ARTICOLO 34: IL MESSAGGIO DI CIRASOLA AGLI ASSOCIATI DEL GAA GENERALI

Vincenzo Cirasola primo piano Imc

Il presidente della rappresentanza agenziale del gruppo assicurativo triestino si dice pronto, insieme con altri gruppi agenti, a ricorrere anche al Tar contro lo schema di regolamento proposto dall’Isvap.

Vincenzo Cirasola (nella foto), presidente del gruppo aziendale agenti Generali, ha scritto una lettera agli associati in merito alla pubblicazione del regolamento attuativo da parte dell’Isvap e relativo all’articolo 34 della legge sulle liberalizzazioni.

«Ancora una volta si è ritenuto di sovraccaricare gli agenti di un numero rilevante di adempimenti, pena l’applicazione di sanzioni severissime, aggravando in tal modo lo squilibrio già presente tra diversi soggetti in ambito Rc auto», scrive Cirasola. «Di fatto, tale provvedimento prefigura un chiaro e diretto attacco alle agenzie di assicurazioni, a tutto vantaggio del canale diretto per il quale tale obbligo, invece, non sussiste. L’Isvap, per di più, ha peggiorato quanto proposto dal legislatore allargando l’operatività dell’art. 34 non solo alle nuove emissioni, ma a tutte le scadenze annuali. Per quest’ultimo aspetto auspichiamo, comunque, che ci sarà un’interpretazione più elastica per le polizze, come le nostre, che già prevedono il tacito rinnovo automatico».

Nella missiva, Cirasola si dice «alquanto stupefatto nell’apprendere che, mentre l’Ania e una parte dei consumatori avevano proposto all’Isvap un’informativa standardizzata e precostituita che avrebbe comportato la consegna di profili di contraenti-tipo oltre a una tariffa di riferimento, un’altra parte dei consumatori e le principali associazioni sindacali degli agenti, invece, hanno proposto, testualmente, che vadano forniti al cliente preventivi ad hoc, cioè personalizzati, in relazione alle caratteristiche specifiche del singolo soggetto in quanto maggiormente rispondenti allo spirito ed alle finalità della norma. L’Isvap ha ignorato la proposta di Ania e consumatori e sembrerebbe aver condiviso quella delle associazioni degli agenti scegliendo come opzione regolamentare la presentazione di almeno 3 preventivi personalizzati».

Il presidente del Gaa Generali fa appello ai sindacati di categoria, affinché «scrivano immediatamente all’Isvap per fare presente che non corrisponde alla realtà che la maggior parte degli agenti preferisce, tra le due opzioni palesate, i preventivi ad hoc».

Nel caso non lo faranno, puntualizza Cirasola, sarà il Gaa a farlo. «Siamo di fronte all’ennesima sconfitta della nostra categoria subita nell’assoluto silenzio», continua ancora l’agente pugliese. «Tale nuova norma dell’Authority è il frutto di una politica sindacale caratterizzata da atteggiamenti estemporanei, contraddittori e del tutto inadeguati alla situazione, il cui risultato non solo è deludente ma ci conferma che, forse, un certo modo di far sindacato è definitivamente finito dimostrando un sistema del tutto superato di intendere la nostra rappresentatività e credibilità. Sono questi i motivi che ci spingono ad andare avanti nel farci promotori, unitamente agli altri gruppi agenti, del progetto di unificazione della categoria in una “casa comune” denominata ANA, Associazione Nazionale Agenti di Assicurazione, nel rispetto di quanto deliberato in data 25 maggio u.s. dal nostro consiglio direttivo che ha saputo dimostrare, ancora una volta, grande lungimiranza».

Cirasola ha anche interloquito telefonicamente con Manlio Lostuzzi, vice direttore generale della compagnia triestina, il quale ha, si legge nella lettera, condiviso le ansie e le preoccupazioni degli agenti, esprimendo «anch’egli forte disappunto per la situazione che si è venuta a creare per le conseguenze economiche che, inevitabilmente, si riverseranno anche sulla nostra mandante».

Il presidente del Gaa Generali ha chiuso il suo messaggio «garantendo a tutti che, questa volta, a prescindere da quello che faranno i sindacati di categoria, non rimarremo inerti e silenti ma riuniremo le nostre forze, insieme anche agli altri Gaa, per presentare con urgenza le nostre osservazioni e proposte, attivandoci con iniziative, anche di mobilitazione, in tutte le sedi istituzionali e politiche, compreso il Tar, a sostegno di chi non è più disponibile a veder disperdere il proprio lavoro e la propria professione».

