Antifrode, siglati importanti protocolli tra le Procure del distretto di Messina, ANIA ed UnipolSai

Messina - Protocollo intesa Procura - ANIA - UnipolSai Imc

Messina - Protocollo intesa Procura - ANIA - UnipolSai (2) Imc

È stato siglato lo scorso 15 giugno a Messina un importante protocollo antifrode tra la Procura Generale di Messina (che ha avuto un ruolo di supervisione e coordinamento anche per conto delle altre procure presso i Tribunali appartenenti al distretto e, cioè, le Procure di Messina, Barcellona Pozzo di Gotto e Patti) e ANIA (rappresentata da Massimo Treffiletti, quale coordinatore del nucleo Antifrode) e le imprese ad essa aderenti ed altro parallelo e medesimo protocollo con UnipolSai (rappresentata da Nicolò Renda).

Alla stesura del protocollo ha inoltre partecipato fattivamente l’Avv. Luigi Tambone, occupandosi dell’attività di coordimento e sintesi tra ANIA, UnipolSai e Procura Generale.

La sigla del protocollo, che segue l’analoga iniziativa intrapresa a fine 2017 con le Procure Generali di Catania, intende contrastare quello che (come è noto per il comparto assicurativo) rappresenta un fenomeno diventato sempre più complesso e che coinvolge, a vario titolo, non solo i cittadini (perché a causa delle truffe sono costretti a pagare premi di importo superiore), ma anche, e soprattutto, le compagnie e l’autorità giudiziaria (sempre più spesso chiamata ad intervenire) e le forze dell’ordine.

Da questo quadro di complessità sorge quindi l’esigenza di creare maggiori sinergie, al fine di rendere più efficace ed efficiente ogni azione di contrasto. Da questa necessità nascono i Protocolli di intervento, contro le frodi in assicurazione, tra le Procure territoriali e le medesime compagnie di assicurazioni. Non si tratta quindi di protocolli che regolano rapporti formali, ma di veri e propri strumenti operativi.

L’obiettivo immediato dei protocolli è quello di agevolare lo scambio di informazioni, statistiche e dati e di migliorare, ottimizzandolo, il monitoraggio degli episodi di probabile, o anche di solo possibile, frode.

L’obiettivo ultimo è quello, da un lato, di riuscire, dopo aver limitato e ridotto più o meno drasticamente gli episodi fraudolenti, ad incidere sulla politica dei premi assicurativi, con l’intento di diminuirli sensibilmente; dall’altro, ovviamente, quello di ridurre, altrettanto sensibilmente, attività illecite che incidono a vario titolo e con effetti diversificati nel tessuto sociale.

Come posto in risalto anche in alcune apprezzate lezioni dei nostri corsi di aggiornamento professionale in web conference, curate dall’Avv. Giorgio Grasso, Senior Partner di BTG Legal e responsabile mondiale del Cyber Special Interest Group di Global Insurance Law Connect (network internazionale di studi legali specializzati nel diritto assicurativo), lo scambio di informazioni – anche attraverso di moderni software predittivi che analizzino i big data e banche dati – è il migliore strumento per debellare (o quantomeno ridurre al minimo) le frodi assicurative. L’utilizzo, poi, di moderne banche dati (in primis, l’archivio integrato antifrode) possono costituire davvero un valido supporto per la lotta alle pratiche fraudolente.

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