Accenture: cura cliente e tecnologia sono le chiavi per la crescita delle compagnie

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Intervista a Daniele Presutti, Insurance Lead di Accenture

Una cura e un’attenzione sempre maggiore al cliente, attraverso l’uso delle tecnologie digitali come nuova piattaforme a supporto delle reti di vendita. Questa è una delle chiavi per la crescita delle compagnie assicuratrici italiane. Ne è certo Daniele Presutti (nella foto), Insurance lead di Accenture, che in questa intervista a Radiocor spiega quali sono le prospettive e le sfide delle assicurazioni e commenta i risultati del sondaggio condotto presso gli analisti del settore. “La situazione delle compagnie italiane è solida – afferma Presutti – grazie al loro tradizionale approccio prudenziale. Per crescere, è necessario avere un maggiore orientamento verso il cliente attraverso e le tecnologie digitali (mobility, digital marketing, social media, analytics) che abilitano questo cambiamento. Riteniamo – sottolinea – che un approccio sempre più ‘customer oriented’ sia di beneficio al mondo assicurativo e questo può avvenire grazie alle nuove tecnologie digitali“.

E, spiega ancora Presutti, la sfida per le compagnie italiane “che hanno ben presente la questione, la vedono come una evoluzione nel medio termine” e agiscono in un mercato in cui i consumatori italiani sono tra i più pronti al loro utilizzo (maggiore penetrazione di smartphone in Europa, maggiore penetrazione di Facebook) è proprio quella di “valorizzare sempre di più i propri canali distributivi per competere in modo efficace anche con nuovi players come per esempio Google che ha di recente acquisito un aggregatore in Gran Bretagna“. Inoltre, “per agire con decisione in un mercato in trasformazione e raggiungere una crescita organica – spiega ancora Presutti – analytics avanzati e modelli predittivi hanno un valore inestimabile, queste funzionalità aiutano gli assicuratori a comprendere e segmentare i loro mercati e a perfezionare continuamente i propri modelli di business per fare sì che le compagnie possano fornire per ogni segmento di mercato i prodotti adatti al giusto prezzo e attraverso i giusti canali distributivi“.

Commentando poi i risultati del sondaggio realizzato da Accenture tra gli analisti del comparto assicurativo, Presutti ci tiene a ricordare che quando si parla di redditività si parla di cose molto diverse se ci si riferisce al Vita o al Danni.

Per esempio – dice – se guardiamo all’andamento delle principali compagnie Danni negli Usa rispetto alle compagnie Vita, la stragrande maggioranza di quelle attive nel Danni hanno performato bene in Borsa, mentre quelle Vita hanno avuto un andamento drammatico, con cali nell’ordine del 20%-30%. Anche se le compagnie Danni devono lottare con una maggiore volatilità dei sinistri legati alle catastrofi, quelle del Vita fanno i conti con tassi di interesse bassi e domanda debole“. Come emerge anche dal sondaggio, sono i Paesi emergenti quelli su cui puntare. “Cina, India, Russia, Brasile, in termini di business assicurativo pesano il 9% sulla raccolta premi mondiale e hanno tassi di crescita a doppia cifra, anche se decrescenti“. Con qualche cautela, però. “Mentre i mercati emergenti possono essere cruciali per la performance futura di gruppi assicurativi globali, questi non sono una panacea“, afferma Presutti. “Molti Paesi stanno resistendo agli sforzi delle compagnie globali che tentano di entrare nei loro mercati per competere con le compagnie del posto. Inoltre, la mancanza di omogeneità dei mercati emergenti, dove le differenze culturali sono più significative che in Europa, rende difficile per gli assicuratori raggiungere economie di scala cross border“.

In generale, la sfida per le compagnie italiane nel ramo Vita, spiega Presutti, “è da un alto la profittabilità e dall’altro ottenere una raccolta netta positiva, perché si sa che nei momenti di crisi i consumatori tendono a riscattare più del previsto perché hanno bisogno di maggiori disponibilità finanziarie“, mentre per il Danni la “redditività è in miglioramento a seguito del riallineamento dei tassi e da una minore sinistrosità visto che si utilizza di meno l’auto. E’ chiaro – conclude Presutti – che il Danni è legato all’andamento dell’economia e che gli elementi di costo principali sono quelli dei sinistri e quelli della distribuzione che, ovviamente, necessitano di una gestione estremamente puntuale. Ricordiamoci che nelle compagnie i sinistri pesano per circa il 74% dei ricavi”.

Fonte: Borsa Italiana / Il Sole 24 Ore Radiocor (Articolo originale#2)

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