ARTICOLO 34: I 12 PRESIDENTI SI ATTIVANO PRESSO ISVAP E LE MANDANTI

Due le missive inviate, con le quali si chiede di rivedere il regolamento sull’obbligo di confronto delle tariffe Rc auto.  

Due lettere: una indirizzata a Giancarlo Giannini, commissario straordinario dell’Isvap, e l’altra ai top manager di alcune fra le principali compagnie assicurative italiane. L’argomento, manco a dirlo, è il tanto discusso articolo 34 della legge sulle liberalizzazioni e lo schema di regolamento messo in consultazione dall’istituto di vigilanza qualche giorno fa. L’iniziativa è dei 12 presidenti di gruppo aziendale, pronti tra l’altro a lanciare un nuovo sindacato degli agenti, l’Ana (Associazione Nazionale Agenti).

LA LETTERA A GIANNINI…- Nella missiva firmata da Giovanni Trotta (Gala), Federico Serrao (Augusta), Alessandro Lazzaro (Axa Italia), Pierangelo Colombo (Aviva), Letterio Munafò (Carige), Bruno Coccato (Cattolica), Vincenzo Cirasola (Generali), Luigi Mingozzi (Italiana), Giuseppe Consoli (Itas), Francesco Bovio (Magap), Roberto Arena (Vittoria) ed Enrico Ulivieri (Zurich)  si evidenzia l’impossibilità di applicare la norma. Ecco il testo:

Gentile dott. Giannini,

dopo un’approfondita lettura del Documento di consultazione Isvap n° 49/2012, in pubblica consultazione fino al 25 luglio 2012, non possiamo non esternarLe, in particolare in merito alla lettera dell’articolo 34, il nostro totale disappunto per portata e contenuti dello stesso.

Parecchi, infatti, sono gli aspetti che, se confermati, renderebbero ingestibile il settore RCA per la maggior parte di noi agenti intermediari in assicurazione dal momento in cui gli adempimenti, così come contemplati, declinano solo nuove responsabilità, nuovi

maggiori costi di gestione, e un’altra fetta di tempo da sottrarre al nostro core business per dedicarlo ai nuovi oneri amministrativi. Il tutto a fronte di un vantaggio a somma zero per gli stessi consumatori.

Ma la vera sorpresa è stata l’aver dovuto constatare che rispetto alla sua formulazione originaria la norma racchiusa nell’art. 34 è stata addirittura rivista in pejus, nella portata e negli effetti, al punto da venir disattesa la ratio della norma come originariamente intesa dal legislatore. Basta solo ricordare che la legge si limitava a dare l’indicazione di “informare il cliente” e non c’era alcun obbligo di fornire i 3 preventivi conservandone copia, addirittura cartacea, per eventuali future verifiche.

Peggio ancora, è che tale rivisitazione si asserisce, differentemente da quella che è invece la realtà, collimare con il desiderata degli agenti e di parte dei consumatori che avrebbero proposto, testualmente, che “vadano forniti al cliente preventivi ad hoc, cioè

personalizzati, in relazione alle caratteristiche specifiche del singolo soggetto in quanto maggiormente rispondenti allo spirito ed alle finalità della norma”.

A prescindere dalla lettera di chiarimento che Le è già pervenuta dalle nostre organizzazioni sindacali Sna e Unapass, non risulta, almeno in capo al pensiero del grande numero di agenti che noi Presidenti dei Gruppi Agenti insieme rappresentiamo, un solo caso propenso a sposare la proposta dei preventivi ad hoc. Ci risulta, al contrario, che Sna e Unapass abbiano invece rappresentato, motivato e sostenuto con fermezza l’inefficacia e inapplicabilità di tale norma.

E’ pensiero comune che allo stato attuale tale provvedimento sembrerebbe prefigurare un chiaro e diretto attacco alle agenzie di assicurazioni, a tutto vantaggio del canale diretto per il quale tale obbligo, invece, non sussiste. Questo, tra l’altro, ci risulta di essere non in linea con l’orientamento con la disciplina comunitaria e nazionale in materia di intermediazione come, per di più, Lei stesso ha dichiarato nell’audizione alla X Commissione del Senato del 03/2/2012.

Da qui la decisione di percorrere ogni strada utile a ricondurre la portata della norma e più in generale del Regolamento entro i parametri dell’efficienza e dell’efficacia presentando, nelle more della pubblica consultazione, le nostre istanze e osservazioni quindi attivandoci, nella denegata ipotesi in cui non trovassero accoglimento, con iniziative, anche di mobilitazione, in tutte le sedi istituzionali e politiche a sostegno di chi non è più disponibile a veder disperdere il proprio lavoro e la propria professione.

Con l’auspicio che la Sua particolare attenzione al settore accompagnata dalla sua esperienza e competenza favoriranno una rivisitazione del regolamento con l’accoglimento delle nostre istanze, formuliamo i nostri migliori saluti.

