Acri-Ipsos, gli italiani ricostruiscono lo stock di risparmi

Salvadanaio - Risparmio - Previdenza Imc

Salvadanaio - Risparmio - Previdenza Imc

(di Rossella Bocciarelli – Il Sole 24 Ore)

Il 40% del Paese risparmia

L’economia è in recupero e gli italiani stanno ricostituendo lo stock dei loro risparmi. La ripresa, però, è diseguale e le incertezze sul futuro e sulle prospettive dell’Europa unita pesano sulla fiducia, sulle scelte di consumo e su quelle d’investimento. È il quadro che si ricava dall’ultima indagine Acri-Ipsos.

La ricerca è stata presentata ieri dal presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, alla vigilia della novantaduesima giornata mondiale del Risparmio, che si celebra oggi, con la partecipazione del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco e del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan.

Cresce di tre punti percentuali, per il quarto anno consecutivo, la quota d’italiani che affermano di essere riusciti a risparmiare negli ultimi dodici mesi. Passano infatti dal 37% del 2015 al 40% attuale, ed è il dato più alto dal 2003, mentre scende il numero di chi consuma tutto il reddito: oggi è il 34%, contro il 41% nel 2015. Al tempo stesso tornano, però, ad aumentare le famiglie in saldo negativo di risparmio, (dal 22% al 25%), perché sale la schiera di chi intacca il risparmio accumulato (dal 16% al 19%) e rimane costante al 6% quella di chi ricorre a prestiti.

Quanto al tenore di vita, la sua dinamica migliora per il terzo anno di fila. Un terzo degli italiani (32%, come nel 2015) dice di aver mantenuto con facilità i propri standard. Diminuisce, inoltre, chi dichiara di avere sperimentato qualche problema (sono il 44%, il 45% nel 2015); restano stabili, infine, le famiglie con “serie difficoltà” (al 18% come nel 2015, contro il 23% nel 2014).

Tuttavia, la crisi è ancora parte integrante della vita degli italiani: l’86% la percepisce come grave e ritiene che durerà ancora per anni. La metà dei nostri connazionali si aspetta di tornare ai livelli pre-crisi soltanto dopo il 2021 e le famiglie colpite direttamente dalla crisi sono ancora molte, più di uno su quattro. Inoltre, ha spiegato ieri Guzzetti «c’è un evidente pessimismo verso l’Europa e ne approfittano i populisti che si scagliano contro i migranti, con evidenti ripercussioni anche nel nostro Paese, dove vengono cacciate 12 mamme e 8 bambini, in un paese del Polesine e non nel Sahara. Ma la solidarietà è un valore fondante dell’Europa e i politici hanno tradito lo spirito dei padri europeisti, come Spinelli. L’integrazione si crea con l’Europa dei popoli, che non c’è stata».

Gli stati d’animo negativi si riflettono anche sul basket degli investimenti: i risparmiatori stanno aumentando la preferenza verso la liquidità e il 32% oggi dichiara di non avere più un “investimento ideale” mentre in passato il mattone vantava un dominio incontrastato. La scelta di tenersi liquidi sale in un anno dal 61% al 67% mentre un 24% del campione risponde che reinveste solo una piccola parte di ciò che torna cash.

Tra chi fa investimenti, sale la quota di chi detiene assicurazioni vita e fondi pensione (27% dal precedente 25%) e libretti di risparmio (25% contro 23%). Anche i buoni postali di risparmio sono scelti dal 14% delle famiglie rispetto al 9% dello scorso anno. In calo i possessori di titoli di Stato e anche i detentori di conti correnti (81% da 83%). Il mattone, che dieci anni fa era l’investimento ideale per il 70% degli italiani, quest’anno lo è per il 30% del campione. Una quota che è comunque in risalita dal 29% dello scorso anno, dopo il minimo toccato nel 2014 (24%).

Related posts

Top