ANTITRUST: RAFFORZARE CONCORRENZA ED EFFICIENZA NEL COMPARTO RC AUTO

Giovanni Pitruzzella HP Imc

Relazione annuale Antitrust sull’attività svolta nel 2012. Ricordate anche le linee guida seguite nel processo di integrazione Unipol-Fonsai e l’apertura dell’istruttoria su otto compagnie per possibile ostacolo al plurimandato

Giovanni Pitruzzella ImcNonostante le spinte all’apertura dei mercati, in molti settori dell’economia italiana si registra un livello di concorrenza non ancora soddisfacente e, parallelamente, i prezzi pagati dai consumatori tendono irrimediabilmente a salire. In altri mercati, dove le liberalizzazioni hanno raggiunto livelli importanti, con l’ingresso di nuovi player, si registrano preoccupanti segnali di crisi, che rischiano di mettere in discussione i risultati fin qui conseguiti“. Con queste parole, il presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella (nella foto) ha introdotto la parte di presentazione della Relazione Annuale dell’Authority che tratta del settore assicurativo. La relazione annuale sull’attività svolta dall’AGCM è stata presentata questa mattina in Sala della Regina presso la Camera dei Deputati.

Nella prima ipotesi sembra rientrare il mercato delle assicurazioni – segnala Pitruzzella –. La tendenza all’aumento dei prezzi pagati dai consumatori è stata ampiamente documentata dall’Autorità che ha concluso nel 2013 un’indagine conoscitiva. Nel mercato delle assicurazioni riguardanti la responsabilità civile per circolazione di autoveicoli, si osserva come il premio medio in Italia sia più del doppio di quello pagato in Francia e in Portogallo, superi quello tedesco dell’80% e quello olandese di quasi il 70%“.

La crescita dei prezzi per l’assicurazione dei mezzi di trasporto in Italia nel periodo 2006-2010 è stata quasi il doppio di quella della zona Euro e quasi il triplo di quella registrata in Francia – prosegue il presidente Antitrust –. In taluni casi, soprattutto per l’assicurazione dei motocicli, si sono registrati aumenti dei premi che hanno raggiunto anche il 35-40% per anno. L’Italia si caratterizza per essere il Paese con la frequenza di sinistri e il costo medio dei sinistri tra i più elevati tra i principali Paesi europei. Di contro, le frodi accertate ai danni delle compagnie in Italia sono quattro volte inferiori a quelle registrate dalle compagnie del Regno Unito e pari alla metà di quelle riscontrate in Francia“.

I dati dell’indagine Antitrust avrebbero infatti attestato “come siano insufficienti i meccanismi adottati dalle compagnie per migliorare l’efficienza produttiva e contenere i costi, che vengono poi ribaltati sui consumatori“. “Il ridotto tasso di passaggio dei consumatori da una compagnia all’altra riduce sensibilmente la pressione concorrenziale in ordine al livello dei prezzi – continua Pitruzzella nella presentazione –. L’Autorità, nella menzionata indagine conoscitiva, ha ritenuto indispensabile una riforma del settore che rafforzi efficienza e concorrenza e ha prospettato una possibile soluzione normativa. Naturalmente dovrà essere l’Autorità di settore, l’Ivass, con il suo autorevole Presidente, ad approfondire queste indicazioni, mentre ovviamente la parola definitiva spetterà al Parlamento“.

Sempre in tema di rafforzamento della concorrenza, l’Autorità ribadisce la linea seguita, a partire dalla concentrazione Unipol-Fonsai, autorizzata “con l’imposizione di rigorose misure proconcorrenziali” che hanno riguardato la rescissione dei legami “finanziari, azionari e personali” in essere con Mediobanca (e la controllata Generali) precedentemente all’integrazione tra i due gruppi e la riduzione sotto il 30% delle quote di mercato risultanti dalla concentrazione, “non solo a livello nazionale, ma anche con riferimento alle singole province“.

Nel concludere la parte di presentazione alla relazione annuale riguardante il settore assicurativo, Pitruzzella ricorda anche il recente avvio dell’istruttoria su otto delle maggiori compagnie operanti nel paese – dopo una serie di segnalazioni da parte dello SNA -, che dovrà valutare “le disposizioni contenute nei rapporti contrattuali tra alcune delle maggiori compagnie di assicurazione e le rispettive reti agenziali, che potrebbero ostacolare la diffusione di reti di agenzie in plurimandato, così evitando un effettivo confronto competitivo tra le compagnie“.

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