Agricoltura, audizione Conferenza della Regioni sulle assicurazioni contro le avversità

Agricoltura - Assicurazioni Imc

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La Conferenza delle Regioni è intervenuta in Audizione alla Camera – presso la Commissione Agricoltura – in merito all’indagine conoscitiva parlamentare sulle assicurazioni contro le avversità atmosferiche. A guidare la delegazione della Conferenza Carlo Hausmann (assessore della regione Lazio), che ha consegnato alla Commissione un documento della Conferenza.

“È assolutamente necessario – ha spiegato Hausmann – aggiornare lo strumento del Fondo di Solidarietà Nazionale e in particolare i procedimenti della dichiarazione di calamità. Sono da migliorare tutti gli incentivi e gli strumenti per favorire la stipula dei contratti assicurativi da parte degli agricoltori. Si segnala anche come nel corso di questi ultimi anni sia aumentato il numero delle polizze assicurative, ma soprattutto al Nord, mentre al Sud diminuiscono. Tutto ciò avviene nonostante l’impegno di tutte le Regioni verso una misura nazionale di gestione del rischio. Bisogna organizzare e potenziare gli strumenti di prevenzione. In Europa accanto ai classici strumenti di assicurazione agevolata, la nuova Politica Agricola Comune ha proposto nuovi strumenti di gestione del rischio, riconoscendo l’elemento prezzo e quindi la volatilità dei mercati tra i fattori in grado di compromettere la stabilità economica delle aziende agricole e delle filiere produttive. Ma le regole attuative comunitarie sono risultate troppo complesse, quindi le Regioni italiane hanno proposto di semplificare le norme”.

“In questo contesto – ha rilevato Hausmann – è da riproporre la Riassicurazione Pubblica che potrebbe avere una copertura obbligatoria alle catastrofi. La mancata compensazione delle ingenti perdite di prodotto conseguenti alle calamità è ricaduta sulla tenuta economica di intere filiere produttive. Le stesse aspettative disattese dall’adozione del Regolamento 1305/2013 hanno determinato un progressivo indebolimento dell’intero sistema assicurativo. Con ritardi degli aiuti pubblici e mancati pagamenti a sostegno del costo polizza si sono registrate importanti criticità di attuazione delle misure del rischio. Anche la politica di gestione dei rischi necessita quindi di una generale revisione, ad esempio nelle analisi delle criticità. Le polizze assicurative agevolate devono essere sottoscritte con l’indicazione di diverse combinazioni di rischio. Ma l’agricoltore non sempre è interessato ad assicurare troppe avversità rispetto a quelle che sono le necessità, anche economiche, della propria azienda agricola. I Consorzi così si ritrovano in una condizione di marginalità rispetto al mercato assicurativo, vanificando i benefici dell’associazionismo”.

“Le maggiori criticità rilevate dagli agricoltori – ha aggiunto Hausmann – si riscontrano per il 45% nella complessità amministrativa e burocratica, compresi i ritardi che si registrano nella corresponsione dei contributi, per il 30% nei prezzi e franchigie elevati e per il restante 25% per la mancanza di adeguate informazioni. Ora le coperture tradizionali (contratti assicurativi sulla produzione) risultano meno incentivanti anche per una progressiva riduzione delle aliquote di contributo, ma con gli ultimi orientamenti Ue possono rappresentare una delle poche strade da seguire per ridurre le perdite”.

“Tra le possibili soluzioni – ha affermato Hausmann – c’è l’elaborazione del PAI (piano assicurativo individuale) ad inizio annata agraria, eliminando la manifestazione di interesse. Ma il PAI va riformato e semplificato, analizzando le colture fino al prodotto e non alle varietà. Vi deve essere anche la possibilità per le aziende agricole di indicare la resa aziendale effettiva, come dichiarata dall’assicurando assumendosi la responsabilità ed eliminando l’obbligatorietà di assicurare quella media per zona, più vicina alla realtà produttiva. Per le aziende porta seme e per le colture a contratto in genere sarebbe opportuno prevedere la possibilità di assicurare quanto definito nel contratto. Si può anche prevedere la possibilità per gli agricoltori che lo volessero di redigersi il PAI o farlo redigere gratuitamente dal Consorzio di difesa. Lo stesso tasso presente nel certificato assicurativo va indicato come uguale al “parametro”. In tal modo si potrebbe stabilire la reale spesa assicurativa a carico dell’azienda, eliminando tutte le clausole di salvaguardia oggi presenti che creano confusione e non permettono di poter ottenere un conteggio preciso del costo di polizza fino a quando non saranno pubblicati i parametri contributivi annuali”.

“E’ da prevedere anche l’aumento dell’aliquota contributiva a beneficio dell’assicurando e lo stesso numero minimo di avversità va ridotto a due – ha sottolineato Hausmann –. Occorre una preliminare verifica sui pacchetti che le compagnie assicurative propongono ai beneficiari affinché i premi siano parametrati quanto più favorevolmente per le aziende. Ciò può attuarsi anche con un aumento del contributo pubblico sul pagamento dei premi. Poi bisogna sviluppare dei percorsi di conoscenza degli strumenti assicurativi verso gli agricoltori. Vanno anche predisposte delle campagne promozionali utili alla scoperta del valore dell’associazionismo in agricoltura. In tal senso è altrettanto importante strutturare percorsi di sostegno e supporto per le attività di anticipazione, anche attraverso processi di concentrazione e mutualità nei confronti delle realtà più deboli. Ismea può svolgere un importante ruolo di promoter anche per sviluppare un importante progetto di riassicuratore pubblico”.

“È necessario – ha evidenziato Hausmann – sostenere anche l’attivazione dei Fondi di Mutualizzazione con la revisione comunitaria della percentuale di perdita della produzione media annua quale limite per il riconoscimento. È da rivedere il pagamento del contributo direttamente al Condifesa (come avveniva in passato) su indicazione/consenso del socio, in modo tale da prevedere un anticipo del contributo spettante da parte del Condifesa al socio. Sono da prevedere convenzioni di sincronizzazione dei sistemi informativi degli enti collettivi di difesa (Condifesa) con il sistema informativo AGEA al fine di evitare incomprensioni e disallineamenti dei dati e ritardi nei pagamenti. È da prevedere l’adozione di modelli unificati per la stima dei danni (diversificati per prodotto e tipologia di polizza). A tal fine si ritiene utile che la soglia di rischio assicurabile sia ridotta al 20% – anziché l’attuale 30% – per incentivare l’adesione delle aziende agricole”.

“È da prevedere – ha concluso Hausmann – anche la possibilità di attuare strumenti perequativi tra Regioni in riferimento alla presenza e ripetitività dei rischi, in modo da eliminare le diseguaglianze nel costo dei premi tra agricoltori di diversi territori regionali. Per quanto riguarda i fondi di mutualità, previsti a livello a normativo, si ritiene opportuno che siano definiti i soggetti gestori dei fondi di mutualità (compresi i consorzi di difesa), le regole per la costituzione dei fondi, compresa anche la forma giuridica da assumere, le regole per il loro funzionamento. In tal modo si aumenterebbe il livello di concorrenza nel mercato delle assicurazioni agevolate, con benefici diretti (sia amministrativi che economici) per le aziende del comparto agricolo”.

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