Agnesi (CASBI): Quale evoluzione per la sanità integrativa

Stefano Agnesi HP Imc

L’assistenza sanitaria integrativa è sicuramente uno dei temi attualmente più caldi per quanto riguarda il nuovo welfare. L’ultimo Italy Protection Forum ci ha dato la possibilità di avvicinare una particolare realtà che opera in questo settore: CasBi, la Cassa di Assistenza realizzata da Brokers Italiani, network che riunisce 12 società di brokeraggio assicurativo indipendenti. Del Consorzio, del funzionamento di CasBi e delle politiche per la diffusione della sanità integrativa ne abbiamo parlato direttamente con Stefano Agnesi (a destra nella foto, mentre riceve per CasBi il riconoscimento agli Italy Protection Awards quale terzo classificato nella categoria Miglior intermediario per il collocamento dei Fondi Sanitari), vicepresidente CasBi e Consigliere Responsabile Area Tecnico Gestionale di Mida, storico broker di assicurazioni milanese

Stefano Agnesi - Italy Protection Awards ImcIng. Agnesi, come e quando nasce l’idea di costituire un Consorzio di broker?

Il Consorzio Brokers Italiani nasce nel 2000 dalla idea di sette imprenditori/professionisti che sentivano l’esigenza – oggi ancora più forte – di tutelare il proprio ruolo di consulenti dalla politica commerciale molto aggressiva dei broker internazionali che si stavano sempre più affermando in Italia. Con l’obiettivo, ora come allora, di creare sinergie tecniche e commerciali per essere più forti nel mercato ma allo stesso tempo indipendenti.

Cos’è e come funziona CasBi?

CasBi è una Cassa di Assistenza – iscritta alla Anagrafe dei Fondi Sanitari – creata da Brokers Italiani nel 2002. La Cassa oggi gestisce programmi sanitari, infortuni e TCM in partnership con le principali Compagnie Assicuratrici del mercato, consentendo ai suoi soci di usufruire dei benefici fiscali previsti dal Decreto Sacconi 2009.

Per poter garantire una migliore assistenza ai propri Soci, CasBi ha una propria struttura gestionale ed operativa che affianca gli assistiti dalla fase di adesione alla Cassa alla prenotazione di una prestazione e/o alla richiesta di un rimborso. L’indipendenza della Cassa e l’attenzione ai propri soci la rendono unica nel mercato.

In tema di sanità integrativa qual è il target di riferimento dei brokers di media dimensione?

In questo settore il target può essere molto ampio. Infatti, i broker di media dimensioni – attraverso della casse ben strutturate e delle buone partnership con compagnie e provider – possono rivolgersi a grandi, piccole e medie imprese, partecipare a gare pubbliche e – allo stesso tempo – proporre programmi personal line.

CasBi, attraverso il lavoro dei Brokers italiani e degli altri broker con cui collabora, ne è sicuramente una conferma. Sono infatti soci della Cassa aziende pubbliche come Anas ed AVCP, aziende di grande dimensioni come Tod’s ma anche tante PMI tipiche del tessuto economico del nostro Paese.

Quali azioni concrete si possono mettere in atto per la diffusione della sanità integrativa nell’attuale contesto economico?

Sicuramente è importante una maggiore comunicazione e chiarezza nella presentazione dei programmi proposti. In questo processo di formazione acquisisce importanza fondamentale assistere i soci nell’utilizzo del programma. Assistenza in cui Casbi ha sempre creduto investendo nella formazione e nelle capacità tecniche e relazionali del proprio personale.

Per le PMI la sanità integrativa può diventare uno strumento utile a gestire il personale e le politiche retributive?

Certamente, soprattutto se consideriamo la sempre crescente spesa delle famiglie per le cure mediche, la necessità di ricorrere all’assicurazione privata e la possibilità di proporre – attraverso l’azienda – programmi sanitari molto più competitivi a quelli che i dipendenti individualmente potrebbero accedere. Sono convinto che c’è molto spazio per l’utilizzo della sanità integrativa come strumento per la gestione e/o la retribuzione del personale.

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