Analisi ANIASA, tornano a crescere i furti di auto a noleggio (+36%)

Furto auto (2) Imc

Furto auto (2) Imc

Dopo quattro anni di graduale calo, i furti di auto in noleggio a breve termine registrano una decisa impennata, raggiungendo per la prima volta quota 1.600 veicoli, con danni per oltre 10 milioni di Euro

Secondo quanto è emerso dai principali dati e trend dell’analisi elaborata da ANIASA, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità (noleggio veicoli a lungo termine, rent-a-car, car sharing, fleet management e servizi di infomobilità e assistenza nell’automotive) sul fenomeno furti che colpisce il settore del noleggio veicoli, in un anno sono stati rubati 1.600 veicoli in noleggio a breve termine (+36% rispetto al 2017), più di quattro ogni giorno. Il danno d’immagine per gli operatori del settore supera i 10 milioni di Euro – contro i 7,8 milioni del 2017 (+32%) – ed in alcune aree delle Regioni più a rischio (Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Lombardia) il fenomeno mette a serio rischio l’operatività del comparto.

L’allarme è quindi decisamente alto, nonostante le società di autonoleggio negli ultimi anni siano corse ai ripari proteggendo la propria flotta con dispositivi hi-tech per poter continuare a garantire servizi di mobilità ad aziende e turisti sull’intero territorio nazionale e negli ultimi sei anni i recuperi dei veicoli sottratti siano passati dal 18% al 49%.

La crescita dei veicoli rubati nel 2018 giunge dopo quattro anni di costante diminuzione e riprende quindi a colpire pesantemente i bilanci e l’operatività delle società di autonoleggio.

Il furto del veicolo, spiegano da ANIASA, “ha infatti come immediata conseguenza, non solo la perdita economica pari al valore del bene sottratto, ma anche il mancato ricavo derivante dall’impossibilità di noleggiarlo almeno fino a quando il mezzo rubato non viene rimpiazzato in flotta, oltre alla generazione di costi e alla perdita di tempo dovuta alle necessarie pratiche amministrative e burocratiche necessarie”.

Secondo l’Associazione si registra anche un “evidente danno d’immagine per il Paese, con turisti che in vacanza vengono spesso derubati anche dei bagagli lasciati nell’auto e vedono la propria permanenza nel Belpaese rovinata da un fenomeno che solo in Italia raggiuge picchi così elevati”.

Per le aziende si tratta di una vera piaga da contrastare, anche attraverso il ricorso alla sempre più efficaci tecnologie presenti sul mercato. Nella lotta contro questi crimini, la buona (parziale) notizia arriva dalla decisa crescita del tasso di recupero dei veicoli rubati, passato dal 46% del 2017 al 49% del 2018 (la media automotive nazionale è del 43%), ma che solo sei anni fa era fermo al 18%. Grazie agli investimenti sulle dotazioni telematiche a bordo dei veicoli (satellitari e radio-frequenza), oggi gran parte dei recuperi avviene nelle 48 ore successive al furto, trascorse le quali le possibilità di rientrare in possesso del bene si riducono enormemente.

“In controtendenza rispetto al trend generale dei furti a livello nazionale, da anni in costante calo, il settore del noleggio veicoli rappresenta oggi il principale bacino cui attingono le organizzazioni criminali – ha dichiarato Giuseppe Benincasa, segretario generale di ANIASA – che negli ultimi anni hanno visto crescere l’interesse per il redditizio business; un fenomeno che beneficia di un’evidente difficoltà di contrasto da parte delle Istituzioni centrali e locali e che riserva, purtroppo, al nostro Paese la maglia nera a livello europeo. Questa criticità si aggiunge alle difficoltà già vissute dagli operatori del rent-a-car a causa dei ricavi per giorno in ulteriore forte diminuzione e delle recenti previsioni di contrazione dei flussi turistici diretti verso il nostro Paese”.

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