        

Redazione – Intermedia Channel

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5 Comments

  1. Maurilio Traetto said:

    Basta con questi messaggi che sono da ritenersi privi di verità. Gli agenti sono degli imprenditori ma non per certe compagnie. L’art. 34 offrirebbe loro di poter lavorare per il consumatore e questo la propria mandante non lo vuole.
    Se un agente fosse veramente un intermediario il settore RC auto lo gestirebbe con tutte le società operanti in Italia mentre se un agente in regime 3 ( anzi oggi 1 o 2) consiglia ad un proprio cliente una compagnia della concorrenza con minor premio si vede ricevere subito l’amicizia ” pelosa ” dell’incaricato, il quale, senza indugio, lo invita a non fare attività di concorrenza pena revoca del…….
    Maurilio Traetto
    Presidente di SNIASS

    • Angelo said:

      Caro Maurilio, chi come te sostiene che l’anomalia del mercato sia la rete distributiva fa gli interessi delle lobby assicurative-bancarie che mirano a massimizzare i profitti incentivando i canali distributivi diretti.
      Eppure basterebbe leggere le pubblicazioni dell’ANTITRUST fin da quando c’era Catricalà.

      Le liberalizzazioni del mercato assicurativo si affrontano approfondendo e risolvendo le situazioni che impediscono una sana concorrenza:

      Lo dice l’ANTITRUST fin da quando c’era Catricalà.

      1 – la forte concentrazione delle compagnie – oltre l’85 % delle società hanno amministratori comuni o comunque riconducibili a tutti Mediobanca (vedi audizione antitrust del 29 settembre 2010) -;

      2 – le compagnie autorizzate al ramo RCAuto che abbandonano i territori con maggiore criticità, conseguono vantaggi competitivi rispetto ai loro concorrenti disattendendo agli obblighi normativi (obbligo a contrarre);

      3 – la poca chiarezza delle garanzie prestate nel contratto impedisce al contraente/assicurato di scegliere quello più adeguato alle proprie esigenze;

      4 – il CARD, aumentando i costi dei sinistri, disincentiva le compagnie a diminuirli al punto che perdono interesse anche nella lotta alle frodi;

      5 – i costi dei sinistri lievitano anche per i prezzi dei ricambi esageratamente alti in quanto l’intero mercato italiano, in regime di oligopolio, è controllato da solo 4 società.

  2. Dario said:

    Io sono plurimandatario, ma ha ragione il collega. Non si può imporre per legge l’obbligo di preventivi personalizzati. E’ una norma antigiuridica. Il consumatore faccia il consumatore e gli agenti facciano i rappresentanti delle compagnie che rappresentano.

  3. Mauro Pecchini said:

    Capisco la smania di attaccare in ogni occasione l’Esecutivo Sna e la voglia, dopo due congressi da sconfitto, di spaccare la categoria e creare una nuova associazione, ma inviterei Cirasola almeno a leggersi la smentita dello SNA (prot. 127): “Rileva inoltre, con estremo rammarico, che l’Istituto di Vigilanza non solo non ha tenuto in alcuna considerazione le criticità espresse dalle associazioni di categoria, ma anzi ha attribuito loro posizioni mai espresse, quali la richiesta di preventivi personalizzati”.

    • Angelo said:

      Buongiorno Mauro Pecchini,
      sei testimone vivente dell’incapacità di discutere dei fatti senza farti andare il sangue agli occhi quando leggi il nome di chi scrive di quei fatti.
      Cerchiamo di concentrarci sui temi da discutere e proviamo a rispettare i nostri colleghi sempre.
      Comportiamoci in modo corretto per primi se vogliamo dare un contributo positivo.
      La voglia cieca di far prevalere le posizioni a discapito degli interessi in gioco danneggia tutta la categoria e cancella dalla faccia della terra qualsiasi progetto futuro.
      E’ evidente che gli interessi di tutti gli agenti che attendono da tanto tempo l’unità sindacale della categoria, mal si coniugano con gli interessi di chi è stato appena eletto nell’esecutivo nazionale.
      La sfida da vincere è: riusciranno i dirigenti sindacali ad abbandonare le proprie posizioni all’interno delle proprie organizzazioni per consentire la nascita di un progetto unico?
      Questo è il vero nodo della questione!

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