A Trieste l’assemblea dei soci Generali. Donnet: Leone più forte in Europa

Generali - Assemblea degli azionisti 2016 (Foto Giuliano Koren) Imc

Generali - Assemblea degli azionisti 2016 (Foto Giuliano Koren) Imc

(di Piercarlo Fiumanò – Il Piccolo)

Il Ceo francese sulle strategie di espansione del Gruppo triestino: «Guardiamo verso l’Est e l’Asia». L’agenzia Fitch conferma il rating del gruppo nonostante il declassamento dell’Italia

L’Europa resta il cuore della strategia di crescita delle Generali. Mentre oggi, giovedì 27 aprile, a Trieste si ripete il rito giuliano dell’assemblea (alle 9, alla Stazione Marittima) di fronte ai soci, il Ceo francese Philippe Donnet ieri sera ha svelato per la prima volta la ritrovata “grandeur” europea della compagnia. Lo ha fatto presentando a Trieste assieme al presidente Gabriele Galateri di Genola il volume «Il tempo del Leone» che racconta la storia del gruppo: «Dobbiamo proteggere il nostro dna. Siamo l’unico gruppo nato internazionale mentre i nostri concorrenti sono rimasti a lungo entità domestiche. Non dobbiamo dimenticarlo. Per questo l’Europa, da dove proviene il 95% della nostra raccolta, resta al centro della nostra strategia di sviluppo assieme all’Europa centro orientale e all’Asia».

Una strategia di espansione che Donnet definisce «coerente con la nostra storia di duecento anni». Una compagnia «forte, internazionale e indipendente»: così il presidente delle Generali ha definito l’identikit del gruppo triestino.

Il Ceo francese, sostenuto dai grandi soci, accelera così l’attuazione del piano strategico presentato in novembre all’Investor Day di Londra. Oggi il management presenterà in assemblea conti 2016 in forte crescita con un utile netto di 2,1 miliardi (+2,5%) superiore alle attese degli analisti. Il gruppo triestino ha messo a segno il risultato operativo «più elevato di sempre» per 4,8 miliardi e utili per 2,1 miliardi (+2,5%): ai soci potrà pagare un dividendo di 0,8 euro in aumento dell’11%. Un risultato ottenuto in un anno complicato e dominato da rischi geopolitici (dalla Brexit all’effetto Trump) e tassi al minimo: «La sfida – ha spiegato Donnet – è adeguare la nostra compagnia a lavorare in un mondo in cui si registra una forte contrazione dei tassi di interesse, che sono l’ossigeno di una compagnia di assicurazione e la garanzia della solidità dei suoi investimenti e del suo capitale».

Donnet, rinfrancato dopo il primo turno delle presidenziali francesi che ha premiato Macron («La Francia ha votato per l’Europa. Se Marie Le Pen non avesse proposto di escludere la Francia dall’Europa avrebbe anche potuto vincere») incassa intanto un verdetto positivo: Fitch ha confermato ieri sera il giudizio sul merito di credito di Generali ad “A-” con outlook (previsione) stabile nonostante il declassamento del rating sovrano dell’Italia di venerdì scorso da “Bbb+” a “Bbb”, con previsione ugualmente stabile.

Donnet ha confermato per il Leone l’obiettivo ambizioso di 5 miliardi di cedole al 2018. Il clima è tranquillo dopo i “sussurri e grida” degli ultimi due mesi. Le Generali non sono più un case study di Intesa Sanpaolo che ha rinunciato ai piani di integrazione con il Leone: «Storia chiusa», si sottolinea a Trieste. Il management può mantenere barra dritta nella convinzione che la difesa ideale sia decisamente quella di creare valore per gli azionisti accelerando il piano strategico. Finite le turbolenze sull’asse Milano-Torino-Trieste, la quota del 3,4% di Intesa Sanpaolo acquisita dal Leone come contromossa strategica «sarà gestita nel miglior interesse della compagnia», ha chiarito il presidente Galateri nell’intervista di ieri al Piccolo. Sul fronte della governance resta però da sciogliere l’incognita sulla eventuale nomina di un nuovo direttore generale dopo l’uscita repentina di Alberto Minali. Ma anche su questo deciderà il consiglio d’amministrazione in accordo con il Ceo, ha spiegato Galateri.

Le Generali, questo il sentiment che si cercherà di spiegare oggi in assemblea, non si sentono minacciate da possibile scalate dopo i venti di Opa straniera e la successiva sortita di Intesa in difesa dell’italianità del Leone. Un leone paziente che non vuole essere preda ma neppure predatore. Le Generali, come ha spiegato ieri sera Donnet, vogliono ora tornare protagoniste sui mercati internazionali puntando decisamente sulla strada della crescita. Anche attraverso acquisizioni? «Se ci sarà qualche buona occasione la valuteremo», ha precisato Galateri. «Veniamo da una storia di duecento anni e vogliamo che tra duecento anni si possa scrivere un nuovo libro sul nostro gruppo», ha scandito Donnet.


(nella foto in apertura, di Giuliano Koren, un momento dei lavori dell’Assemblea degli azionisti 2016)

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