Alleanza punta sulla rete e cresce in Liguria

Convention Alleanza 2015 - Philippe Donnet e Davide Passero (3) Imc

Convention Alleanza 2015 - Philippe Donnet e Davide Passero (3) Imc

(Autore: Alberto Quarati – Il Secolo XIX)

L’anno scorso assunte 30 persone. Passero: «La nostra forza sta nella vendita diretta delle polizze»

Pochi sanno che a Genova il castello McKenzie, punto orientale della corona neo-gotica che circonda il centro città, fu commissionato a Gino Coppedè dal fondatore della Alleanza Assicurazioni, lo scozzese Evan McKenzie. La società, specializzata sin dalle origini nel ramo Vita, passò già negli anni Trenta al gruppo Generali, che non ne mutò mai sostanzialmente obiettivi e marchio, con San Giorgio e il drago in perenne lotta da 117 anni.

Accorpata a Toro nel 2009, tornata autonoma nel 2013, Alleanza è guidata dall’amministratore delegato Davide Passero, che venerdì ha incontrato proprio a Genova l’intera struttura commerciale dell’azienda, con il Country Manager di Generali in Italia Philippe Donnet. Un network che conta anche 15 mila collaboratori diretti «da Pinzolo a Lampedusa» e due milioni di clienti.

La vostra compagnia fa parte di Generali Italia. Qual è la vostra presenza in Liguria?

«Molta, e il legame con la città è forte. Lo dimostra il logo con San Giorgio, il fatto che proprio Genova, dove la compagnia è nata nel 1898, è stata la tappa conclusiva di roadshow in 30 città e dove ci siamo dati le linee di indirizzo per il 2015. In Liguria abbiamo 27 punti operativi e 350 collaboratori. Lo scorso anno in questa regione abbiamo selezionato tra giovani diplomati e laureati 300 persone, di cui 30 inseriti stabilmente in rete, e quest’anno abbiamo intenzione di selezionarne almeno un numero uguale. Quanto al resto, nell’area lavorano oltre 200 persone di Generali Italia e di Banca Generali, specializzata in servizi finanziari».

Lei è stato per anni ad di Genertel. Che sensazione le ha fatto passare da un settore che nell’immaginario comune si vuole molto competitivo, a uno in cui i clienti stipulano polizze da 10, 20 anni?

«Guardi, intanto sono rimasto sorpreso dall’età dei nostri assicurati: il 38% ha meno di 40 anni. Sono giovani anche i collaboratori, che noi spingiamo a fare carriera all’interno della compagnia, e il 48% sono donne. È vero che la tradizione di stipulare polizze con noi si tramanda di generazione in generazione, ma la nostra platea più interessante è quella di chi si sta formando una famiglia, perché è all’inizio di un percorso. Senza contare che la struttura di Alleanza è unica in Italia: a differenza delle altre compagnie, noi non appaltiamo la vendita delle polizze ad agenzie esterne, ma abbiamo una rete diretta».

Come sta cambiando il ramo Vita nelle assicurazioni?

«Cambia in relazione alla nostra economia. Nell’arco di cinque anni l’incidenza delle assicurazioni sul totale della ricchezza è cresciuta dal 10 al 20%, in un periodo in cui il patrimonio delle famiglie italiane è rimasto stabile. Ora, l’economia occidentale è segnata da una fase di bassa crescita e tassi decrescenti. Una tendenza che riteniamo possa rimanere tale per i prossimi anni. I piani di accumulo generalmente si appoggiano a investimenti a basso rischio (come ad esempio i titoli di Stato, ndr). Ma quando il tasso d’interesse tedesco è allo 0,30%, significa che investendo su un titolo decennale ayrò guadagnato, dopo 10 anni, solo il 3%. Un margine piuttosto basso, ed è per questo che anche nel settore assicurativo, dopo tecnologia e automobili, diventa di attualità il termine “ibrido”. I prodotti ibridi mescolano ai tradizionali strumenti della gestione separata investimenti azionari, che ne aumentano la redditività. Il prodotto che metteremo domani (oggi, ndIMC) sul mercato (che significativamente si chiama Futuro d’Oro) unisce agli investimenti tradizionali, investimenti in fondi global equity e mercati emergenti».


(Nella foto in alto, da sinistra verso destra: Philippe Donnet, country manager di Generali Italia e Davide Passero, amministratore delegato Alleanza Assicurazioni)

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