Addio a un pezzo di storia di Roma, le Generali lasciano palazzo Venezia

Gli uffici storici spostati nella sede di Ina Assitalia a via Bissolati

Generali - Sede Roma ImcIl sogno di Cesare Geronzi di portare a Roma una parte dei processi decisionali delle Generali, quando ne era presidente, è finito da tempo. Ma ora il gruppo assicurativo sta per mettere in atto una mossa dall’alto valore simbolico e che sa anche di addio a una parte della sua presenza storica a Roma. Dal prossimo 21 luglio secondo quanto risulta a Il Tempo, gli uffici del quarto piano di palazzo Venezia (nella foto) saranno lasciati dai dipendenti che raggiungeranno i loro colleghi in un’altra sede romana, quella di via Bissolati vicino a via Veneto, una delle sedi principali della Ina Assitalia acquisita dal Leone di Trieste nei primi anni 2000.

Si tratta di un’operazione di razionalizzazione dei costi al pari di quanto stanno facendo anche altri gruppi, in particolare quelli bancari, che accentrano funzioni e dipendenti riducendo il peso delle gestioni immobiliari sul conto economico. Un po’ sul modello Unicredit a Milano con la costruzione della Unicredit Tower e della Tower di Unipol-Fonsai a Bologna. In questo caso le Generali lasciano però la loro sede storica di Roma, quella di riferimento per enti e grandi società, per la sede di una controllata. Tutto trasferito qualche chilometro più a nord, vicino a Via Veneto, in nome della messa a profitto dell’immenso patrimonio immobiliare i che, oltre a rappresentare la garanzia più solida per le attività assicurative, è chiamato a contribuire oggi più che mai, nel calo generalizzato dei rendimenti delle obbligazioni, a rimpinguare i flussi di cassa.

L’uscita delle Generali dal quarto piano del palazzo Venezia lascia il posto a un importante studio legale anglosassone. Una presenza, quella degli avvocati internazionali, già nota a chi frequenta le grandi scale dell’edificio. In uno dei piani nobili campeggia, infatti, la targa dello studio Lovells, noto alla cronache per annoverare tra i partner i legali che assistettero la famiglia Sensi nella cessione della As Roma.

Dunque sarà il secondo studio di professionisti in arrivo anche se qualche titubanza nelle trattative ci sarebbe stata sulla possibilità di avere parcheggi auto a disposizione nel cortile interno. Pochi per le esigenze degli avvocati. Comunque vada per i posteggi, la scritta Generali nel palazzo potrà campeggiare ormai solo al secondo piano laddove resta il museo della collezione Generali, traccia del passaggio breve ma proficuo della contrastata presidenza Geronzi.

L’abbandono degli uffici mal si concilia però con le intenzioni di chi contribuì a crearli: Marco Besso, direttore e poi presidente della compagnia, che nei primi del ’900 volle costruire la sede delle Generali nel cuore di Roma a pochi metri dalla Colonna Traiana e dai Fori Imperiali, a mo’ di quinta nella scena che inquadra il Monumento a Vittorio Emanuele II. «Più di un secolo fa egli aveva intuito il ruolo rappresentativo e simbolico che il palazzo avrebbe avuto nella vita della Compagnia» spiega il sito della collezione Generali. Stesso tenore quello usato 90 anni dopo, dell’ad Canzano per il quale «il palazzo di Roma rappresenta un motivo di orgoglio, di riferimento storico, di impegno per il futuro». Ora lo sarà un po’ meno.

Autore: Filippo Caleri – Il Tempo (Articolo originale)

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