Allianz Risk Barometer 2019, i rischi cyber diventano una delle principali preoccupazioni per le imprese mondiali

Cyber Risk - Rischi informatici - Sicurezza informatica (2) Imc

Cyber Risk - Rischi informatici - Sicurezza informatica (2) Imc

Secondo quanto è emerso dall’ottava indagine annuale sui principali rischi aziendali, realizzata dal centro di competenza del Gruppo Allianz per l’assicurazione degli affari “large corporate” e “specialty”, gli eventi che hanno come conseguenza l’interruzione di attività stanno diventando sempre più diversificati e complessi, con costi in aumento. I rischi più temuti sono quelli informatici, che superano incendi e catastrofi naturali. Aumentano le minacce cyber da parte di nazioni e gruppi di hacker. Sale la probabilità di contenziosi in seguito alla violazioni dei dati. Nella classifica di quest’anno il cambiamento climatico e la carenza di manodopera qualificata hanno registrato la maggiore crescita. Interruzione di attività, rischi cyber e catastrofi naturali rappresentano le minacce principali per le aziende italiane

A seguito di grandi violazioni di dati e scandali sulla privacy, importanti interruzioni IT e l’introduzione di norme più severe in materia di protezione dei dati nell’Unione europea e in altri Paesi, il rischio cyber diventa una delle principali preoccupazioni per le imprese. Secondo il rapporto Allianz Risk Barometer 2019, realizzato da Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS), gli incidenti informatici e l’interruzione di attività (BI) sono i principali rischi per le aziende a livello mondiale, indicati a pari merito dal 37% del campione.

I cambiamenti climatici (ottavo posto con il 13% delle risposte) e la Carenza di manodopera qualificata (decimo posto con il 9% delle risposte) sono i rischi cresciuti maggiormente a livello globale. Allo stesso tempo le aziende sono più preoccupate rispetto all’anno precedente per i cambiamenti nello scenario legislativo e regolamentare (quarto posto con il 27% delle risposte), a causa degli impatti come la Brexit, le guerre commerciali e le tariffe. L’indagine annuale sui rischi aziendali condotta a livello mondiale dal centro di competenza del Gruppo Allianz per l’assicurazione degli affari “large corporate” e “specialty”, comprende le opinioni di 2.415 esperti provenienti da 86 Paesi, tra cui CEO, risk manager, broker ed esperti assicurativi.

I rischi più sentiti nel 2019: focus Italia

Per quanto riguarda il nostro Paese, in questa edizione dell’Allianz Risk Barometer i principali rischi aziendali percepiti sono l’interruzione di attività (al primo posto con il 47% delle risposte), i rischi cyber e le catastrofi naturali (entrambi al secondo posto con il 38% delle risposte). Il rischio legato a mancanza di qualità, difetti seriali, richiamo di prodotti entra quest’anno in classifica a livello locale, posizionandosi direttamente al quarto posto. “Dopo un recente aumento del numero di ritiri di prodotti alimentari, il richiamo dei prodotti diventa un’importante novità nella classifica italiana”, ha commentato Nicola Mancino, CEO di AGCS Italia.

“Le aziende devono prevedere un’ampia gamma di possibili fattori di crisi, operando in un contesto sempre più informatizzato – ha affermato Chris Fischer Hirs, CEO di AGCS –. I danni che hanno come conseguenza una crisi aziendale possono essere fisici, come incendi o tempeste, o virtuali, come un’interruzione dell’IT, e possono essere dolosi o accidentali. Possono derivare sia dalle proprie attività, sia da quelle di fornitori, anche di servizi IT, e clienti. Qualunque sia il fattore scatenante, la perdita finanziaria per le aziende a seguito di un blocco può essere enorme. Nuove soluzioni di gestione del rischio, strumenti analitici e partnership innovative possono aiutare a comprendere meglio e mitigare la moderna miriade di rischi di interruzione dell’attività e prevenire le perdite prima che si verifichino”.

Le minacce legate all’interruzione di attività continuano ad evolversi

L’Interruzione di attività (BI) rimane per il settimo anno consecutivo la principale minaccia per le imprese di tutto il mondo e rappresenta il rischio principale in Paesi come Stati Uniti, Canada, Germania, Spagna, Italia e Cina. I potenziali scenari di BI, spiegano da AGCS, stanno diventando sempre più diversificati e complessi; comprendono il guasto dei sistemi IT di base, il richiamo dei prodotti o problemi di qualità, il terrorismo o i disordini politici, l’inquinamento ambientale. I rischi di minacce informatiche e di interruzione di attività sono sempre più interconnessi, in quanto gli attacchi di ransomware o le interruzioni accidentali dell’IT comportano spesso un blocco delle operazioni e dei servizi che costano centinaia di milioni di dollari. Le aziende identificano negli incidenti cyber la principale causa di danni da interruzione delle attività (50% delle risposte), seguito da incendi (40%) e catastrofi naturali (38%). Allo stesso tempo, la BI è considerata la principale causa di perdite finanziarie per le aziende dopo un incidente informatico (69% delle risposte).

