A.M. Best, prospettive stabili per il mercato assicurativo italiano dei rami Danni

Report - Statistiche Imc

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In un nuovo report pubblicato nella giornata di ieri, lunedì 23 aprile, l’agenzia internazionale di rating A.M. Best ritiene che le prospettive del mercato assicurativo italiano per il ramo Danni siano stabili. Il comparto vanta storicamente buoni risultati in termini di redditività tecnica, che si prevede possa essere mantenuta nel medio periodo. Secondo le stime dell’agenzia di rating, tra il 2012 ed il 2016, il combined ratio netto medio si è attestato al 94%, tra i migliori a livello europeo.

Sebbene l’elevato livello di concorrenza continui ad esercitare pressioni sui premi del ramo Auto, che rappresenta circa la metà dei premi contabilizzati complessivamente dal mercato, il maggiore utilizzo di apparecchiature telematiche contribuisce a ridurre l’indice di sinistrosità ed i casi di frode. Secondo A.M. Best, inoltre, la redditività futura del ramo danni dovrebbe beneficiare del crescente interesse che gli assicuratori stanno dimostrando per il più remunerativo comparto non-Auto e contribuire a mantenere il combined ratio del settore intorno al 95%.

Il report di A.M Best ha tuttavia rilevato anche una serie di criticità: sebbene i fondamentali creditizi degli assicuratori italiani del ramo danni siano solidi, il mercato continua a dover fronteggiare incertezze derivanti dal contesto economico e politico del Paese. Nonostante una marcata diminuzione nel corso del 2017, l’esposizione del settore bancario ai crediti in sofferenza – responsabili della destabilizzazione del settore nel 2016 – rimane elevata. Come ampiamente previsto, le elezioni politiche del 4 marzo 2018 non hanno prodotto una maggioranza nel Parlamento italiano ed il futuro governo dovrà contare su una coalizione tra diverse forze politiche. Per l’agenzia di rating è quindi improbabile che un simile scenario fornisca la stabilità politica e la leva necessarie ad adottare le riforme strutturali auspicate da investitori ed imprese locali.

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