ARTICOLO 34: ECCO LE PROPOSTE DEI 12 PRESIDENTI E DEL GAAT

Le istanze poggiano su «poche, semplici e chiare» linee guida. Ecco quali.

«L’opera di sensibilizzazione promossa dai 12 presidenti di gruppo agenti, e con loro dai propri rappresentati, cui s’è aggiunto il Gaat (gruppo aziendale agenti Toro, ndr), che assieme rappresentano oltre un terzo del mercato, consapevoli della necessità di fare fronte comune per scongiurare che lo schema di regolamento n. 49/2012 attuativo dell’art.34, così come riproposto dall’Isvap, possa trovare seguito, concretizzatesi nella redazione e condivisione di osservazioni e proposte emendative, che hanno trovato fin da subito il consenso di un’ampia parte della categoria e del management delle rispettive compagnie, è culminato nel documento finale, trasmesso in data odierna all’Isvap». È quanto si legge in un comunicato diramato dagli stessi 12 presidenti.

Le istanze (scarica e leggi per intero le osservazioni definitive presentate all’Isvap) poggiano essenzialmente su poche, semplici, chiare linee guida. Eccole:

 1.      La premessa vuole dimostrare l’inapplicabilità dell’art. 34 del D.L. 1/2012, riportando anche un quadro generale delle ripercussioni negative che si avrebbero  in ambito socio-economico con la perdita di posti di lavoro in un comparto dove operano circa 200.000 risorse. Abbiamo anche evidenziato gli oneri esorbitanti per l’aumento della mano d’opera amministrativa e per la carta (circa 1.300.000.000 fogli all’anno, da conservare presso le agenzie), nonché il conseguente impatto negativo sull’ambiente;

2.      Le osservazioni e le proposte si ispirano:

(a)    all’introduzione dell’obbligo di avvisare il cliente del suo diritto di ottenere l’informativa. Vale a dire noi non saremo automaticamente tenuti a informare obbligatoriamente il cliente per tutte le polizze, ma unicamente quando il cliente, debitamente informato, ce lo chiederà, come appunto hanno già ottenuto i professionisti e com’è previsto per le compagnie telefoniche;

(b)   al principio di standardizzazione dell’informativa (e non del preventivo personalizzato);

(c) al diritto del cliente di rinunciare al raffronto;

(d) a limitare l’obbligo di informare il cliente alle nuove polizze (non quelle in tacita proroga) con la sola Rca obbligatoria, escludendo quelle che comprendono le garanzie rischi diversi;

(e) a far valere unicamente il Tuopreventivatore Isvap,  come fonte ufficiale dell’informativa che deve avere una funzione “pull” da parte del cliente, la cui piattaforma deve essere necessariamente implementata visto che quella attuale non è sufficiente a rispondere alle numerose richieste che perverranno dopo l’entrata in vigore del provvedimento. Per questo motivo abbiamo chiesto un rinvio dell’entrata in vigore del Regolamento di 6 mesi, per effettuare nelle more l’upgrade informatico;

(f) alla tutela dell’agente nei confronti del cliente, della compagnia e dei terzi (incluso l’istituto).

3. Sono previste alcune proposte “di caduta” volte a contenere l’effetto dell’eventuale rigetto della linea sopra sintetizzata.

LE POLEMICHE DI LUNEDI’ SCORSO – I presidenti sono poi ritornati sulla riunione di lunedì scorso a Milano, con Sna e Unapass, e sul loro abbandono, in parte,  polemico della sala a un certo punto dei lavori.

«L’opera promossa dai presidenti, i quali, nonostante i tempi ristretti, si sono mossi, con l’ausilio tecnico dell’avvocato Andrea Bullo, in modo tempestivo, è il primo concreto esempio, cui non si assisteva da diverso tempo a questa parte, di condotte concrete che non lasciano spazio e tempo alle parole ma guardano sostanzialmente e unicamente ai fatti», si legge nel comunicato.

«Trasparenza e spirito costruttivo hanno infatti sollecitato un confronto operativo su un documento portato all’attenzione di tutti, in primis dei presidenti di Sna e Unapass, con l’obiettivo di creare una base di partenza sulla quale far confluire tutte le varie proposte di modifica  da inviare all’Isvap in un unico documento firmato da Sna, Unapass e gruppi agenti, in modo di dare un segnale di forza e compattezza. Per tutta risposta, i sindacati tradizionali ci hanno chiesto un mandato fideistico “in bianco”, in alternativa a un irrazionale e improduttivo invito al “fai da te”, senza un minimo controllo e coordinamento sui numerosi emendamenti che stanno arrivando all’Authority in ordine sparso e che bene o male riportano gli stessi punti e osservazioni evidenziati dai presidenti. Rammarica, in questo momento obiettivamente drammatico, dover constatare che questo nuovo modo di fare categoria sia stato frustrato dall’attaccamento a liturgie superate e inefficaci, se non addirittura da invidie, gelosie e rancori personali e da divisioni interne. I presidenti vivono una realtà operativa, da cui scaturisce un modo di lavorare e di rappresentare gli interessi della categoria con un senso di responsabilità più forte dell’arroganza, della superbia, della provocazione e delle offese, o più semplicemente della paura del coraggio di cambiare».

Redazione – Intermedia Channel

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