«Adesso il Leone lavora come una startup». E punta sulle «ibride»

Marco Sesana Imc

Marco Sesana Imc

(di Sergio Bocconi – Corriere Economia)

Parla il nuovo country manager e amministratore delegato di Generali Italia: “Chiusa in anticipo l’integrazione operativa del gruppo. Stiamo ripensando l’esperienza con la clientela”. Raccolta netta del settore Vita oltre 7 miliardi di euro nel 2016

Per il suo «debutto» da country manager e amministratore delegato di Generali Italia Marco Sesana (nella foto) giovedì 16 febbraio ha scelto la convention annuale di Alleanza a Genova. Davanti ai 700 manager della rete e a 15 mila persone collegate in streaming, ha annunciato il completamento del progetto di digitalizzazione («fra i più grandi d’Europa») che con il tablet di fatto cambia, semplifica e «profila» il rapporto con il cliente.

Perché siete partiti da Alleanza?

«È una rete agile e ci permette di introdurre innovazioni velocemente. Si distingue per avere consulenti e clienti giovani: quasi il 40% è under 40. E ha un modello di relazione con il mercato basato sul “passaparola”. In fondo il like dei social media ante litteram. Questa capacità ha permesso alla compagnia di ottenere risultati record con 2 miliardi di nuova produzione».

Il processo di integrazione di Generali Italia può dirsi concluso?

«Si, avviato nel 2013 si è chiuso in anticipo a inizio 2016. Oggi siamo un gruppo integrato più competitivo con tre brand, Generali, Alleanza e Genertel, una sola macchina operativa e un unico controllo di rischi e servizi, con 40 mila professionisti sul territorio. Abbiamo già avviato la nuova fase di sviluppo basata su centralità del cliente, professionalità delle reti e innovazione».

Senta, più che la digitalizzazione, comunque perseguita da tutti i gruppi assicurativi, un’iniziativa che sembra parlare di innovazione in modo originale è l’Hackathon, scarsamente diffuso nel nostro Paese.

«A metà marzo terremo alla Fondazione Cini la seconda edizione. 120 dipendenti e 40 agenti si sfideranno in una maratona di 24 ore su 4 temi legati alla relazione con il cliente. E le idee vincenti saranno valutate per essere realizzate. Un modo di generare idee in tempi brevi, trovare soluzioni e testarle rapidamente. La partecipazione è molto ambita: 700 persone hanno completato i test di accesso. Partecipazione, idee vincitrici generano energia e ingaggio».

Che cosa volete ottenere?

«Noi stiamo ripensando l’esperienza del cliente. Per farlo è però necessario cambiare la cultura e adottare nuovi modi di lavorare. Gli Hackathon permettono di comprenderne le esigenze del mercato Ma questa non è un’iniziativa isolata. Lavoriamo stabilmente in modalità agile. Per il programma di semplificazione abbiamo creato team che lavorano per 20 settimane sui processi chiave dell’azienda insieme ad agenti, clienti ed esperti di design thinking. Si lavora come nelle start-up».

Lasciamo da parte il futuro e torniamo al presente. Come reagite nell’era dei tassi zero?

«Le compagnie devono affrontare oggi due livelli di difficoltà: un contesto economico finanziario difficile, che si riflette soprattutto sul Vita, e un cliente che sta cambiando abitudini d’acquisto, con maggiori aspettative di servizio. Per essere competitivi bisogna essere veloci, incisivi nelle risposte ai clienti e offrire soluzioni ad hoc ».

Nel Vita come vi muovete?

«Abbiamo chiuso il 2016 con una raccolta netta superiore a 7 miliardi e negli ultimi mesi dello scorso anno la produzione di polizze “ibride” è arrivata al 50%. Noi continueremo ad andare incontro all’esigenza delle famiglie italiane che cercano crescita e protezione degli investimenti. Abbiamo lanciato un nuovo prodotto che, combinando parte di capitale garantito con unit linked a volatilità controllata, consente di offrire rendimenti con un profilo prudente per il cliente e sostenibile per la compagnia. I nostri agenti saranno in grado di dare consulenza professionale alle famiglie grazie anche al supporto di Jp Morgan e Invesco».

E nel Danni?

«Vogliamo lavorare con i nostri clienti per la prevenzione dei rischi, piuttosto che sulla liquidazione dei danni. Così nella Rc auto abbiamo introdotto dispositivi che aiutano a migliorare lo stile di guida in tempo reale. Per la casa introdurremo un prodotto che aiuta il cliente nella gestione dell’abitazione, anche grazie a una centrale operativa disponibile per l’assistenza. Sempre in tema casa, stiamo lavorando a una nuova copertura catastrofale, terremoto e alluvione, per tutelare l’asset più importante per gli italiani».

Per le imprese il tema salute-welfare è sempre più diffuso…

«È un settore per noi strategicamente importante e lo sarà sempre di più. Stiamo lavorando per accrescere la quota di mercato sui grandi clienti. Abbiamo appena chiuso un accordo per la copertura Employee benefit di tutti i 90 mila dipendenti del gruppo Fca in Italia».

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