ALTA TENSIONE AL CONGRESSO AGENTI ZURICH

Una lettera dello Sna direttamente inviata al ceo mondiale del gruppo assicurativo elvetico ha mandato su tutte le furie gli intermediari riuniti in queste ore a Bologna per il congresso.  

BOLOGNA – L’aver appreso di una lettera dai toni forti che il presidente nazionale dello Sna, Claudio Demozzi, ha inviato all’indirizzo di Martin Senn, ceo di Zurich Insurance Plc, ha creato attimi di tensione questa mattina al congresso del Gruppo agenti Zurich, in corso di svolgimento a Bologna. I fatti:


UN FULMINE A CIEL SERENO –
Durante il coffee break delle 11,30 arriva una comunicazione alla segreteria del gruppo agenti presieduto da Enrico Ulivieri relativa a una lettera che Demozzi ha inviato alla direzione centrale di Zurich Insurance plc in Irlanda, dai toni piuttosto accesi.

In sostanza, il numero uno dello Sna ha ritenuto di scrivere ai vertici mondiali della compagnia in quanto da tempo gli agenti Zurich iscritti al sindacato lamentano discutibili metodologie di conduzione della rappresentanza italiana nei confronti degli intermediari. Problematiche, si legge nella missiva, di carattere sia generale, sia riguardanti rapporti personali.

Nel dettaglio, spesso viene chiesto agli agenti, attraverso impegni produttivi vincolanti di modificare in pejus le polizze in essere con nuovi prodotti non corrispondenti con quelli in corso. Tutta la rete è stata clusterizzata e ogni punto vendita riceve limiti assuntivi e capacità scontistica differenziata, attraverso disposizioni personalizzate ad hoc. La diretta Zurich Connect, facendo uso dei nominativi dei clienti acquisiti attraverso gli agenti, contatterebbe direttamente gli stessi, proponendo prodotti simili, ma a minor prezzo. I sistemi informatici, messi a disposizione delle agenzie per l’emissione e la gestione dei contratti, non sarebbero in grado di soddisfare le esigenze della clientela.

Per quanto riguarda i rapporti personali, Demozzi ha evidenziato di aver ricevuto segnalazioni su pressioni, anche psicologiche, nei confronti degli agenti, praticate dalla compagnia allo scopo di ottenere la sottoscrizione di accordi di fidelizzazione che impediscono il passaggio al plurimandato. Dall’inizio del 2010 a oggi, pare siano stati revocati anche per ingiusta causa e con motivazioni pretestuose, oltre 50 agenti. Revoche che, ha sottolineato Demozzi nella lettera, continuano anche adesso, e per gli agenti il clima lavorativo è molto difficile.

DIBATTITO – Al rientro in sala, il programma prevede l’intervento proprio di Demozzi, e di Massimo Congiu, presidente di Unapass, che attendono fuori. Il presidente dell’assemblea Ferruccio Milani informa la platea e legge la lettera all’assemblea. Gli agenti Zurich non la prendono bene e vanno su tutte le furie. C’è chi parla di «entrata a gamba tesa» da parte di Demozzi, di «toni inauditi», di «scorrettezza», di «colpo di mano», di «attacco personale a Ulivieri», di «atto sgangherato». Non si contesta, in particolare, il contenuto della lettera, ai più apparsa in gran parte veritiera, ma i modi e i tempi utilizzati dallo Sna. Una missiva inviata senza aver coinvolto il Gruppo agenti Zurich, scavalcando il consiglio direttivo della rappresentanza, e proprio in occasione del congresso (domani è previsto l’intervento della direzione, con in primis il ceo di Zurich Italia, Camillo Candia). A questo punto l’assemblea è chiamata a decidere se ascoltare l’intervento di Demozzi, oppure no. Dopo il tam tam di pareri, alla fine si decide per il sì (decisiva l’opinione di Ulivieri), ma a una sola condizione: il presidente Sna deve spiegare le motivazioni di questa iniziativa non condivisa dal gruppo.

LE SPIEGAZIONI DI DEMOZZI – Cosi succede. Demozzi parte da lontano e prova a spiegare come si è arrivati a questa decisione. Più volte viene bloccato dalla platea e invitato a parlare dell’argomento più specificatamente. La tensione sale, qualcuno urla, Milani riesce magistralmente a placare gli animi. Alla fine, più volte incalzato, il presidente dello Sna fornisce le sue ragioni: «Questa lettera nasce dal percorso che il Gaz ha fatto in Sna, dalla sua sospensione e dal suo allontanamento dal sindacato, chiudendo qualsiasi canale di comunicazione. Nonostante ciò ho avuto modo di incontrare la direzione italiana di Zurich, alla presenza dello stesso Gaz. Incontro che si è risolto con un nulla di fatto, con una dichiarazione da parte degli esponenti di Zurich di non voler cambiare l’atteggiamento assunto nei confronti degli agenti. Davanti a questa chiusura totale dei vertici di Zurich Italia nei confronti di Sna, non potevamo che mettere in atto una tutela di questo tipo. Questa logica antiquata di geopolitica di nascondere le cose ai colleghi per non creare attriti noi l’abbiamo superata. Non c’è nulla di strano nella tutela di un collega iscritto Sna; ne stiamo tutelando diversi agenti Zurich che hanno contenziosi con la compagnia. L’iniziativa è stata presa in assoluta buonafede, per tutelare gli agenti. Dovreste schierarvi a favore di chi cerca di mettere il dito sulle problematiche che conoscete meglio di me perché le vivete quotidianamente», dice Demozzi rivolgendosi all’assemblea. «Noi abbiamo tentato di alzare il livello del confronto visto che la direzione Zurich Italia ci ha chiuso le porte».

Le spiegazioni non convincono la maggior parte dei presenti, che respingono le accuse di insensibilità e di improvvisazione, anche se Demozzi nega di aver detto ciò. L’ambiente si surriscalda nuovamente, qualcuno, in particolare, Giovanni Previtali, componente dell’esecutivo provinciale di Bergamo, perde le staffe, attacca verbalmente il presidente Sna reo di «non rispondere mai alle richieste degli iscritti» e subito dopo lascia la sala.

Milani, a nome dell’assemblea, ribadisce l’inopportuna iniziativa dello Sna, nei modi e nei tempi. Demozzi accetta la critica e dice che  «la cosa importante è che il presidente dell’assemblea abbia riconosciuto la veridicità della gran parte dei contenuti della lettera». Poi ringrazia e lascia la sala fra gli applausi. Non si capisce, però, se sono di cortesia o sono veri….

Dall’inviato  Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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2 Comments

  1. Il Pirata said:

    Fin tanto che gli agenti si lasciano mettere i piedi in testa dalle imprese senza batter ciglio, è evidente che il buon Demozzi resta solo. Ce ne fossero altri cento di Demozzi, sicuramente la categoria sarebbe un pochino più libera.
    Per intanto occorrebbe rottamare tutti, dico tutti i presidenti di gruppo. Rei di essere accondiscendenti alle logiche delle imprese e non si capisce il perchè. O meglio forse abbiamo tutti capito. Vediamo se questo fantomatico nuovo soggetto politico saprà tutelare gli interessi degli intermediari o se viceversa saprà curvare la schiena di qualche grado per non far affaticare troppo le imprese.

  2. Diogene said:

    Povero demozzino ! Da solo contro il mondo ! Cercasi almeno un Sancho Panza da affiancare a cotanto cavaliere .

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