Al decollo la nuova UnipolSai

Oggi la registrazione dell’atto di fusione. quotazione fissata per il 6 gennaio. La società sarà partecipata al 63% dalla capogruppo Ugf e il 37% restante sarà sul mercato. Ma resta da sciogliere il rebus della cessione ai belgi di Ageas del pacchetto di 1,7 miliardi di premi

Unipol Fonsai ImcE’ nata a San Silvestro ma sarà presentata al grande pubblico solo il giorno della Befana. È la nuova UnipolSai, la compagnia assicurativa frutto dell’incorporazione di Unipol Assicurazioni, Milano e Premafin in Fondiaria Sai. La stipula dell’atto di fusione che ha dato vita alla prima compagnia Danni italiana è avvenuta il 31 dicembre e oggi è prevista l’iscrizione nel registro delle imprese. Ma la fusione avrà efficacia solo dal 6 gennaio prossimo, giorno in cui si attende anche la quotazione a Piazza Affari della nuova compagnia che nascerà con un capitale sociale di 1,97 miliardi di euro. «La stipula dell’anno di fusione è avvenuta a seguito del completamento della procedura societaria, nonché della sottoscrizione e contestuale versamento, da parte di Unipol Gruppo Finanziario dell’aumento di capitale di Unipol Assicurazioni per 600 milioni deliberato dall’assemblea straordinaria di Unipol Assicurazioni l’8 agosto», si legge nel comunicato delle società coinvolte. Un’iniezione che ha completato quindi il piano di rafforzamento patrimoniale previsto per il nuovo aggregato, che si aggiunge agli 1,1 miliardi di aumento di capitale chiuso nel 2012 per FonSai. «Con il progetto Unipol entrano in FonSai 1,7 miliardi», aveva spiegato il numero uno del gruppo Carlo Cimbri ai soci di Via Stalingrado il giorno del via libera alla ricapitalizzazione. Perché oltre all’aumento da 1,1 miliardi, approvato da Fondiaria Sai, la dotazione patrimoniale della compagnia avrebbe beneficato appunto anche della fusione con Unipol Assicurazioni, che sarebbe stata ricapitalizzata con altri 600 milioni. «Unipol Assicurazioni», aveva aggiunto Cimbri, «non ha bisogno di essere ricapitalizzata avendo margini industriali assolutamente congrui, ma l’immissione di capitale è il modo con cui il gruppo Unipol e il mercato portano 1,7 miliardi all’interno di FonSai». Non solo. Cimbri aveva fatto un’altra precisazione: considerando anche l’eccesso di capitale che Unipol portava con sé, pari a 900 milioni, il rafforzamento patrimoniale di FonSai sarebbe salito a 2,5 miliardi. Interventi graditi al mercato che nel 2013 ha premiato il titolo FonSai con una crescita di quasi il 150%.

