ANIA, vademecum sull’attestato di rischio dinamico

Archivio Digitale - Dematerializzazione (2) Imc

Archivio Digitale - Dematerializzazione (2) Imc

Documento dell’associazione delle imprese assicurative con le principali novità in vigore dal prossimo 1° agosto

ANIA, l’associazione delle imprese assicurative, ha pubblicato sul proprio sito istituzionale un vademecum che illustra le novità, in vigore dal prossimo 1° agosto, che interesseranno l’attestato di rischio, il documento che fotografa il comportamento alla guida di un assicurato negli ultimi cinque anni.

Il nuovo documento diventerà infatti dinamico, consentendo il recupero delle informazioni sugli incidenti non denunciati o denunciati in ritardo, spesso dopo oltre un anno rispetto a quando sono accaduti (sinistri tardivi) che, se l’assicurato cambia compagnia, non compaiono sull’attestato di rischio attuale.

A partire dal prossimo 1°agosto, l’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) ha stabilito che è obbligatorio inserire questa tipologia di incidenti nell’attestato di rischio dinamico.

Nel vademecum, ANIA ha evidenziato le otto cose da sapere sul nuovo documento:

  • Cos’è l’attestato di rischio

L’attestato di rischio è il documento che certifica la storia assicurativa del proprietario ed è indispensabile per assicurare i veicoli. Dal 1° luglio 2015 non è più cartaceo ma digitale, è consultabile sui siti delle compagnie e – su richiesta – nella Banca Dati gestita dall’ANIA sotto il controllo dell’IVASS.

  • Cos’è l’attestato di rischio dinamico

L’attestato di rischio contiene i dati del veicolo e dell’assicurato, la storia degli incidenti e la classe di bonus malus. L’attestato di rischio dinamico riporta anche gli incidenti denunciati in ritardo (sinistri tardivi) e pagati nei cinque anni precedenti, permettendo alle compagnie di avere maggiori informazioni. Questo determina, al rinnovo dell’assicurazione, una penalizzazione (malus) per l’assicurato che ha causato incidenti, sia che resti con la stessa compagnia sia che la cambi.

  • Cos’è il bonus malus

È il sistema che premia (bonus) chi non provoca incidenti e penalizza (malus) chi li causa. L’applicazione del bonus o del malus fa riferimento ad una pagella contenuta nell’attestato di rischio (tabella della sinistrosità pregressa).

Questa pagella, che oggi registra gli incidenti degli ultimi cinque anni, dal 1° gennaio 2019 viene, anno dopo anno fino al 2023, progressivamente estesa a dieci anni.

Nel vademecum ANIA tuttavia ricorda che per la determinazione del bonus o del malus si tiene conto solo degli ultimi cinque anni di storia assicurativa.

  • Cos’è la tabella di sinistrosità pregressa

È la pagella dell’assicurato contenuta nell’attestato di rischio. Registra gli incidenti causati negli ultimi 5 anni, sia quelli con responsabilità esclusiva sia quelli con colpa principale o paritaria (ad esempio, incidenti fra due veicoli con concorso di colpa e responsabilità superiore o uguale al 50%).

  • Cos’è il sinistro tardivo

Si tratta di un incidente denunciato in ritardo, spesso dopo oltre un anno da quando è avvenuto e pagato dalla compagnia negli ultimi 60 giorni di un contratto Rc Auto, o dopo la sua scadenza. Se l’assicurato cambia compagnia e contemporaneamente denuncia l’incidente in ritardo, ne impedisce la registrazione nell’attestato di rischio. In questo modo, all’assicurato viene applicato il bonus anziché il malus a danno degli altri assicurati.

Con l’attestato di rischio dinamico, evidenzia l’ANIA, “questo comportamento, spesso scorretto e in malafede, non sarà più possibile”.

  • Cos’è il codice IUR

L’Identificativo Univoco di Rischio (IUR) è un codice personale che segue l’assicurato, semplifica la ricostruzione del suo attestato di rischio rendendolo identificabile da parte di tutte le compagnie. Ogni IUR è diverso dagli altri e un proprietario che ha più veicoli deve avere più IUR: uno per ciascun veicolo. Grazie allo IUR, sottolinea l’associazione, “la procedura per recuperare le informazioni sui sinistri tardivi è più snella e immediata”.

  • Cos’è la procedura di recupero

È la procedura che consente di recuperare le informazioni sui sinistri tardivi in tre fasi:

  1. la compagnia A paga un incidente denunciato in ritardo (nei 5 anni precedenti);
  2. la stessa compagnia comunica il sinistro tardivo alla compagnia B che in quel momento assicura il responsabile dell’incidente;
  3. la compagnia B aggiorna l’attestato di rischio e, alla scadenza del contratto, applica il malus:

a) in caso di sinistro tardivo con responsabilità esclusiva;

b) in caso di sinistro tardivo con concorso di colpa che, sommato ad altri incidenti causati, raggiunge una responsabilità superiore o uguale al 51%.

Grazie al codice IUR, scrive l’ANIA, questa procedura avviene in modo automatico ed è in grado di registrare anche l’eventuale riscatto di un sinistro tardivo. Il riscatto avviene quando un assicurato, se il contratto Rc Auto lo consente, paga direttamente alla compagnia i danni causati, evitando l’applicazione del malus.

A chi chiedere informazioni

Se sull’attestato di rischio compare un sinistro tardivo, l’assicurato – rivolgendosi alla propria compagnia – può risalire all’assicuratore che ha pagato il danno. Chieste le informazioni a quest’ultimo, l’assicurato può valutare, se il contratto Rc Auto lo consente, di riscattare il sinistro o subire il malus.

Intermedia Channel

Related posts

Top