Al via la Bene Assicurazioni

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(di Anna Messia – Milano Finanza)

Nata su iniziativa di due manager del settore e partecipata da Nurnberger e Aspen. Sabia, ex Cattolica, è ad. Radice cfo. La società opererà nel Danni, polizze Rc Auto comprese, puntando sul digitale

Sarà la compagnia assicurativa delle nicchie di mercato, con mente e capitale italiani, ma con la partecipazione di due investitori internazionali di primo piano, i tedeschi di Nurnberger Group e gli americani di Aspen Group. È questo il progetto intorno a cui è nata Bene Assicurazioni, autorizzata nei giorni scorsi dall’Ivass per operare in tutti i comparti del ramo Danni, dalla tutela legale alla salute, passando per cauzioni e Rc Auto. Un’iniziativa che ha alle spalle due manager con una lunga esperienza nel settore: Andrea Sabìa (nella foto), fondatore nel 2003 di Tua Assicurazioni, del gruppo Cattolica, che ha assunto la guida di Bene Assicurazioni, e Lodovico Radice, che arriva da un’esperienza simile, perché per oltre un decennio è stato il numero uno di Nationale Suisse (prima che la compagnia venisse rilevata da Helvetia) e ora sarà responsabile delle finanza di Bene Assicurazioni, come cfo. La nuova compagnia, che ha un capitale di 15 milioni, prevede di raggiungere il break even già in un triennio e punterà molto sul digitale e sulle nuove tecnologie, consentendo ai clienti di acquistare online polizze Danni finora non accessibili via Internet, ma tutte le operazioni faranno comunque capo ad una rete di agenti plurimandatari, che potrebbe raggiungere in poco tempo le 300 unità. L’intenzione, come detto, è quella di lavorare in nicchie di mercato trascurate dai grandi gruppi assicurativi. Sabìa, che è azionista di riferimento della holding che controlla Bene Assicurazioni, sembra avere più di qualche idea in mente e guarda sia alle famiglie sia alle imprese. «Nessuno si occupa in modo specifico di danni da inquinamento ambientale, nonostante le norme in Italia si siano fatte decisamente più stringenti negli ultimi anni e le assicurazioni sono state considerate dalla legge stessa un valido strumento di protezione per le imprese», dice a MF-MilanoFinanza, «E ci sono anche carenze in altri comparti. Nelle polizze per animali domestici, per esempio», aggiunge sottolineando che in Italia i premi complessivi per questi prodotti sono appena di 1 milione di euro, contro oltre 80 milioni della Francia e 300 milioni di sterline in Gran Bretagna, «nonostante circa 14 milioni di famiglie italiane hanno un cane o gatto in casa».

Per strutturare l’offerta della neonata Bene Assicurazioni saranno molto importanti anche i soci internazionali presenti nel capitale, che sono ben più che investitori finanziari. Aspen, quotata alla borsa di New York, avrà il 20% di Bene Assicurazioni, e potrà apportare un’esperienza internazionale (vista la presenza in dieci Paesi), oltre al know how su comparti specifici, le cosiddette specialty lines, come i rischi informatici, i cambiamenti climatici e le cauzioni. Mentre Nuernberger, che detiene il 25% di Bene Assicurazioni, è quotata a Francoforte e nel capitale ha a sua volta due colossi riassicurativi, Munich Re e Swiss Re, si occupa più in particolare delle assicurazioni retail, con una forte specializzazione nel comparto Vita e protezione rischi della persona, di cui nel prossimo futuro potrebbe beneficiarne Bene Assicurazioni in Italia. «La nostra sarà una compagnia digitale, con un elevato uso delle tecnologie, con focus sull’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati», conclude Sabìa, anche grazie alla competenza e all’apporto di Alberto Dominici, che sarà il coo della compagnia, andando a comporre con Sabìa e Radice il comitato di direzione. Ma «metteremo sempre al centro gli agenti plurimandatari». Presidente di Bene Assicurazioni è Lorenzo Peccati, professore di matematica finanziaria alla Bocconi, di cui è stato anche prorettore, noto per aver dato contributi internazionali nella valutazione degli investimenti e per aver teorizzato la formula del valore netto attuale calcolato solo in base al capitale proprio. «Anche il contributo del presidente sarà fondamentale per la compagnia, vista la forte connotazione tecnologica che richiede una puntuale analisi dei dati», conclude Sabìa.

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