…E QUELLA AI TOP MANAGER – La lettera è stata inviata a George Sartorel (Allianz Lloyd Adriatico), Andrea Mencattini (Augusta), Andrea Rossi (Axa Italia), Patrick Dixneuf (Aviva), Roberto Laganà (Carige), Gianbattista Mazzucchelli (Cattolica), Gabriele Galateri di Genola (Generali), Luigi Lana (Italiana), Ermanno Grassi (Itas), Emanuele Erbetta (Milano Assicurazioni), Roberto Guarena (Vittoria) e Camillo Candia (Zurich). Ecco il testo integrale.

Egregi Signori,

da una prima lettura del Documento di consultazione Isvap n° 49/2012 in pubblica consultazione emergono parecchi aspetti che, se confermati, renderebbero ingestibile il settore RCA per la maggior parte degli agenti di assicurazioni, dal momento in cui gli adempimenti in esso contemplati declinano nuove responsabilità, nuovi maggiori costi di gestione, e un’altra fetta di tempo da sottrarre al nostro core business mercantile per dedicarlo alle attività amministrative. Il tutto a fronte di un vantaggio a somma zero per gli stessi consumatori.

Peggio ancora, non si comprende come mai l’Isvap abbia addirittura ritenuto di intervenire peggiorando la portata di quanto proposto originariamente dal legislatore. Basta solo ricordare che la legge si limitava a dare l’indicazione di “informare il cliente” e non c’era alcun obbligo di fornire i 3 preventivi conservandone copia, addirittura cartacea, per eventuali future verifiche.

Considerata la gravità della situazione ci rivolgiamo a Voi in forma congiunta, per parteciparVi sulle conseguenze devastanti, e le ripercussioni, in termini di costo e tempo da sottrarre alla nostra attività commerciale, degli effetti di un siffatto ordine di regolamento, nella denegata e insperata ipotesi, in cui entrasse in vigore senza che non vengano tenute in debita considerazione osservazioni, emendamenti e ipotesi di intervento sui meccanismi operativi, che peraltro sarebbe opportuno condividere e suggerire di concerto.

E’ sensazione ormai comune, almeno da parte di noi sottoscritti, che l’attività regolamentare, se così esercitata, miri a indebolire unicamente il canale agenziale tradizionale non ravvedendosi alcun beneficio per il consumatore ma un solo vantaggio competitivo per il canale diretto. Non solo. Ad essere colpite sono anche le compagnie. Sia solo detto del prezzo che dovranno indirettamente pagare in termini di tempo sottratto, ipso facto, alla produzione delle rispettive reti agenziali.

In tal senso ci si rende d’obbligo informarVi che il grande numero di agenti da noi rappresentati sono pronti a fare fronte comune agendo nelle sedi deputate, ovvero, qualora si rendesse necessario, attivarci con iniziative, anche di mobilitazione, in tutte le sedi istituzionali e politiche, compreso il Tar, o la Corte di Giustizia Europea, a sostegno di chi non è più disponibile a veder disperdere il proprio lavoro e la propria professione.

Va da sé, che sarebbe auspicabile trovare, studiare e valutare INSIEME, quali azioni intraprendere, unitamente alla Vostra associazione Ania, che v’invitiamo a informare della nostra iniziativa.

Nelle more, seppure i tempi sappiamo essere veramente stretti, anticipiamo da subito per titoli quelle che sono, a nostro parere, le indicazioni da inviare all’Isvap entro il 25 luglio p.v. e sulle quali siamo disponibili a poterci confrontare anche con Voi:

 

1. analogia a compagnie telefoniche, vale dire non preventivi ad hoc ma semplice banner, in particolare quando arrivano anche alle agenzie tramite internet richieste di preventivo sul sito web agenziale;

2. le modifiche regolamentari e gli effetti che ne derivano, devono rivolgersi, quindi valere, nei confronti di chiunque intermedi, a prescindere dal canale di collocamento (banche, poste, dirette…);

3. preventivi standardizzati come proposto da Ania e non 3 preventivi ad hoc;

4. la nuova norma deve valere solo per i contratti di nuova emissione e non in caso di semplice rinnovo di rate a scadenza, in particolare per le polizze che già prevedono il tacito rinnovo;

5. proroga dell’entrata in vigore di almeno 6 mesi. Sul regolamento è scritto che entra in vigore il giorno dopo la pubblicazione, quindi presumibilmente l’1 agosto. Sarebbe una pazzia!

6. facoltà per il cliente di poter esplicitamente rinunciare ai 3 preventivi. (il riferimento è al diritto di rinuncia così come già contemplato per l’adeguatezza oppure per i prodotti finanziari).

Vi facciamo presente che abbiamo già scritto l’allegata lettera al presidente dell’Isvap per esternare tutte il nostro disappunto.

       

Redazione – Intermedia Channel

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One Comment;

  1. Angelo said:

    L’attitudine delle compagnie a massimizzare i propri profitti le porta a perseguire strategie recepite dal mondo bancario presente nei loro pacchetti azionari, che mirano a trasformare la rete distributiva da esterna ad interna.
    Questo scrivevo il giorno 25 gennaio 2012 sul mio blog subito dopo la presentazione del decreto.
    Questa è la verità dei fatti.
    Sono contento che finalmente se ne parli perchè più si richiamerà l’attenzione sui veri beneficiari di questi provvedimenti, mmaggiori potranno essere le possibilità che tali provvedimenti vengano corretti.

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