Al via l’iter del Ddl concorrenza con innovazioni nel settore assicurativo

Assicurazioni - Analisi bilancio (2) Imc

Assicurazioni - Analisi bilancio (2) Imc

(Autore: Filippo Martini – Quotidiano del Diritto)

Il disegno di legge sulla concorrenza inizia il suo cammino parlamentare. È stato, infatti, presentato, il 3 aprile scorso, alla Camera il Ddl che reca la «Legge annuale per il mercato e la concorrenza» (atto C-3012). Il provvedimento – ora conosciuto nella sua versione definitiva, allo stato attuale non risulta ancora assegnato – contiene importanti innovazioni in materia di assicurazioni. In particolare, destano interesse gli articoli da 5 a 10.

Le possibili innovazioni al settore assicurativo – Ebbene, il progetto di legge del Governo Renzi era stato licenziato nel Consiglio dei ministri del 20 febbraio scorso. Esso contiene molte norme riferibili al contesto della assicurazione obbligatoria della responsabilità stradale e del risarcimento del danno.

Si tratta in buona sostanza della riproposizione, in versione riveduta e allargata, dell’articolo 8 del decreto legge 145 del 23 dicembre 2013, il quale non ebbe sorte favorevole nel senso che non vide l’approdo a una conversione in legge, in quanto stralciato in commissione per i forti contrasti giuridici e dottrinali che lo accompagnarono.

Si tratta di vedere se la versione attuale, che presenta alcuni spunti mitigati rispetto a quella del 2013 e altri del tutto innovativi, possa avere miglior sorte e approdare dunque a un testo normativo finale.

Gli aspetti positivi dell’intervento e il dibattito – Primo aspetto positivo è infatti legato proprio alla scelta di presentare le numerose novità disciplinari con lo strumento del disegno di legge e non con quello (davvero inconferente) che aveva indotto allora a presentare un decreto legge poi affossato per la impossibilità di trovare una sintesi parlamentare condivisa nel breve tempo di conversione.

La scelta attuale presuppone quindi una destinazione di dibattito che si auspica sia quanto più improntato alla analisi di profili giuridici e sostanziali del testo, piuttosto che orientato a soddisfare le contrapposte (e inconciliabili) spinte delle opposte fazioni che sempre si esprimono su questa controversa materia (associazioni di categorie professionali, rappresentanze delle vittime di incidenti, associazione delle imprese di assicurazione).

Certamente la nostra intenzione è proprio quella, nella analisi che segue, di valutare gli aspetti giuridici e l’impatto pratico della disciplina proposta, segnalando le incongruenze e le asperità proprio in un’ottica contributiva al miglioramento del testo, avuto riguardo soprattutto alla esperienza degli addetti ai lavori e alla conoscenza della materia e della regolamentazione giuridica che regge il nostro sistema assicurativo e risarcitorio.

Le direttive proposte dal Ddl sulla concorrenza – Gli articoli che caratterizzano il testo dedicato alla Rc auto si muovono principalmente verso tre direttive:

  • Quella della lotta alle frodi assicurative, con la riproposizione di strumenti di moderna tecnologia che consentano la tracciabilità dei veicoli o il rilievo preventivo di fattori causali del sinistro;
  • Quella della trasparenza nella commercializzazione del prodotto assicurativo, con alcuni oneri a carico dell’impresa e dell’intermediario assicurativo;
  • Quella che risponde alla esigenza di contenere i costi dei sinistri in un’ottica di riduzione dei premi assicurativi che gravano sull’utenza, con lo strumento della rivisitazione e della codifica dei parametri che reggono il complesso sistema del risarcimento del danno la lesione del bene salute.

L’ottica di riduzione dei premi assicurativi – Se le prime due direttrici dovranno portare a una riflessione con riguardo (come si dirà) ad alcune “rigidità” tanto nel contesto della regolamentazione tariffaria, quanto nei profili di delimitazione delle attività istruttorie nel giudizio civile da sinistro stradale, certamente la norma che ha suscitato più clamore ed attenzione è quella contenuta nell’articolo 7 del testo licenziato che si propone, nientemeno, che dare veste normativa alla disciplina del risarcimento dell’intero danno non patrimoniale da lesione del bene salute.

Il danno non patrimoniale e il “contenimento” dei giudici – Se il testo proposto approderà a norma dello Stato, saremo di fronte a un (ennesimo) intervento amministrativo volto a sottrarre, è il caso di dirlo, la funzione disciplinare del danno alla persona alla magistratura per renderlo più governabile in schemi normativi rigidi e di prevalente ispirazione indennitaria.

La volontà è quella di creare una tabella unica nazionale che possa assorbire ogni aspetto compensativo del danno alla salute, rendendo prevedibile l’esito del quantum risarcibile (pur con le oscillazioni discrezionali lasciate alla valutazione del giudice entro un tetto non superabile) e certamente contenendolo rispetto all’attuale sistema pan-compensativo che oggi è incarnato dalla tabella del tribunale di Milano.

Diremo perché tale operazione ci pare grossolana e ingenua.

Il danno molto grave che intacchi la serenità esistenziale, oltre che la salute, della vittima di incidente stradale, che riporti gravissime lesioni conseguenti menomazioni pesantemente invalidanti della sua esistenza, ha una genesi giurisprudenziale e ogni progetto di comprimere una evoluzione giuridica (che nel nostro Paese è movimento di pensiero da più di trent’anni) in un argine normativo dovrà passare il vaglio di adeguatezza da parte della medesima giurisprudenza che detiene la paternità del sistema stesso (potremmo dire il copyright).

L’iter di approvazione da parte del Parlamento comincia ora dunque con le parti in campo che stanno affilando le armi della pressione e della contrapposizione dogmatica intransigente.

Auspichiamo, per parte nostra, che il tutto non perda di vista una evidenza essenziale: con il Ddl non ci si propone solo di disciplinare la pur difficile materia della lotta alle frodi, ovvero quella dei fenomeni speculativi sui danni materiali o sulle lesioni di lieve o lievissima entità.

Per la prima volta in modo così incisivo ci si propone di accedere fortemente alla regolamentazione di una serie di diritti costituzionali della persona che meritano attenzione, apertura culturale e rispetto per la sofferenza indotta dalla privazione grave di profili primari che attengono alla esistenza dell’individuo.

Related posts

Top