ANIA: MANOVRA 2013, NO A MISURE IRRAZIONALI E INIQUE

ANIA HPL’eventualità, anticipata dal Presidente del Consiglio, di reperire le coperture necessarie a compensare la soppressione della seconda rata IMU 2013 attraverso un innalzamento della misura del prossimo acconto dell’IRES e dell’IRAP dimostra che la fiscalità di questo Paese è ormai governata da criteri irrazionali che hanno effetti iniqui“.

E’ questo il deciso affondo che l’ANIA riserva attraverso un comunicato stampa alle misure annunciate dal presidente del consiglio Enrico Letta riguardanti le coperture finanziarie che dovrebbero portare alla cancellazione della seconda rata dell’IMU 2013. Per l’associazione delle imprese assicurative “la misura ipotizzata risulta del tutto criticabile sotto diversi punti di vista. Già di per sé è abnorme la circostanza di un acconto che supera l’importo dell’imposta dovuta: infatti si parla di innalzare l’importo dell’acconto, già oggi di poco superiore al 100%, fino al 116-120%“.

Secondo l’ANIA, questa misura avrebbe inoltre “carattere discriminatorio, in quanto applicata esclusivamente ai settori bancario e assicurativo. In particolare quest’ultimo è stato negli ultimi anni ripetutamente colpito da provvedimenti fiscali molto penalizzanti tra cui una forma di tassazione che non ha eguali in nessun altro Paese. Si tratta dell’imposta sulle riserve matematiche dei rami vita che ha determinato un credito di imposta (infruttifero) nei confronti dell’Erario, ad oggi pari a oltre 6 miliardi di euro“.

La misura, sottolinea l’associazione delle imprese assicurative, si aggiungerebbe oltretutto “alla recente penalizzazione introdotta, a carico dell’industria assicurativa, dal decreto-legge n. 102/2013 che ha pesantemente rivisto al ribasso la detraibilità dei premi versati per le polizze vita allo scopo di finanziare la soppressione della prima rata IMU 2013“.

Appare inaccettabile – conclude il comunicato dell’ANIA, che auspica come l’esecutivo possa ripensare alle misure annunciate – che un settore che in momenti particolarmente difficili ha contribuito in misura significativa alla stabilità di questo Paese mantenendo e rinnovando una quota importante del debito pubblico italiano, continui ad essere oggetto di provvedimenti fiscali penalizzanti“.

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