Anima – Gfk, Osservatorio sul risparmio delle famiglie italiane (autunno 2016)

Risparmio - Salvadanaio (5) Imc

Risparmio - Salvadanaio (5) Imc

Arretrano leggermente gli indicatori di fiducia e progettualità. Cala la propensione ad investire ma la soddisfazione per gli investimenti rimane alta. Solo il 20% dei lavoratori ha idea di quando andrà in pensione e di quanto ammonterà la sua pensione, ma il 40% preferisce rinviare il problema. Nell’approccio agli investimenti, prevale l’atteggiamento difensivo

Più critiche sulla situazione dell’Italia e meno ottimiste sulle prospettive future; meno propense all’investimento, ma comunque soddisfatte dei propri prodotti; decise a non sostenere rischi più alti e poco sensibili al “problema-pensione”. È questo il profilo delle famiglie italiane, secondo quanto rivela l’edizione autunnale dell’Osservatorio semestrale promosso da ANIMA Sgr, operatore leader indipendente del risparmio gestito italiano, in collaborazione con la società di ricerche di mercato GfK.

La rilevazione – che ha come obiettivo di indagare i comportamenti finanziari delle famiglie italiane in funzione dei loro progetti – è stata realizzata su un campione di 1.150 adulti “bancarizzati” (cioè titolari di un conto corrente bancario o postale), rappresentativo di circa 41 milioni di individui, fra cui si contano più di 10 milioni di investitori (cioè possessori di almeno un prodotto di investimento). Vediamo nel dettaglio quanto è emerso.

Le prospettive sull’Italia peggiorano…

L’Osservatorio registra un lieve peggioramento del sentiment: rispetto a marzo 2016, quando il 13% dichiarava che un anno dopo la congiuntura dell’Italia sarebbe stata migliore, oggi il dato si attesta all’11% del campione generale dei bancarizzati, con una revisione al ribasso di 2 punti percentuali. Se si guarda la variazione tendenziale (cioè rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso), il calo è di 8 punti percentuali. Stabili coloro che ritengono la situazione possa peggiorare di molto (22%).

…ma non si rinuncia ai propri progetti, sempre con un occhio alla spesa

Il 69% degli investitori e il 48% dei bancarizzati restano inclini alla progettualità, entrambi in calo di 3 p.p. rispetto a marzo. Per quanto riguarda le tipologie di progetti, si registra l’avvicinamento della tendenza “al risparmio” (mettere soldi da parte, pensione integrativa…) rispetto che “alla spesa” (vacanze, istruzione figli, casa, saldo debiti…). Per i bancarizzati, a marzo, la rilevazione di spesa era del 37%, mentre oggi è del 31%. Stabile al 29% l’idea di risparmio.

Prodotti finanziari meglio degli immobili

Come rilevano i curatori dell’Osservatorio, prosegue l’arretramento della propensione ad investire: nel dettaglio di ottobre, fra i bancarizzati passa dal 33% al 31%. Il 37% indica di non avere soldi a disposizione per investire, dato in crescita di 4 punti percentuali. Per quanto riguarda le singole tipologie di investimento, l’appeal del “mattone” rimane sostanzialmente stabile per i bancarizzati (dall’11% si sale al 12%). Resta la preferenza per i prodotti finanziari rispetto a immobili e liquidità, anche se in calo dal 22% al 19%.

Soddisfazione per gli investimenti in calo, ma sempre alta

Arretra la soddisfazione per i propri investimenti: passa dal 53% al 48% la quota di chi si dichiara “molto” o “abbastanza” soddisfatto, contro il 17% di chi è “poco” o “per niente” soddisfatto.

Nell’approccio agli investimenti, meglio non rischiare

Nell’approccio agli investimenti prevale l’atteggiamento difensivo. A fronte di rendimenti contenuti e a volte negativi su molti investimenti a reddito fisso, spiegano i curatori dell’Osservatorio, gli investitori si dichiarano, nelle intenzioni, molto più inclini a “Mantenere il rischio invariato e accontentarmi di rendimenti più bassi” (75% delle risposte) piuttosto che “aumentare il rischio per ottenere gli stessi rendimenti che ottenevo prima” (9%).

Pensione, questa sconosciuta

L’Osservatorio ANIMA – GfK ha infine indagato anche la sensibilità degli italiani al tema della propria pensione, dal quale emerge un quadro di scarsa consapevolezza.

Solo il 23% dei lavoratori ha un’idea di quando andrà in pensione e solo il 17% sa a quanto ammonterà la propria pensione. Inoltre il 58% pensa che non stia risparmiando a sufficienza per mantenere invariato il proprio tenore di vita dopo il pensionamento, ma ciononostante il 39% preferisce non porsi il problema oggi. Fra le altre strategie per garantirsi il tenore di vita, il 19% dei lavoratori conta di utilizzare i risparmi accumulati, il 24% continuerà a lavorare e solo il 7% pensa di puntare su strumenti di previdenza complementare.

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