ART. 34: LE MODIFICHE DI SNA E UNAPASS A CONFRONTO

I due sindacati aprono alla collaborazione fra iscritti alla stessa sezione.

Dopo la pubblicazione del decreto legge n.1 del 24 gennaio 2012 sulle liberalizzazioni, i sindacati di categoria Sna e Unapass si sono prodigati per proporre emendamenti per la sua conversione in legge. Molto si è discusso sull’art. 34, riferito all’obbligo di confronto delle tariffe Rc auto. Vediamo, nello specifico, come i due sindacati intenderebbero modificare l’articolo, rimandandovi per i commenti e le osservazioni degli stessi, ai rispettivi documenti che trovate sotto:

COSA DICE L’ARTICOLO 34 – Obbligo di confronto delle tariffe Rc auto

1. Gli intermediari che distribuiscono servizi e prodotti assicurativi del ramo assicurativo di danni derivanti dalla circolazione di veicoli e natanti sono tenuti, prima della sottoscrizione del contratto, a informare il cliente, in modo corretto, trasparente ed esaustivo, sulla tariffa e sulle altre condizioni contrattuali proposte da almeno tre diverse compagnie assicurative non appartenenti a medesimi gruppi, anche avvalendosi delle informazioni obbligatoriamente pubblicate dalle imprese di assicurazione sui propri siti internet.

2. Il contratto stipulato senza la dichiarazione del cliente di aver ricevuto le informazioni di cui al comma 1 è affetto da nullità rilevabile solo a favore dell’assicurato.

3. Il mancato adempimento dell’obbligo di cui al comma 1 comporta l’irrogazione da parte dell’ISVAP a carico della compagnia che ha conferito il mandato all’agente, che risponde in solido con questo, in una misura non inferiore a euro 50.000 e non superiore a euro 100.000.

LE PROPOSTE DI MODIFICA DEI DUE SINDACATI 

Per quanto riguarda il comma 1, l’Unapass chiede di sostituirlo in questo modo: «Chiunque intermedi o distribuisca servizi e prodotti assicurativi dei rami danni può, prima della sottoscrizione del contratto, informare il consumatore che ne faccia richiesta, in modo corretto, trasparente ed esaustivo, sulla tariffa e sulle altre condizioni contrattuali proposte da almeno tre diverse compagnie assicurative non appartenenti a medesimi gruppi, avvalendosi delle informazioni obbligatoriamente pubblicate dalle imprese di assicurazione sui propri siti internet qualora si avvalga della libera collaborazione con altri intermediari, o rappresenti più imprese, o svolga attività di mediatore ovvero distribuisca in forma diretta. E’ abrogato l’ultimo alinea del secondo comma dell’art. 109 del codice delle assicurazioni private. Le imprese di assicurazione informano i contraenti dell’esistenza del preventivatore Isvap ad ogni occasione utile, e riscontrano le richieste di informazione ai sensi dell’art. 35 Regolamento Isvap n. 35».

Il comma 2 cambierebbe in questo modo: «L’ Isvap entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge determina con regolamento i meccanismi di funzionamento della formula tariffaria del bonus – malus basata sulla variazione in aumento o in diminuzione del premio applicato all’atto della stipulazione o del rinnovo del contratto di assicurazione, in relazione al verificarsi o meno di sinistri nel corso di un certo periodo di tempo, anche con riferimento alla valorizzazione della condotta di guida alla luce dell’introduzione della patente a punti».

Infine il comma 3: «Il mancato adempimento dell’obbligo di cui al comma 1 comporta l’irrogazione da parte dell’Isvap a carico della compagnia, che risponde in solido con l’intermediario, di una sanzione nella misura stabilita dall’art. 324 del decreto legislativo 209/2005»

Queste le proposte di modifica da parte dello Sna:

Comma 1: «Gli intermediari che distribuiscono servizi e prodotti assicurativi del ramo assicurativo Rc veicoli terrestri e natanti e dei rischi a esso accessori appartenente al ramo Cvt, sono tenuti,  prima della sottoscrizione del contratto, a informare il cliente, in modo corretto, trasparente ed esaustivo, sulla tariffa e sulle altre condizioni contrattuali proposte da almeno tre diverse compagnie assicurative, da essi rappresentate, non appartenenti a medesimi gruppi economico-finanziari, anche avvalendosi delle informazioni obbligatoriamente pubblicate dalle imprese di assicurazione sui propri siti internet. Le imprese saranno tenute a rilasciare il proprio mandato agenziale a quegli agenti che, per adempiere all’obbligo previsto dal presente comma, ne facciano richiesta, purché in possesso dei requisiti previsti dalla Legge. L’intermediario può assolvere all’obbligo di cui sopra anche attraverso l’offerta di polizze intermediate per conto di altro soggetto iscritto alla medesima sezione del Rui. Alla fine del comma 2 dell’art. 109 del Dlgs n.209 del 07/9/2005 (CdA private), è aggiunto: “ma è consentita la collaborazione tra tutti gli iscritti”. L’Isvap predispone, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto legge, uno “standard minimo” delle condizioni di assicurazione Rc auto obbligatorie».

Nessuna modifica al comma 2, mentre per quanto riguarda il comma 3: «E’ fatto divieto alle imprese di assicurazione di intrattenere rapporti diretti con gli assicurati finalizzati alla promozione o al collocamento di prodotti o servizi assicurativi».

