ANIA: I DATI SULLA GESTIONE DELLA ASSICURAZIONE DI RC AUTO NEL 2011

AUTO

I premi sono aumentati del 5,2%, anche per una revisione delle tariffe «necessaria per riequilibrare un andamento tecnico in costante peggioramento».   

Dai dati dell’Ania, i premi del lavoro diretto italiano, raccolti dalle 57 imprese operanti nel ramo Rc auto sono stati nel 2011 pari a 17.794 milioni di euro, in aumento del 5,2% rispetto al 2010. All’aumento, spiega l’associazione delle imprese, ha contribuito «una generale revisione delle tariffe da parte delle compagnie necessaria per riequilibrare un andamento tecnico in costante peggioramento».

Questi premi costituiscono il 48,9% dei premi complessivi delle assicurazioni danni (47,5% nel 2010). Un’ulteriore quota importante di premi (oltre il 5% del totale per un ammontare di oltre 950 milioni) è stata raccolta da imprese Ue che operano in Italia secondo il principio della libertà di stabilimento (per queste imprese, sottolinea l’Ania, non si dispone di informazioni sui risultati dei conti tecnici in quanto la vigilanza spetta al paese presso il quale risiede la sede legale).

Il costo dei sinistri di competenza (la somma degli importi pagati e riservati per i sinistri accaduti nell’esercizio di bilancio) è stato pari a 13.441 milioni di euro, in diminuzione del 3,1% rispetto al 2010. Il 2011, quinto anno di applicazione della procedura per il risarcimento diretto, è stato caratterizzato da una variazione di segno opposto dei due principali indicatori tecnici di sinistrosità: la frequenza dei sinistri si è ridotta di circa il 12% ma tale riduzione è stata poi di fatto quasi annullata dall’aumento del relativo costo medio cresciuto di oltre il 10% rispetto al 2010; ciò spiega appunto come nel complesso si sia registrato un lieve calo del costo dei sinistri di competenza.

In particolare, il numero di sinistri è diminuito probabilmente come effetto della riduzione, soprattutto nei centri urbani, della circolazione dei veicoli determinata, a sua volta, dall’aumento del prezzo della benzina (in media del 15%). Il costo medio dei sinistri è invece aumentato per effetto del cambiamento nel mix di sinistri liquidati coerentemente con l’ipotesi che a ridursi siano stati i danni di minore entità.

Gli oneri per sinistri, che includono oltre al costo dei sinistri di competenza anche l’eventuale sufficienza/insufficienza degli importi riservati dei sinistri accaduti in anni precedenti, sono stati pari a 14.787 milioni (14.467 nel 2010) e hanno registrato un aumento del 2,2% rispetto al 2010. La crescita è spiegabile con il fatto che nel 2011 si è registrata, per il terzo anno consecutivo, un’insufficienza delle riserve per i sinistri accaduti in anni precedenti pari a 1.346 milioni, più del doppio rispetto al 2010. Questa crescita dell’onere dei sinistri è stata comunque in parte compensata dall’aumento dei premi contabilizzati, così che il loss ratio è migliorato di circa 2,6 punti percentuali (da 87,1% nel 2010 a 84,5% nel 2011).

Le spese di gestione sono state pari a 3.236 milioni (3.116 nel 2010) e comprendono le spese di amministrazione attinenti alla gestione tecnica e gli oneri per l’acquisizione dei contratti, per la riscossione dei premi e per l’organizzazione e il funzionamento della rete distributiva. L’incidenza sui premi (18,2%) è in lieve diminuzione rispetto a quella del 2010; questa diminuzione ha riguardato essenzialmente i costi legati alle altre spese di acquisizione il cui peso sui premi è passato dal 3,5% nel 2010 al 3,3% nel 2011. Le spese provvigionali e le spese di amministrazione, normalmente commisurate in percentuale dei premi, mostrano un’incidenza sostanzialmente invariata.

Il saldo tecnico del lavoro diretto è stato negativo per 730 milioni (era negativo e pari a -1.221 milioni nel 2010).

Considerati gli utili degli investimenti (pari a 272 milioni), dimezzati rispetto al 2010, il risultato del conto tecnico è però solo lievemente migliorato ed è rimasto negativo per 458 milioni (era negativo e pari a -725 milioni nel 2010).

Tenuto conto del saldo della riassicurazione pari a -18 milioni nel 2011, il risultato complessivo del conto tecnico è stato negativo per 476 milioni (era negativo e pari a -744 milioni nel 2010). Le riserve tecniche dirette dei rami Rc auto e natanti, al netto delle somme da recuperare da assicurati e da terzi, sono state nel 2011 pari a 30.530 milioni in aumento del 2,5% rispetto al 2010. Di tali riserve, circa 6.000 milioni sono relativi alla riserva premi mentre circa 24.500 milioni sono relativi alla riserva sinistri complessiva di esercizio corrente e degli esercizi precedenti.

Redazione – Intermedia Channel

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