Agenti Liguria, situazione difficile per le revoche

Agenti mediatori Imc

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(Autore: Roberto E. Bagnoli – Iomiassicuro.it)

Dallo scorso autunno a questa parte, secondo quanto denunciato dallo Sna, a causa dell’obbligo Antitrust di ridurre la quota di presenza nelle province italiane, UnipolSai sta inviando alla rete degli agenti Liguria – prevalentemente composta di realtà di medie/piccole dimensioni, ubicate spesso in centri minori – una grande quantità di revoche ad nutum senza motivazione. L’azione di recesso dai mandati agenziali, che nel meridione aveva già colpito oltre la metà delle agenzie, non accennerebbe dunque a placarsi: a oggi sarebbero più di settanta gli agenti revocati. La proposta di UnipolSai a tutta la rete prevede la liberalizzazione del portafoglio, accompagnata da una liquidazione ridotta di tutte le indennità previste per il caso di recesso ad nutum con rinuncia al preavviso; ciò comporta la perdita di oltre la metà delle indennità spettanti secondo l’Accordo nazionale del 2003.

Una proposta che molti agenti Liguria hanno già firmato, nonostante lo Sna da tempo abbia offerto la propria disponibilità ad affiancare tutti i colleghi per la tutela dei loro diritti, e continui a suggerire di astenersi dal firmare qualsiasi documento predisposto dall’impresa in relazione a questa problematica, prima di averlo sottoposto al parere del Sindacato stesso o di un esperto del settore. Ribadendo la forte preoccupazione per questo stato di cose, Sna intende riunire subito in assemblea gli agenti titolari di mandato Liguria – iscritti o meno al Sindacato – per comprendere come avere la massima incisività nella tutela degli interessi di coloro che dovessero trovarsi oggetto della riorganizzazione messa in atto da UnipolSai. A complicare questo stato di cose si aggiungono le diatribe interne al Gal (gruppo Agenti Liguria). Una consistente parte di agenti, provenienti soprattutto da Lombardia, Lazio e Triveneto e che rappresentano un’ampia parte del portafoglio della compagnia, ha preso le distanze dai vertici del gruppo agenti, considerato eccessivamente accondiscendente nei confronti della mandante.

La presidenza del Gal ha infatti deciso di mantenere le relazioni industriali con la compagnia, sebbene inizialmente fosse stata votata l’interruzione dei rapporti. Gli agenti “dissidenti” lamentano la scarsità di notizie certe e la totale assenza di comunicazioni formali, tanto da parte dell’impresa quanto da parte del Gal, su quali saranno le linee guida del gruppo Unipol per integrare la rete Liguria. E sono stati proprio loro a coinvolgere lo Sna, nel tentativo di individuare i punti e le soluzioni da adottare per difendersi dagli inevitabili assestamenti che riguarderanno la rete Liguria, e in particolare a fronte di ulteriori revoche massive o pretese di liberalizzazione senza liquidazione o altre forme che comunque portino alla chiusura o al ridimensionamento del punto agenzia. Non a caso Giuseppe Rapa, membro dell’Esecutivo nazionale Sna con responsabilità per l’area tutela agenti ha sottolineato l’importanza di coinvolgere il Gruppo agenti “che in questi giorni verrà da me personalmente contattato e sensibilizzato al riguardo”.

Federico Rossi, presidente del Gruppo agenti Liguria, annuncia che un incontro con lo Sna si terrà alla fine di gennaio, probabilmente il 28, per individuare insieme al Sindacato le migliori modalità di tutelare i colleghi rispetto all’invio di revoche ad nutum attuate in ordine alla ristrutturazione della rete da parte di Unipolsai. “Il Gal si è attivato fin dall’inizio, con il solo interesse di difendere i diritti degli iscritti”, ha dichiarato Rossi, auspicando che le divergenze interne possano essere appianate, dal momento che in quella che rischia di diventare una guerra tra poveri alla fine tutti ci rimettono. “Mi dispiace che vi siano aree di colleghi prive di rappresentanza”, ha concluso.

Dal canto suo, UnipolSai ribadisce la necessità di procedere a una riorganizzazione generale della rete in ottemperanza a quanto imposto dall’Antitrust, negando però un particolare accanimento nei confronti della rete Liguria. La compagnia non fornisce dati numerici sulle revoche ad nutum effettivamente attuate sugli agenti Liguria, ma respinge l’accusa che si tratti di un’azione sistematica e che il recesso dai mandati venga utilizzato come modalità per la chiusura dei rapporti con le agenzie in vista della ristrutturazione della rete distributiva. Le revoche sarebbero eventi sporadici, dal momento che l’orientamento espresso dall’Impresa privilegia la liberalizzazione del portafoglio; la compagnia, inoltre, sottolinea le informazioni circolate in questi giorni non avrebbero nulla di ufficiale e sarebbero tutte da verificare. Unipolsai conferma invece il coinvolgimento nella ristrutturazione soprattutto delle piccole realtà, in particolare laddove la concentrazione territoriale supera i limiti imposti dall’Antitrust. Secondo quanto recentemente dichiarato dal direttore generale di UnipolSai, Franco Ellena, il processo d’integrazione fra le reti coinvolge 25mila persone (5mila agenti e 20mila tra sub-agenti e altri intermediari) più i relativi impiegati. Ellena, che cura direttamente l’integrazione delle reti Unipol, Fonsai e Milano, ha dichiarato l’intenzione di condividere gli obiettivi con la rete, e con i gruppi agenti le linee guida strategiche dell’Azienda. “Non abbiamo in programma tagli, anzi intendiamo irrobustire la nostra presenza sul territorio con nuovi ingressi”, ha affermato Ellena sottolineando che “nessuno verrà lasciato per strada, a meno che non decida da solo di scendere”.

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