ANPAR PLAUDE ALLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE SULLA MEDIAZIONE

ANPAR

In un comunicato apparso sul sito ufficiale, Giovanni Pecoraro (nella foto), presidente dell’ANPAR (Associazione Nazionale per l’Arbitrato e la Conciliazione), commenta favorevolmente la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il carattere obbligatorio della mediazione.

L’incostituzionalità della mediazione obbligatoria per eccesso di delega è un vizio di incostituzionalità dei decreti legislativi. Infatti, l’art. 76 della costituzione prevede che il governo possa emanare questi decreti su delega del parlamento.  – dichiara Pecoraro – Nell’emanare il D. Lsg 28/2010 è capitato che il governo ha ecceduto i limiti della delega, non attenendosi ai principi e criteri direttivi previsti dalla legge di delegazione: in questo caso si è verificato il c.d. eccesso di delega e la Corte Costituzionale, salvo a leggere le motivazioni, ha dichiarato l’illegittimità della norma emanata dal governo perchè è affetta da illegittimità costituzionale ai sensi dell’articolo 76“.

I mediatori avrebbero dovuto preoccuparsi se la Corte avesse dichiarato illegittima l’obbligatorietà ai sensi degli articoli 3 e 24 della Costituzione. – continua poi il presidente ANPAR – Così non poteva essere. Infatti, in più occasioni, la Corte Costituzionale ha avuto modo di chiarire che – in quanto tale – non è incostituzionale la prevista obbligatorietà di un tentativo di conciliazione ( decisione 30/11/2001, n. 403: per sé “non contrasta con il diritto di azione di cui all’art. 24 della Costituzione la previsione di uno strumento quale il tentativo obbligatorio di conciliazione“). Questo però a condizione che lo strumento concretamente confermato risulti davvero finalizzato ad ” assicurare l’interesse generale al soddisfacimento più immediato delle situazioni sostanziali” ovvero a “salvaguardare interessi generali” che vengono in mancanza di equilibrio. E sempre, ancora, che la sua forma legislativa non prescriva “oneri” e/o modalità eccessivi”: tali da violare il diritto di difesa o lo svolgimento dell’attività processuale“.

In definitiva, secondo Pecoraro, la sentenza della Corte Costituzionale è  “una decisione che critica il comportamento del Governo in rapporto a quanto deliberato dal Parlamento con la legge delega (articolo 60 della legge 69/2009) in attuazione della nota direttiva europea n. 52/2008” e non una ‘sentenza’ sulla mediazione obbligatoria in sè.

Il presidente ANPAR si augura poi che “a lettura ultimata dei motivi“,  il Parlamento e il Governo possano dettare “nuove regole conformi alla direttiva dell’U.E. citata, migliori e più soddisfacenti per i mediatori, gli organismi di mediazione e di formazione“. “Il fatto più importante da tener presente  è che in definitiva è lasciata inviolata la libertà del cittadino  ad usufruire della mediazione perchè economicamente conveniente e per la brevità del procedimento. Come ho sempre detto e ripetuto sono i cittadini e i mediatori i protagonisti della mediazione sia essa obbligatoria che facoltativa. Questa è una sentenza che dà dignità ai bravi mediatori“, conclude Pecoraro.

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