Albo dei consulenti finanziari, l’ultima speranza è l’Antitrust

Promotori finanziari - Studio associato Imc

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(Autore: Gianfranco Ursino – Il Sole 24 Ore)

Consulenza finanziaria in balìa del Governo e, in particolare, l’ultima speranza per la nascita dell’atteso Albo dei consulenti fee only risiede ormai nell’Antitrust. Ad invocare un intervento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato è stata la Prof. Carla Rabitti Bedogni, presidente dell’Organismo per la tenuta dell’Albo dei promotori finanziari (Apf), nell’ambito del V Forum nazionale sulla consulenza finanziaria organizzato da Ascosim.

«Gli studi professionali e le società di consulenza indipendente fee only che già operano sul mercato vivono in una situazione di mercato ingessato, in quanto l’assenza di un albo ha bloccato lo sviluppo della categoria – ha affermato Rabitti Bedogni –. Questo crea una situazione che non permette a molti risparmiatori di avvalersi di un consulente indipendente per carenza di offerta. Circostanze che ostacolano l’accesso al mercato e potrebbero essere oggetto di attenzione dell’Antitrust». Un’authority che l’attuale presidente dell’Apf conosce bene, perché fino a novembre 2013, per ben sei anni, è stata componente del collegio dell’Antitrust.

Si apre quindi un’altra breccia nel muro che finora ha impedito di assistere alla nascita del nuovo Albo dei consulenti finanziari che sarà articolato in tre sezioni: promotori, consulenti fee only e società di consulenza. Una soluzione che racchiude tutti i professionisti autorizzati a prestare l’attività di consulenza finanziaria sotto lo stesso tetto, ovvero la cosiddetta casa della consulenza. «Nel mercato dei servizi d’investimento – ha continuato la presidente Apf – la consulenza finanziaria assume un ruolo sempre più rilevante ed è fondamentale per la tutela del risparmiatore. Il riconoscimento normativa a livello comunitario di tale ruolo, avvenuto già con la prima direttiva Mifid, è stato ampiamente confermato nel 2014 con la Mifid II. Ormai il riconoscimento di una dignità istituzionale e politica del ruolo dei consulenti è improcrastinabile e imprescindibile. Dal punto di vista politico il disegno di legge all’esame della Commissione finanze ha tempi tecnici molto lunghi, ma il governo con la delega per il recepimento della Mifid II ha la concreta possibilità di evitare ancora ritardi. Il ruolo che la professione di consulente sta assumendo nel contesto comunitario esige infatti tempi di risposta del legislatore rapidi ed efficaci. Il governo non può perdere anche questa occasione».

I tempi sono maturi per una buona ed efficace regolazione che preveda l’Albo unico per i promotori e per i consulenti finanziari. E i frutti del lavoro portato avanti ormai da tanti anni rischiano di marcire e di cadere dall’albero. Tutto a discapito dei consumatori.

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