Allianz Global Corporate & Specialty: Dieci anni dopo l’uragano Katrina, esperienza maturata e nuovi rischi per le aziende

Uragano Katrina (Foto Gary Nichols / U.S. Navy) Imc

Uragano Katrina (Foto Gary Nichols / U.S. Navy) Imc

Secondo il nuovo bollettino dei rischi rilasciato dalla compagnia globale di assicurazione industriale del gruppo Allianz, le tempeste sono un pericolo mondiale che provoca perdite per miliardi, ovvero il 40% degli indennizzi assicurativi per rischi naturali. Le analisi mostrano che è la quinta causa di perdita per le aziende. Le maggiori perdite si verificano negli Stati Uniti, ma aumentano anche in Asia. Industria marittima ad alta esposizione. Katrina ha migliorato la gestione dei rischi di catastrofe. Le principali lezioni apprese riguardano impatto degli uragani e demand surge, continuità aziendale e coperture assicurative. La gestione dei rischi pre- e post-uragano può ancora essere migliorata. La preparazione è essenziale per ridurre l’aumento di perdite in futuro

4.000 persone morte nella stagione degli uragani nel 2005, l’80% di New Orleans inondata, 125 miliardi di dollari di danni complessivi e 1.700.000 richieste di indennizzi: L’uragano Katrina, che il 29 agosto 2005 colpì la Costa del Golfo americana, rimane il più grave incidente dovuto a tempesta.

Per ricordare il decennale di Katrina, il nuovo bollettino dei rischi di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS) Hurricane Katrina 10: Catastrophe Management And Global Windstorm Peril Review analizza i rischi e le perdite dovuti agli uragani ed esamina la lezione appresa da Katrina per ridurre i prossimi uragani globali, visto l’aumento dell’aleatorietà meteorologica. Le perdite dovute a gravi tempeste non avvengono infatti solo nel nord America; per la compagnia globale di assicurazione industriale del gruppo Allianz si tratta di un pericolo mondiale, e negli ultimi anni oltre cinquanta Paesi hanno subito importanti perdite per lo stesso motivo, come dimostrano le analisi delle richieste di indennizzo.

“Katrina sarà sempre ricordato come un disastro naturale straordinario che ha colpito in particolare milioni di persone e aziende, ma ha anche lasciato un segno indelebile nel settore globale delle assicurazioni – afferma Chris Fischer Hirs, CEO di AGCS –. Le tempeste possono avere un effetto devastante sugli affari. Anche senza considerare l’influenza del cambiamento climatico, l’idea di un aumento delle perdite è più probabile in futuro a causa dello sviluppo economico in aree costiere urbane più soggette a rischi, in particolare in Asia e in generale nel mondo. L’organizzazione è un aspetto chiave per limitare l’esposizione agli uragani, e l’esperienza appresa dalle grandi catastrofi come Katrina può aiutare le aziende a ridurre l’impatto di eventi futuri. AGCS sta lavorando a stretto contatto con i clienti e i responsabili ai rischi, mettendo a disposizione la propria competenza per assicurarsi che siano preparati al meglio”.

A dieci anni da Katrina, secondo AGCS, anche se la consapevolezza della gestione dei rischi aziendali di fronte alle catastrofi è aumentato, ci sono ancora margini di miglioramento: in particolare, “è necessaria una maggiore attenzione nella revisione della gestione dei rischi pre- e post-perdita. La pianificazione della continuità aziendale e le esposizioni indirette alla catena della fornitura sono aree che necessitano di maggiore attenzione. Se tali procedure non sono attuate o riviste, la portata delle perdite dovute ad uragani potrebbe aumentare in modo significativo”.

Il 40% degli indennizzi legati ai rischi naturali sono dovuti agli uragani

Che si tratti di uragani negli USA, tifoni in Asia o tempeste di neve in Europa, i forti venti possono facilmente provocare perdite per interruzione delle attività, come indica un’analisi di oltre 11.000 richieste di indennizzo ad AGCS da parte di importanti aziende in tutto il mondo. Nel periodo 2009-2013 si sono registrate più di 400 richieste di indennizzo dovute alle tempeste, che figurano pertanto pertanto in quinta posizione tra le dieci cause principali di perdite per le aziende sulla base del valore degli indennizzi. Secondo le analisi di AGCS, le perdite dovute alle tempeste rappresentano circa il 40% di quelle legate ai rischi naturali per numero di indennizzi, e il 26% per valore.

Gli Stati Uniti sono l’area principalmente colpita, tanto da rappresentare quasi la metà (49%) degli indennizzi globali analizzati, seguiti da Europa (19%), Asia (6%) e America Centrale (3%). Gli analisti AGCS prevedono che in futuro le perdite in Asia aumenteranno in modo esponenziale, con l’80% delle dieci principali aree esposte ad inondazioni costiere dovute a tempeste e vento previsti in questa regione nei prossimi 50 anni. L’aumento di esposizione sta superando di gran lunga l’accesso alla copertura assicurativa, provocando un divario crescente nella preparazione alle catastrofi naturali.