Rischi informatici – crescente consapevolezza, crescenti perdite

“Il rischio informatico è stato importante per molti anni, ma come ogni nuovo rischio ha dovuto confrontarsi con il basso grado di consapevolezza – ha spiegato Marek Stanislawski, Deputy Global Head of Cyber, AGCS –. Siamo arrivati a un punto in cui il cyber è altrettanto preoccupante per le aziende quanto le loro principali esposizioni tradizionali”.

Secondo quanto ha evidenziato anche il Center for Strategic and International Studies (CSIS), in collaborazione con McAfee, nel report Economic Impact of Cybercrime – No Slowing Down, la criminalità informatica costa attualmente circa 600 miliardi di dollari l’anno, contro i 445 miliardi di dollari del 2014. Tutto questo a fronte di una perdita economica media decennale per catastrofi naturali di 208 miliardi di dollari (dati preliminari dell’ultimo studio Sigma dello Swiss Re Institute), ovvero il triplo. Mentre l’attività criminale utilizza metodi sempre più innovativi per entrare in possesso di dati, commettere frodi o estorcere denaro, c’è anche una minaccia informatica crescente da parte di stati sovrani e gruppi di hacker che prendono di mira i fornitori di infrastrutture sensibili o sottraggono dati preziosi o segreti commerciali alle aziende. È sempre più probabile che gli incidenti cyber scatenino cause legali, comprese le “class action”. Le violazioni dei dati o le interruzioni IT possono generare grandi responsabilità verso i terzi in quanto i clienti o gli azionisti interessati cercano di recuperare le perdite dalle aziende.

Rischi: chi scende e chi sale

Le catastrofi naturali (28% delle risposte) si confermano al terzo posto nella classifica dei primi 10 rischi di quest’anno: rispetto all’anno precedente, il 2018 è comunque un anno più positivo, anche se le perdite economiche sono ancora vicine ai 150 miliardi di dollari. Le continue incertezze sulla Brexit, le guerre commerciali globali e le tariffe alimentano le preoccupazioni delle imprese in merito ai cambiamenti nello scenario legislativo e regolamentare (quarto posto con il 27% delle risposte).

I cambiamenti climatici (ottavo posto con il 13% delle risposte) e la carenza di manodopera qualificata (decimo posto con il 9% delle risposte) hanno registrato quest’anno la maggiore crescita. Secondo AGCS, i cambiamenti climatici potrebbero non solo essere causa di crescenti perdite e disagi causati da eventi meteorologici estremi e catastrofi naturali, ma è anche probabile che abbiano grandi implicazioni per la regolamentazione e la responsabilità considerando i rigidi obiettivi nelle emissioni o i nuovi obblighi di comunicazione e divulgazione in molti settori.

La carenza di manodopera qualificata appare invece per la prima volta tra i dieci principali rischi aziendali a livello mondiale, confermato anche in molti Paesi più piccoli dell’Europa Centrale e Orientale, del Regno Unito, degli Stati Uniti, del Canada e dell’Australia. Una paura, quella manifestata dalle imprese, dovuta all’evoluzione demografica, all’incertezza della Brexit e a una debole presenza di talenti nell’economia digitale.

“Nell’economia digitale la forza lavoro qualificata (e più in generale il capitale umano) è sempre più una risorsa carente – ha affermato Ludovic Subran, Deputy Chief Economist di Allianz –. La concorrenza tra le aziende per assumere figure con competenze specifiche in intelligenza artificiale, data science o gestione del rischio informatico o reputazionale è molto alta, dato che la maggior parte di questi lavori fino a dieci anni fa non esisteva. Non sono sufficienti neanche gli stipendi allettanti, poiché il numero di dipendenti con le competenze necessarie è limitato, e la necessità di doverli assumere con urgenza non consente una formazione sul posto di lavoro”.

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Allianz Risk Barometer 2019 – Sintesi del rapporto

Allianz Risk Barometer 2019 – Rischi più sentiti a livello mondiale / Europa / Italia

Allianz Risk Barometer 2019 – Top 5 dei rischi per settore

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