AGENTI GROUPAMA ITALIA: PROSEGUE LO STATO DI AGITAZIONE

Pietro Melis primo piano IMC

Il presidente Pietro Melis: «Il progetto di unificazione dei sistemi informatici sta durando troppo tempo e la rete sta soffrendo parecchio perché sta comportando appesantimenti di ogni genere».

Prosegue lo stato di agitazione in casa Agit (Agenti Groupama Italia). Il comunicato che l’ufficio di presidenza del gruppo ha diramato mercoledì scorso è alquanto emblematico ed evidenzia lo stato di profondo malessere in cui versa la rappresentanza. Il gruppo agenti ha invitato la compagnia «a provvedere alla sistemazione delle problematiche di Nexus viste le notevoli difficoltà in cui versano le agenzie a causa della situazione generale del mercato e dei servizi offerti dalla mandante», l’ha sollecitata a «non effettuare ulteriori aumenti tariffari nel corso dell’anno e ad anticipare la verifica sugli andamenti del Cvt allo scopo di modificare alcune norme assuntive», le ha manifestato «la necessità di incidere ulteriormente sul servizio liquidativo sinistri».

Sempre alla mandante, Agit ha chiesto di «completare l’automatismo del ritorno dei dati tramite Nexus Off e di rendere i tracciati compatibili con i sistemi gestionali in uso». A tutti gli iscritti sono state impartite delle direttive ben precise: «potranno partecipare ai corsi di formazione e avere contatti con la direzione e/o con i district manager per le attività legate allo sviluppo del proprio lavoro, astenendosi da qualsiasi altro incontro e/o contatto di routine (road show, workshop, visite di cortesia)». Insomma un comunicato dai toni forti.

«In questo momento i problemi sul tappeto sono tanti, ma due in particolare ci preoccupano: il nuovo sistema informatico Nexus e l’impatto derivante dalle minusvalenze finanziarie determinate principalmente dalla svalutazione dei titoli di stato della Grecia». Non ha dubbi Pietro Melis (foto sopra), presidente di Agit, nell’illustrare a Intermedia Channel le principali problematiche che sta vivendoil gruppo agenti. E se l’una sfugge dal controllo della compagnia («con tutta probabilità pagheremo lo scotto nel 2012, anche se abbiamo avuto delle ampie rassicurazioni da parte della mandante», dice Melis a proposito della “questione” greca), l’altra ha origini per così dire antiche. Da quando cioè Groupama ha assorbito Nuova Tirrena.

Nell’ottobre del 2009, quando è stato celebrato il primo congresso unico nazionale degli agenti Groupama, Melis dichiarò: «Il progetto di unificazione dei sistemi informatici sta durando troppo tempo e la rete sta soffrendo parecchio perché sta comportando appesantimenti di ogni genere». Allora, la migrazione dei sistemi informatici. Oggi, Nexus. Sembra un film già visto. «La fase finale di avviamento del nuovo sistema informatico è in programma entro il prossimo mese di giugno, ma in questo momento numerose agenzie stanno riscontrando notevoli difficoltà a causa di anomalie non sanate e interruzioni sempre più frequenti», afferma Melis.

«Le problematiche non trovano ancora adeguate risposte, con conseguenti diseconomie per le agenzie. Quello che stiamo chiedendo in questo momento è semplicemente una operatività che sia vicina alla normalità. La compagnia non può continuare a ritenere le nostre rimostranze alla pari di petulanti capricciose lamentele o, peggio ancora, dubitare che il nostro sia un tentativo di strumentalizzazione per altri fini. Insomma non può sottovalutare questa situazione. Capisco che stiamo ancora scontando la fase laboriosa e difficile della integrazione di Groupama e Nuova Tirrena, ma oggi si ha la sensazione che i problemi siano lontani dall’essere risolti. È improcrastinabile ed urgente che la compagnia si focalizzi principalmente alla soluzione di questi problemi. Questa situazione non può essere tollerata oltre un certo limite».

Parole forti, quelle di Melis, che il prossimo 6 giugno compirà 65 anni e che nell’arco della sua lunga carriera (anche sindacale) ne ha viste di cotte e di crude.

Il gruppo agenti, su questo punto, è assai determinato. Basta leggere alcuni passaggi del documento conclusivo del direttivo nazionale di circa un mese e mezzo fa, nei quali si «constata con crescente sofferenza la persistente inaffidabilità del sistema informatico Nexus», che sta «ingenerando sentimenti di sfiducia nei confronti della compagnia». Si denunciano in particolare «tutte le inefficienze e le inadempienze su quanto promesso in occasione della ripresa del roll out».

«Lo scorso 17 aprile ci eravamo confrontati sulle questioni che noi abbiamo ritenuto prioritarie e avevamo attivato un lavoro congiunto fra le commissioni informatiche e amministrative allo scopo di realizzare nel più breve tempo possibile tutte le modifiche di sistema necessarie», dice Melis. Nessun risultato è stato ottenuto. «La rete ci chiede in questo momento una maggiore incisività sulla vicenda Nexus. Ma, francamente, più di quello che stiamo facendo non possiamo fare».

NON SOLO NEXUS – I fari dell’Agit, però, non sono solo puntati su Nexus. «Stiamo lavorando per avere un mandato unico per i nuovi agenti e per le novazioni contrattuali all’interno delle agenzie. Cercheremo di armonizzare la parte normativa che riguarda le garanzie per le agenzie, anche per l’aspetto informatico, iniziando un processo di unificazione  degli accordi e delle procedure. Il piano delle incentivazioni unico per tutta la rete agenziale è stato concordato nel 2011 per la prima volta. Per il 2012 siamo riusciti a miglioralo in tutti i suoi aspetti, malgrado la contingenza economica negativa. Di questo diamo atto alla compagnia di aver fatto uno sforzo positivo nei nostri confronti», afferma Melis.

E sull’auto il presidente dell’Agit dice: «Il buon andamento tecnico riscontrato negli ultimi anni in questo ramo ha permesso di sopperire alla perdita finanziaria. Segno evidente di come compagnia e agenti abbiano lavorato bene. Certo la variazione tariffaria registrata all’inizio di quest’anno, e cioè un aumento del premio pari al 4%, sta penalizzando alcune aree del Paese. Sotto questo punto di vista, ritengo che l’obbligo di adottare una tariffa unica nazionale di compagnia per le polizze in classe prima avrebbe penalizzato particolarmente quelle società assicurative, Groupama è tra queste, presenti in modo capillare in quelle aree assicurativamente a rischio. Penso che tutte le novità legislative saranno causa di ulteriori problemi per tutta la categoria, ma per gli agenti Groupama, in questa situazione, potrebbe essere ancor più pesante da sopportare».

Problematiche che possono essere superate solo se il gruppo agenti è unito. Agit, che nasce dall’unione, un anno e mezzo fa, degli intermediari Groupama e Nuova Tirrena conta circa 1.000 agenti (di cui il 20% sono plurimandatari veri).

«Tenuto conto della fusione a caldo e del fatto che provenivamo da due culture completamente diverse, il gruppo agenti è oggi compatto e unito», afferma Melis. «Gli iscritti sono circa il 95%-97% della totalità degli agenti della compagnia, c’è una buona relazione e non abbiamo nessuna difficoltà a interloquire».

(Nella foto in alto a destra, una fase dell’ultimo congresso di Agit, a Palermo)

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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