Proposte di Modifica DL Liberalizzazioni SNA

Proposte di Modifica DL Liberalizzazioni UNAPASS

Redazione Intermedia Channel

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4 Comments

  1. pier luigi incerti said:

    Non bisogna richiedere modifiche all’art.34 in quanto va abolito perche’ lesivo della nostra professionalita’. Quali altri professionisti (perche’ tali veniamo considerati, o no?) devono procurare al cliente preventivi di altre Societa’? Perche’ agenti monomandatari,magari con piccoli portafogli,devono sentirsi obbligati a prendere altri mandati? Per farci che cosa? Non basta avere nel cassetto tre Compagnie, bisogna foraggiarle con i premi, ma visti i tempi, chi oggi puo’ garantire un certo numero di polizze alla propria mandante? Non diamogliela vinta ai soloni del parlamento che non conoscono le nostre problematiche e ci trattano come vacche da mungere!

    • Giovanni Venditti said:

      Tra le varie problematiche sorte con le liberalizzazioni occorre urgentemente agire anche per la difesa dei consumatori che sono vessati con le polizze obbligate dalle banche nel caso di concessione di mutui o prestiti; gli istituti bancari non si accontentano più di “OBBLIGARE” la stipula di polizze incendio, ora siamo arrivati anche alle polizze vita e di ogni altro tipo “TUTTE ESTORTE”.
      E’ possibile dare potere di stipula di contratti DI ASSICURAZIONE A CHI CI DEVE PRESTARE DEI SOLDI…?? Dobbiamo rafforzare la nostra categoria e ridare al nostro canale distributivo una funzione primaria impedendo che il nostro lavoro svolto con professionalità e COMUNQUE sottoposto a continui controlli ed adempimenti di vario genere, possa essere poi ESERCITATO da chiunque e in qualsiasi maniera (vedi ancora i concessionari auto).
      E’ ora di svegliarci !!!!!

  2. Angelo said:

    L’Art. 34 va abolito in quanto non risolve il problema del caro tariffe.

    L’ Audizione di ieri del Presidente Pitruzzella (AGCM) è lapidaria a tal riguardo e gela i proclami trionfalistici dei Presidenti di ISVAP e ANIA.
    Boccia le misure di liberalizzazione del mercato assicurativo redatto da tecnici cresciuti nel gota dell’antitrust internazionale.
    Anche se, mantiene puntati i riflettori sulla rete agenziale e ne esalta lo scontro suggerendo l’abolizione dei mono in favore dei pluri, come soluzione al caro tariffe, dimentica che gli oligopoli, che dominano il mercato rendendo impossibile un corretto sviluppo della concorrenza, sono governati dalle Compagnie non dalle reti Agenziali!

    Compagnie che, riconducibili ad uno stesso gruppo, dominano il mercato con politiche assuntive sistematiche, concertate all’unisono.
    Società, ognuna con le proprie caratteristiche distributive, che sbaragliano la concorrenza facendo incetta di clienti a 360 gradi.
    Ci sono quelle che, seppur minori, acquisiscono grandi quote di mercato sostenute dalle capogruppo con risorse tali da consentire alla propria rete agenziale di praticare prezzi particolarmente aggressivi.
    Oppure reti distributive dirette che, guarda caso, lanciano il prodotto nuovo che si avvale del marchingegno elettronico (statola nera) regolamentato appena il giorno prima con il decreto sulle liberalizzazioni.

    I compiti dell’AGCM e del legislatore non erano proprio quelli di intervenire su tali concentrazioni per consentire una concorrenza migliore?
    In conclusione l’Art. 34 va completamente abolito perché alza le barriere in ingresso del canale agenziale rendendo macchinoso, artefatto e difficile la fruibilità, da parte del cliente/consumatore, a tutto vantaggio dei canali diretti (internet, telefoniche, banche, concessionarie, ecc) che appaiono, in questo modo, come semplici, chiari, facilmente accessibili, convenienti, SOSTITUTIVI.
    Occorre prestare molta attenzione alle valutazioni appena riportate in quanto, l’attitudine delle compagnie a massimizzare i propri profitti le porta a perseguire strategie recepite dal mondo bancario presente nei loro pacchetti azionari, che mirano a trasformare la rete distributiva da esterna ad interna.
    E questo Art. 34 soddisfa pienamente le aspettative delle Compagnie.

  3. Angelo said:

    L’articolo 34 non porta alcun vantaggio al cliente.
    La straordinaria volatilità della domanda è la vera novità degli ultimi tempi, a riprova della facilità del cliente di spostarsi.
    L’articolo (34), che alza le barriere di accesso alla rete agenziale, favorisce le reti distributive dirette delle Compagnie.
    L’interesse del cliente poteva e doveva focalizzare l’azione del legislatore migliorando l’offerta con innovazione di prodotti e di servizi.
    Poca chiarezza e tanta fumosità delle norme di polizza espongono il cliente al rischio di sottiscrivere contratti pieni di scoperture, favorendo il formarsi dell’idea che più il prezzo è basso migliore è la polizza che sceglie.

    Questo è l’elemento che, se regolamentato, liberalizza il mercato a favore di una maggiore concorrenza.

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