Ma tra qualche giorno l’attenzione degli operatori sarà tutta per la nuova UnipolSai, oltre che per l’altro titolo del gruppo assicurativo di Bologna che resterà quotato, ovvero la capogruppo Unipol Gruppo Finanziario che avrà il 63% delle azioni della nuova società, mentre il 37% restante sarà sul mercato. Sotto il cappello di UnipolSai saranno racchiuse sette divisioni che raccoglieranno i differenti marchi del gruppo e la nuova società avrà in mano anche il 32,26% di Unipol Banca (mentre il 67,74% restante farà capo a Ugf). Il nuovo aggregato, come mostrato dal consolidato pro forma del 30 settembre 2013 del gruppo Unipol, indicato nel prospetto informativo aggiornato a fine dicembre scorso, ha premi per 11,27 miliardi, dei quali 4,16 provenienti dal gruppo Unipol Assicurazioni e 7,11 miliardi dal gruppo Premafin. Mentre per quanto riguarda l’utile consolidato pro forma i dati al 30 settembre scorso mostravano un bilancio di 603 milioni, dei quali 195,6 dal gruppo Unipol e 313,9 da Premafin. Partendo da questi numeri ora l’obiettivo di Cimbri, come già indicato al mercato, è di raggiungere un utile netto 2015 di 814 milioni, con premi emessi pari a 15,6 miliardi (8,9 miliardi provenienti dal ramo Danni e 6,7 miliardi dal Vita). Mentre le sinergie annue attese dal progetto di integrazione di Unipol e FonSai, sempre prendendo a riferimento il 2015, sono pari a 349 milioni con costi di integrazione one-off, cumulati nel 2013-2015 pari a 302 milioni. E nel frattempo sono state chiuse anche le trattative con i sindacati con la firma dell’accordo arrivata il 19 dicembre scorso, con il ricorso, per la prima volta, al fondo di solidarietà del settore assicurativo, che riguarderà circa 900 lavoratori cui mancano fino a 5 anni per maturare il diritto alla pensione. Sono obiettivi ambiziosi quelli del piano industriale 2013-2015 ma Cimbri appare ottimista e ha promesso di dare soddisfazioni concrete agli azionisti, già a far data dall’esercizio 2013: «Come management il nostro intendimento, in base alle previsioni che abbiamo adesso, è di confermare una remunerazione del capitale», aveva detto il numero uno del gruppo presentando il bilancio dei primi nove mesi. «Ho sempre detto che un’adeguata remunerazione del capitale non è un’attività secondaria, bensì primaria, di chi amministra aziende quotate».

Intanto nel prossimi giorni entrerà nel vivo anche la questione della cessione di un portafoglio di polizze assicurative per 1,7 miliardi. Dismissione richiesta dall’Antitrust per concedere il via libera al gruppo Unipol all’acquisizione di FonSai. L’offerta del possibile acquirente, il gruppo assicurativo belga Ageas, è arrivata però solo il 19 dicembre scorso, proprio quando l’impegno preso con l’autorità guidata da Giovanni Pitruzzella stava per giungere a scadenza. Dell’offerta è subito stata informata l’Antitrust, che in considerazione della complessità dell’operazione avrebbe concesso al gruppo bolognese di lavorare al dossier fino a metà gennaio. Ma il tempo stringe. Cimbri ha più volte ripetuto che l’impegno preso davanti all’Antitrust non può essere un motivo per svendere il pacchetto ai concorrenti. Altrimenti potrebbe configurarsi un’ipotesi di danno patrimoniale. D’altro canto però qualora Unipol non ottemperi, in tutto o in parte, alle misure l’Antitrust potrebbe imporre sanzioni pecuniarie di importo non inferiore all’1% e non superiore al 10% del fatturato delle attività di impresa oggetto di concentrazione. Considerando che i premi del consolidato proforma del gruppo Unipol Sai a settembre erano 11 miliardi, la sanzione minima sarebbe quindi superiore a 100 milioni. Una questione spinosa che dovrà trovare una soluzione al massimo entro le prossime due settimane.

Autore: Anna Messia – Milano Finanza (Estratto articolo originale)

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2 Comments

  1. roberto said:

    è forse che, come qualche maligno aveva già scritto, i belgi vogliano spuntare uno sconto interessante sul prezzo visto che gli utili dell’anno 2013 si prospettano essere corposi e gli stessi a questo punto vadano ai signori delle coop rosse…..mah aspetterei qualche riposta da qualche esperto di finanza…..

    • (L'altro) Diogene said:

      Roberto, non è malignità scrivere la verità. I belgi sono acquirenti, gli acquirenti vogliono spuntare sempre un prezzo migliore in fase di acquisto, i bolognesi devono vendere ma non vogliono svendere, poichè chi vende cerca sempre di vendere con il massimo risultato. Il dott. Cimbri ha più volte rimarcato che non possono svendere una società che è sana e solida, ma se non ottemperano agli impegni presi, incappano in una sanzione che corrisponde grosso modo allo sconto che vogliono i belgi. Allora che fare??? Multa o sconto? Oppure c’è una terza opzione, ossia rivedere, alla conta dei numeri il portafoglio al 31.12 quanto era e non dismettere più 1.7 miliardi di premi ma qualcosa in meno?

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