Ania: distribuzione, tutto cambia. Le reazioni degli agenti

Agenti assicurativi (2) ImcLe reti agenziali tradizionali svolgono il compito di ridurre la distanza che separa le imprese assicurative dai potenziali clienti. Ma si tratta di un modello distributivo soggetto a un ridimensionamento costante e progressivo, seppure lento, dovuto allo sviluppo dei canali alternativi (banche e poste), della vendita diretta (Web e telefono), dei comparatori, dell’orientamento delle compagnie alla multicanalità. Gli agenti d’assicurazione debbono quindi adeguarsi ed evolvere in maniera “significativa”, contando anche sul fatto che l’innovazione digitale – riducendo le incombenze burocratico-amministrative – “lascerà agli agenti più tempo per l’attività di consulenza a favore dei clienti”. Di ciò è convinto il presidente dell’Ania Aldo Minucci, che all’Assemblea annuale dell’associazione, che si è tenuta nei giorni scorsi a Roma, ha affrontato il tema della distribuzione concentrandosi soprattutto sugli intermediari agenziali.

Ma il futuro tratteggiato dall’Associazione delle imprese per gli agenti prevede un aumento della concorrenza da parte delle compagnie dirette anche sul piano della consulenza stessa: secondo Minucci, infatti, gli operatori di call center potranno presto gestire un proprio portafoglio clienti e divenire punto di riferimento per gli assicurati. E non saranno certo le collaborazioni a consentire il superamento di queste problematiche, sostiene l’Ania: il rilancio del ruolo degli agenti dovrà passare attraverso una risposta adeguata ai nuovi bisogni assicurativi dei clienti.

L’intervento sulla distribuzione del presidente Minucci, incentrato sostanzialmente sulla rete agenziale, ha toccato anche i rapporti tra sindacati di categoria e Ania. Il confronto si è interrotto con l’istruttoria aperta da Antitrust – conseguente a una denuncia sporta dallo Sna, il Sindacato nazionale agenti – per accertare se alcune compagnie avessero attuato comportamenti elusivi del divieto di monomandato. Come noto, la procedura si è conclusa con l’invio, da parte delle imprese coinvolte, di lettere di impegno che hanno evitato l’applicazione di sanzioni. Secondo Minucci, gli spazi per la contrattazione collettiva di categoria a livello nazionale sono ormai estremamente ridotti, seppure – ha concluso il presidente Ania – aree di confronto su tematiche specifiche sono ancora possibili, al fine di consentire un’evoluzione verso un più efficiente modello gestionale.

Reagisce lo Sna, che affida a un’intervista pubblicata su Sna Channel le considerazioni del presidente Claudio Demozzi, il quale si dice convinto che la apparente marginalizzazione della contrattazione nazionale collettiva tra agenti e imprese da parte dell’Ania sia solo una presa di posizione temporanea, superabile grazie alla buona volontà delle parti; questo perché, afferma Demozzi, la rappresentatività della stessa associazione delle imprese sarebbe indebolita dall’impoverimento della contrattazione di primo livello. Il presidente Sna coglie l’occasione per sottolineare le ripercussioni positive dell’istruttoria Antitrust anche sul servizio offerto ai consumatori e sul contenimento delle tariffe e rigetta l’ipotesi che un operatore di call center possa mai essere assimilato a un intermediario assicurativo professionale.

Anche Unapass sceglie il channel quale mezzo per rispondere al presidente Minucci, sostenendo che l’Ania non evidenzia il valore della rete agenziale delle compagnie e si limita a ribadirne la funzione meramente di avvicinamento ai clienti (delle compagnie, non degli agenti). L’intermediazione sarebbe un’utilità temporanea di facilitazione di contatto, in attesa che un futuro breve possa utilizzare altre occasioni, magari sostitutive. L’Associazione delle imprese sembra considerare il ridimensionamento della rete agenziale una tendenza inevitabile, quasi necessaria, a privilegio degli altri canali, attualmente spersonalizzati ma prossimi a sostituire nel futuro le reti tradizionali. L’articolo sottolinea l’ennesimo attacco all’istituto delle collaborazioni e l’indebolimento del livello di rappresentatività attuale delle associazioni di categoria degli agenti, essendo evidente il tentativo dell’Ania di ammettere come sola relazione industriale possibile quella singola tra rete e mandante.

Anapa, dal canto suo, ha colto l’occasione per ribadire le proprie convinzioni sull’inutilità – quando non la dannosità – dell’istruttoria Antitrust, sostenendo che grazie alla delibera dell’Agcm, gli agenti monomandatari aumenteranno e i plurimandatari diminuiranno, perché i costi di gestione non consentiranno ai più di gestire un’offerta pluralistica. Rivendicando il merito di aver convinto l’associazione delle imprese alla riapertura del dialogo con la categoria degli agenti, il presidente Cirasola si dice certo che esistano gli spazi giuridici e politici per riscrivere insieme all’Ania e alle altre organizzazioni rappresentative un nuovo accordo collettivo, che non faccia più riferimento all’Ana 2003, ma sia scritto sulla base di regole moderne e attuali, sempre nell’ottica della cornice/quadro.

Autore: Alessandra Schofield – Iomiassicuro.it (Articolo originale)

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One Comment;

  1. MARZIO MONTICELLI said:

    NON HA SENSO HA FARE CONCORRENZA ALLE COMPAGNIE DIRETTE SE NON SUL PIANO DEL SERVIZIO ,DELLA VICINANZA , DOBBIAMO FARCI SENTIRE VICINI AI LORO BISOGNI, SAPER RISPONDERE ALLE LORO ESIGENZE,
    MOLTO DIFFICILE DA FARE CON UNA SOLA COMPAGNIA, ALMENO ATTUALMENTE

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