Adiconsum, protocollo d’intesa con RBM Salute

Adiconsum (3)

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L’associazione dei consumatori intende raccogliere la sfida del settore assicurativo (rilanciata durante l’Assemblea Annuale ANIA) per mettere a disposizione più elevati livelli di protezione ai cittadini e rilancia proponendo un “Patto Chiaro per la Salute” che garantisca “trasparenza, comparabilità e correttezza dell’offerta”

A margine dell’Assemblea Annuale ANIA (l’Associazione delle Imprese Assicurative), svoltasi ieri a Roma e nella quale il settore assicurativo ha posto l’accento sui bisogni crescenti di protezione dei cittadini italiani Walter Meazza, presidente Adiconsum, ha commentato con una certa preoccupazione: “Sempre più italiani sono costretti a pagare di tasca propria le spese sanitarie in un contesto complessivo nel quale tra liste di attesa interminabili e costi dei ticket crescenti, l’universalismo del Servizio Sanitario Nazionale sta diventando un pallido ricordo. È giunto il momento di tornare ad investire in sanità allineando il rapporto spesa sanitaria/PIL del nostro Paese (attualmente dell’8% circa) alla media degli altri Paesi OCSE (10%). Del resto è facile comprendere che senza risorse non è possibile garantire qualità del servizio e risposte adeguate ai bisogni dei cittadini. Crediamo che la soluzione di questo problema dovrebbe essere al centro dell’agenda del Governo e non possa (come, invece, fonti non ufficiali sembrano confermare) essere posticipato al Referendum costituzionale di ottobre”.

L’associazione dei consumatori guarda “con grande interesse” allo sviluppo di una sanità integrativa “che possa aggiungersi in modo sinergico e strutturato al Servizio Sanitario Nazionale, baluardo sociale di inestimabile valore per il nostro Paese”.

“È necessario esportare le buone pratiche sviluppate nel mondo della contrattazione collettiva nazionale dalle parti sociali con le forme sanitarie integrative anche al di fuori del modo del lavoro sviluppando per tutti i cittadini, senza differenziazioni tra dipendenti, autonomi, atipici, studenti, un Secondo Pilastro Sanitario diffuso che garantisca quelle prestazioni che nei fatti sono già pagate dagli italiani di tasca propria – ha aggiunto Meazza –. In questo contesto è fondamentale che il consumatore possa avere la piena comparabilità e trasparenza dell’offerta anche considerato il variegato panorama di operatori presenti nel settore. Quando si parla di salute bastano poche regole fondamentali: bisogna affidarsi a soggetti che garantiscano un’adeguata professionalità, trasparenza delle condizioni contrattuali, solvibilità finanziaria e livelli di servizio alti”.

Per questo motivo Adiconsum ha realizzato un primo protocollo d’intesa – denominato Patto Chiaro per la Salute – con RBM Assicurazione Salute, uno dei principali operatori del settore, da sempre molto attivo nello sviluppo di forme di sanità integrativa diffusa.

“Intendiamo intensificare il nostro impegno in questa direzione – ha spiegato il presiente Adiconsum – senza fare sconti alle compagnie ma al tempo stesso garantendo alle imprese assicurative il nostro impegno ad informare adeguatamente i consumatori per far emergere le opportunità legate alla sanità integrativa e, soprattutto, la qualità dell’offerta. Proprio per questo motivo stiamo sviluppando per i consumatori il primo comparatore indipendente per le polizze salute e le altre forme sanitarie integrative presente in Italia”.

“L’assenza di strumenti di questo tipo è un’anomalia tutta italiana. Nei principali Paesi europei – ha concluso Meazza – si tratta infatti di una buona pratica ben radicata spesso promossa, quando non gestita, delle stesse Authority che supervisionano il mercato assicurativo. Nostro malgrado, dobbiamo rilevare che anche in quest’ambito il nostro Paese rimane fanalino di coda, lasciando ai cittadini (complice anche il grave vuoto normativo che caratterizza la sanità integrativa) il compito di orientarsi in una giungla di prodotti diversi e non facilmente paragonabili gli uni con gli altri”.

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