Allianz Global Investors dedica un fondo all’Ai

Alberto D'Avenia Imc

Alberto D'Avenia Imc

(di Alberto Magnani – Il Sole 24 Ore)

In fase di registrazione, potrebbe partire in Italia ad aprile per investitori istituzionali e retail. Un portafoglio in gestione di 7,2 miliardi di dollari nell’hub di San Francisco con un bacino di titoli tech di circa mille aziende

Allianz Global Investors punta sull’intelligenza artificiale (Ai), l’insieme di tecnologie che cercano di riprodurre l’apprendimento umano in robot, assistenti vocali e dispositivi connessi a Internet.

La strategia sarà veicolata dal lancio in Europa di Allianz Global Artificial Intelligence, un fondo azionario in fase di registrazione in Italia che sarà disponibile a partire da fine aprile per gli investitori istituzionali e per il pubblico retail.

Gli obiettivi? Il progetto si concentrerà sulle società che stanno trasformando il proprio business con soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, mercato che ha già attirato l’attenzione di colossi del Web e della Corporate America come Google e Tesla e potrebbe valere l’equivalente di 46 miliardi di dollari su scala globale entro il 2020. Il fondo europeo è un’espansione della strategia sperimentata in Giappone nel 2016, dove la partnership con Sumitomo Mitsui Asset Management e Nikko ha creato un comparto capace di raccogliere 1,8 miliardi di dollari in gestione.

«Per quanto riguarda l’Europa non abbiamo ancora fissato una capacity (totale di asset in gestione, ndr) certa. Bisogna considerare però che in Giappone abbiamo raccolto 1 miliardo di dollari in poche settimane», dice a Sole 24 Ore Alberto D’Avenia (nella foto), country head Italia di AllianzGi.

La guida del comparto sarà affidata a Sebastian Thomas, manager già a capo della ricerca tecnologica del gruppo negli Stati Uniti.

Il Technology Team di AllianzGi gestisce un portafoglio da 7,2 miliardi di dollari, con sede in un osservatorio privilegiato come l’hub di San Francisco, in California.

A quanto comunica la società, si partirà da un bacino di titoli nell’hi-tech – pari nel complesso a circa 1.000 aziende – per poi ristringerlo ad una selezione di 150-200 titoli e creare un portafoglio composto da 40-80 posizioni. Il target di rendimento è compreso tra il 3 il 6 per cento.

Quali sono i segmenti nel mirino della strategia AllianzGi? La società ha indicato tre macro-trend che potrebbero suscitare più interesse di altri: analisi dei Big Data, servizi sanitari e trasporti. Tra le case history fornite ci sono gli algoritmi predittivi della società pubblicitaria Criteo, i servizi tecnologici per la sanità dell’azienda Usa Athenahealth e le vetture elettriche della Tesla, pionieristiche anche nei sistemi di Ia. La scrematura dei titoli sarà affidata alle analisi di Grassroots Research, una “rete investigativa” di proprietà di AllianzGi composta da oltre 300 ricercatori e una 60ina di reporter specializzati nel settore. «Pensiamo che la rete di ricerca farà la differenza. Anche perché si tratta di un settore che deve ancora definirsi», spiega D’Avenia. I rischi? Tra i fattori macro, D’Avenia indica la volatilità del mercato, anche se «è un fattore che va oltre l’intelligenza artificiale». A fare più paura, semmai, è l’instabilità di un settore che deve ancora consolidarsi. Tutti scommettono sull’intelligenza artificiale, ma l’aspettativa non si trasforma sempre in business redditizi: «Il rischio supplementare – conclude D’Avenia – è legato al fatto che si tratta di una tecnologia innovativa. E proprio in quanto tale, molte aziende devono ancora dimostrare di essere sostenibili dal punto di vista economico. Penso ai Big Data e al business delle “auto che si guidano da sole”. Ci vorrà tempo per consolidarsi».

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