ARTICOLO 34: LE PROPOSTE DEL NETWORK ASSICURATORI DEL PD LOMBARDIA

Meno burocrazia e almeno sei mesi di tempo per una definizione più chiara degli standard operativi.  

«L’obbligo di confronto e informativa agli utenti su tre offerte Rc auto di compagnie appartenenti a diversi gruppi (art.34, comma 1) è coerente con i principi di trasparenza, con il divieto all’obbligo di esclusiva tra compagnia e agenti, con la creazione di maggior concorrenza. Ma necessita  di una attuazione meno burocratica, più efficiente ed efficace». Anche Francesco Bizzotto, portavoce del Network degli assicuratori del Pd della Lombardia, si unisce al coro di chi chiede di modificare il documento n.49/2012 posto in pubblica consultazione dall’Isvap.

Ecco quali sono state le indicazioni del Network all’Isvap sul Regolamento 49 in pubblica consultazione (oggi ultimo giorno):

1) Gestione cartacea. Va ridotto drasticamente questo aspetto. Pensiamo all’impatto sull’ambiente: circa 1.800 pagine per ogni polizza trattata! Una vera e propria esagerazione. Con l’aggravante che creerebbe l’effetto pratico opposto a quello dichiarato: maggior difficoltà di orientamento per il consumatore, costretto a districarsi fra montagne di carta. Ne sanno qualcosa le vittime dell’analogo modello adottato dal sistema bancario e finanziario per piazzare i titoli tossici al cliente consumatore. Per questo chiediamo si dia tempo almeno sei mesi per la semplificazione della documentazione e la sua gestione il più possibile affidata a sistemi informatici e telematici.

2) Uno standard di condizioni Rc auto di base o di riferimento, definito dall’Isvap. È indispensabile. Preveda la scatola nera e sia quotato dalle compagnie senza possibilità di deroghe. È il presupposto della concorrenza e dei confronti. L’istituto di vigilanza sia garante che l’informazione all’utente sia certificata oggettivamente.

3) Collaborazione di A con A. L’affermazione del valore insito nella disposizione di legge (trasparenza e concorrenza) è possibile, ora, prendendo atto di come opera il mercato. L’80% degli agenti (che investe per contattare l’utenza), quando si rende conto che la propria compagnia non ha la polizza giusta per il cliente, si rivolge al collega di piazza che ce l’ha e con lui condivide il cliente, la provvigione e la responsabilità di servizio. Questa collaborazione è legalizzata tra agenti e broker (A con B), tra subagenti e più agenti (E con A e B), ma non tra agenti e agenti (A con A). In attesa di rivedere l’intera materia che regolamenta l’intermediazione, la si legalizzi. Allora l’obbligo di confronto sarà praticabile, perché verrà recuperata la condizione delle disposizioni di legge in vigore che lo sostanzia: il divieto di anteporre il vincolo di esclusiva all’interesse del cliente. Senza la libertà di collaborazione di A con A, la disposizione in questione risulta di complessa e costosa applicabilità.

4) Eliminare l’obbligo, non solo della triplice informazione Rc auto, ma anche della compilazione dei documenti di adeguatezza per gli utenti non “consumatori” (professionisti, enti e imprese), mantenendo una informativa standard sulla confrontabilità dell’offerta e sul Tuopreventivatore Isvap.

5) Prevedere la possibilità regolamentata per l’intermediario di essere remunerato dal cliente con parcella di consulenza, a partire in via sperimentale dal non consumatore, come proposto recentemente anche dall’Aiba.

Redazione – Intermedia Channel

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