L’impatto sul settore marittimo

L’analisi degli indennizzi mostra anche come il settore marittimo sia altamente esposto a queste perdite, visto che rappresenta il 60% degli indennizzi per tempeste analizzati per numero rispetto al 30% per la proprietà. La distruzione di costose imbarcazioni da diporto, navi commerciali e cargo possono aumentare notevolmente le perdite. “Gli indennizzi possono anche essere dovuti all’ingresso di acqua nella stiva della nave, danneggiando il carico – spiega il Capitano Rahul Khanna, Responsabile globale Marine Risk Consulting per AGCS –. Le tempeste possono anche danneggiare o distruggere porti o infrastrutture costiere, incluso magazzini e carichi immagazzinati, gru, banchine, terminal, boe e capannoni”.

Lezioni apprese dal caso Katrina – dallo storm surge al demand surge

Katrina e altri uragani come Sandy, segnalano gli analisti AGCS, hanno contribuito a migliorare la ricerca e la misurazione dei rischi relativi alle catastrofi. Katrina ha dimostrato che l’impatto dello “storm surge” (ondata di tempesta) è spesso più pericoloso dei forti venti e che la dimensione dell’uragano può influire sull’inondazione stessa. Lo storm surge è stato un fattore importante per metà delle dieci maggiori perdite dovute a tempeste nella storia americana: queste cinque tempeste hanno, in tutto, provocato quasi 125 miliardi di dollari di perdite assicurate.

L’inondazione causata da Katrina ha anche dimostrato come lo stato delle dighe negli Stati Uniti sia “di basso livello” e necessiti di riparazioni per circa 100 miliardi di dollari, secondo quando dichiarato dal Comitato Nazionale sulla sicurezza delle dighe. Ci sono molti sistemi di dighe in tutti gli USA che “dimostrerebbero debolezze simili se soggette allo stesso tipo di controllo di quelle di New Orleans”.

Katrina ha inoltre evidenziato l’esigenza di una migliore protezione dai danni dovuti al vento. La maggior parte dei danni dovuti al vento causati da Katrina, sottolineano gli analisti AGCS, si sono verificati nella parte esterna degli edifici, incluse le coperture dei tetti, pareti e finestre. “Se le norme relative agli edifici fossero state seguite correttamente, i danni dovuti al vento sarebbero stati molto ridotti – dichiara Andrew Higgins, Direttore Tecnico per le Americhe di Allianz Risk Consulting. I principali colpevoli sono stati una mancanza di competenza e la scarsa qualità della manodopera”. Dopo Katrina, Allianz ha sviluppato migliori indagini sullo stato dei tetti, controllando meglio le condizioni e l’età degli stessi.

Per AGCS, altri importanti elementi di analisi da ricordare sono l’importanza della continuità aziendale a seguito di una catastrofe, “sapendo esattamente cosa è coperto dalle polizze assicurative prima di una tempesta e l’influenza inattesa di un aumento di richieste”. Katrina ha dimostrato che un aumento di domanda di materiali da ricostruzione post-catastrofe non solo porta ad un aumento dei prezzi e ad una carenza di riserve, ma può anche avere conseguenze secondarie, come si è visto dopo l’evento catastrofale attraverso l’uso di muri a secco di origine cinese di basso standard qualitativo. “La Costa del Golfo è oggi preparata meglio ad affrontare gli effetti di un uragano – prosegue Higgins – grazie ad una migliore istruzione, corrette linee guida di costruzione e una maggiore ispezione di terzi”.

Ridurre l’impatto di crescenti perdite dovute a tempeste

Se gli scienziati non riescono a dare risposte soddisfacenti rispetto al modo in cui i cambiamenti climatici agiscono sulle tempeste, la maggior parte di loro concordano sul fatto che la gravità delle tempeste cambierà in futuro. Sulla base dell’esperienza di Allianz, la gravità delle perdite per eventi meteo – incluse le tempeste – sta già aumentando. L’importo medio pagato dagli assicuratori tra il 1980 e il 1989 per eventi meteo estremi (tempeste incluse) ammontava a 15 miliardi di dollari l’anno. Tra il 2010 e il 2013 è aumentato ad una media annua di 70 miliardi.

Una corretta preparazione prima dell’arrivo di un uragano, evidenzia AGCS, è cruciale per ridurre perdite potenziali, in particolare in aree come i siti di costruzione, estremamente sensibili. Esistono quattro aree essenziali per la riduzione delle perdite dovute ad uragani:

  • Pianificazione pre-uragano, incluso lo sviluppo e il test di un piano complessivo di emergenza. Ispezione di tetti e delle parti esterne dell’edificio; ancoraggio di grandi attrezzature e preparazione a possibili inondazioni;
  • Durante un uragano il personale di soccorso deve controllare perdite, incendi e danni;
  • Dopo un uragano il sito deve essere reso sicuro per prevenire ingressi non autorizzati. Se considerata sicura, deve essere effettuata un’immediata valutazione dei danni.
  • La gestione della continuità aziendale è essenziale “poiché la produzione “just-in-time”, la gestione snella delle scorte e le catene globali delle forniture possono facilmente moltiplicare gli effetti negativi. I danni patrimoniali e le interruzioni delle attività sono solitamente coperti da polizze assicurative, ma spesso c’è una perdita di quote di mercato, fornitori, clienti e personale. Le aziende devono sviluppare e testare piani di continuità aziendale e la comunicazione a cascata, e avere polizze assicurative in un luogo sicuro e accessibile”.

Intermedia Channel


AGCS – Hurricane Katrina 10: Catastrophe management and global windstorm peril review (in inglese)

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