attuale sistema Rc auto, deter minando un’inevitabile redistribuzione del costi tra gli assicurati a danno di quell con più bassa rischiosità». La materia implica inoltre aspetti di tutela della privacy molto seri, su cui di certo il Garante (che gia in passato ha segnalato la necessita di norme volte a tutelare la riservatezza dei dati acquisiti) vorra dire la sua.

Insomma, non è detto che tutto fili liscio. La scatola nera per auto è comunque già ora una realta di tutto rispetto: a fine 2015 ce n’erano in giro 4,2 milioni, che fanno dell’Italia il Paese a maggior diffusione. Nulla di strano, considerando che ad avere l’idea (e a brevettarla) e stata l’azienda romana Octo Telematics nata nel 2002 (243 milioni di fatturato nel 2015), a cui negli anni si sono aggiunti altri produttori, come Cobra e Viasat. Spazi di mercato dovrebbero essercene più che a sufficienza: nel giro di qualche anno si prevede che ce ne saranno decine di milioni nei cruscotti delle auto di tutto ii mondo.

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