AIBA E SNA: «RAPPORTI PIU’ STRETTI TRA AGENTI E BROKER»

Presentato oggi a Milano un protocollo di intesa che mira a regolare il legame fra le due categorie, con uno sguardo alla tutela dei clienti. Ecco i punti salienti.   

L’Aiba (Associazione italiana broker di assicurazione e riassicurazione) e lo Sna (Sindacato nazionale agenti) hanno presentato oggi a Milano il protocollo di intesa che regola per la prima volta i rapporti di collaborazione tra agenti e broker, con l’obiettivo, tra l’altro, di tutelare i clienti.

L’intesa, sottoscritta dai due presidenti, Claudio Demozzi per lo Sna e Francesco G. Paparella per Aiba (nella foto a lato, ritratti dopo la conferenza stampa), coinvolge direttamente oltre 8.000 agenti iscritti al sindacato e circa 1.100 società di brokeraggio associate e nasce da un’esigenza di mercato, visto che sempre più spesso i broker, che operano per conto del cliente, si appoggiano alle agenzie come sportelli delle compagnie di assicurazione sul territorio (in particolare per le coperture contro i danni al patrimonio, incendio e furto, i danni alle persone, infortuni e malattia, la Rc verso terzi. La quota di premi raccolti dai broker e appoggiati sulle agenzie, e non direttamente sulle compagnie, già oggi raggiunge infatti il 22,6%.

I DETTAGLI DEL PROTOCOLLO – In sostanza, Aiba e Sna hanno predisposto un modello di riferimento (una “lettera di collaborazione standard”) conforme alla normativa vigente dell’Isvap (FAQ N.8), dal momento che gli intermediari coinvolti continuano a svolgere le rispettive funzioni nell’ambito delle diverse sezioni del Rui alle quali sono iscritti: l’agente come soggetto che colloca i prodotti per i quali ha ricevuto mandato dall’impresa e il broker come soggetto che agisce su incarico del cliente. Aiba e Sna si sono di fatto impegnati a «superare alcune delle rigidità formali e delle complicazioni normative che dall’entrata in vigore del Rui (1 febbraio 2007) a oggi hanno frenato l’evoluzione della libera collaborazione fra broker e agenti».

Secondo quanto prevede il protocollo, «ferma la libertà di instaurare rapporti, il broker opera rappresentando il cliente (sulla base di una nomina scritta a gestire l’intero programma assicurativo, sia su specifico incarico per la negoziazione di singoli affari) ed è libero di proporre all’agente rischi da assicurare. Il broker è responsabile verso l’agenzia dei premi incassati e riconosce di esserne semplice depositario fino alla rimessa, previa detrazione degli importi provvigionali spettantigli. Rimessa che avverrà in caso di accordo di collaborazione ratificato dall’impresa mandante dell’agenzia, agli effetti dell’art. 118 del Codice delle assicurazioni, entro 10 giorni dall’incasso; in caso di accordo non ratificato, ma comunicato all’impresa in forma scritta, il versamento del premio avviene entro 5 giorni dall’incasso, ai sensi dell’art.54 del Regolamento Isvap n.5/2006. Salvo diversa pattuizione, non si farà lugogo a riconoscimento al broker di alcuna provvigione, qualora il broker intervenga su polizze gestite direttamente dall’agenzia».

L’attività del broker è regolata da uno specifico accordo sottoscritto con l’agente, presso il quale il broker ha collocato il contratto. Nel caso di cessazione del mandato agenziale, subentro di altro agente nella gestione del portafolgio agenziale e di trasferimento parziale di portafoglio, «l’accordo in essere tra broker e l’agente cessato, ratificato dall’impresa ai sensi dell’art. 118 del Codice delle Assicurazioni, ovvero comunicato all’impresa, ha efficacia obbligatoria tra il broker e l’agente subentrante, fino alla scadenza dell’accordo o comunque per una durata minima di almeno 1 anno dal subentro del nuovo agente. Decorso tale termine, l’agente è libero di non continuare nell’accordo con il broker. In tal caso il broker è libero di trasferire il portafoglio intermediato ad altro intermediario o all’impresa».

Il protocollo contiene anche una piccola modifica all’Accordo nazionale agenti 2003. «A integrazione di quanto previsto dall’art.2, comma 9 dell’Ana 2003 e al fine di garantire all’agente subentrante la compatibilità economica nellagestione del portafoglio intermediato dal broker, dovranno essere comunicati i termini del Protocollo medesimo e l’impresa e l’agente subentrante si impegnano reciprocamente a rispettare i termini dell’accordo, nel caso in cui lo stesso sia stato ratificato ai sensi dell’art. 118 CdA, ovvero comunicato all’impresa. L’Ania, prende atto che il presente Protocollo è conforme all’art. 7, comma 3 dell’Ana 2003».

Nei prossimi giorni il Protocollo sarà notificato all’Ania e all’Isvap, e depositato presso Unioncamere e le Camere di commercio territoriali.   

I  COMMENTI – «È ora di far cessare i conflitti che in questi anni hanno caratterizzato i rapporti fra agenti e broker, con il ricorso spesso a via legali. Con questo accordo miglioriamo la continuità dei rapporti tra broker e agenti, garantendo la continuità del cliente che si affida al broker. Lo stesso consumatore può disporre di un servizio più ampio di coperture offerte, visto che le compagnie oggi non intendono più fare sforzi per migliorare i prodotti e l’offerta ai clienti», ha detto Paparella.

«Questo protocollo di intesa è solo il primo passo di una serie di iniziative che ci vedranno insieme, Sna e Aiba, e costituisce una tappa importante di trasparenza e di correttezza nei riguardi dei nostri clienti», ha aggiunto Demozzi. «Questa azione di autoregolamentazione porterà le due categorie ad avere verso il mercato un approccio adeguato ai tempi. Oggi, la nostra professione sta mutando, sia gli agenti monomandatari, sia quelli plurimandatari si trovano a competere con regole del gioco in continuo divenire. Non possiamo essere ancora legati a schemi ormai obsoleti, non corrispondenti all’impronta che si sta dando in chiave europea».

Dunque, un’azione in risposta all’immobilismo delle compagnie. «Le compagnie stanno sempre più abbandonando il territorio, chiudendo le gerenze e sacrificando anche i centri di liquidazione sinistri», ha puntualizzato Paparella. «Inoltre», ha aggiunto Demozzi, «si ha la sensazione che le imprese si accontentano di eludere l’obbligo a contrarre pagando magari anche le sanzioni inflitte loro dall’Isvap, piuttosto che assumere rischi indesiderati. Questa collaborazione più stretta non fa altro che andare verso la direzione di essere maggiormente presenti sul territorio e di essere più chiari a livello di intervento».

Paparella e Demozzi hanno sottolineato non solo l’intenzione di estendere questo accordo anche a Unapass e Acb, ma anche di avere in cantiere altre iniziative. Una di queste riguarderà la formazione.

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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