ARTICOLO 34: PRIMA LE PROPOSTE, POI LE FORME DI PROTESTA GRADUALI

Riunione art. 34 Milano IMC

Sna, Unapass e gruppi agenti si sono riuniti oggi a Milano per definire una strategia comune da adottare per contrastare lo schema di regolamento proposto dall’Isvap sull’obbligo di confronto delle tariffe Rc auto. Non sono mancati momenti di tensione in sala.

Al termine di una giornata intensa, che ha vissuto anche attimi di alta tensione culminati con l’abbandono di alcuni presidenti di gruppo aziendale, si è svolta oggi a Milano la tanto attesa riunione convocata da Sna, Unapass e dai rispettivi organismi rappresentativi dei gruppi aziendali agenti (Comitato Gaa e Focus Group), allo scopo di definire e condividere delle «azioni immediate unitarie» per contrastare quanto riportato nel documento posto in pubblica consultazione dall’Isvap e riferito all’articolo 34 (obbligo di confronto delle tariffe Rc auto). All’incontro hanno preso parte anche i consulenti legali  di Unapass (Rudi Floreani) e dei 12 presidenti di gruppo (Andrea Bullo).

Quasi sei ore di full immersion al termine del quale è stato definito un documento congiunto del quale Intermedia Channel non è ancora in possesso (sarà diramato presumibilmente nella giornata di domani), ma che può anticiparvi in anteprima. In sostanza, si è deciso di presentare all’Isvap osservazioni volte a ribadire l’inapplicabilità delle norme  contenute nel documento in consultazione n.49/2012, nonché opportuni emendamenti; sarà richiesto il differimento della sua entrata in vigore anche allo scopo di verificare le condizioni di una possibile attuazione che non gravi sull’economia agenziale e sul servizio ai consumatori.

Inoltre, si cercherà di responsabilizzare le compagnie sulla impossibilità ad adempiere alle norme contenute nel documento 49/2012. Fra gli obiettivi c’è naturalmente il coinvolgimento dell’intera categoria sulla inapplicabilità di quanto previsto nel documento n.49, stante l’impossibilità oggettiva di porlo in essere. Sarà proclamato lo stato di agitazione della categoria programmando azioni di protesta graduali fino a organizzare una o più giornate di sciopero, comprese azioni di tipo legale. Saranno messe in atto iniziative anche mediatiche di sensibilizzazione della pubblica opinione coinvolgendo le associazioni dei consumatori e ambientaliste. Saranno attuate azioni di sensibilizzazione presso i vertici della nuova authority di vigilanza Ivarp sulle problematiche evidenziate e sarà formalizzato alle compagnie che taluni vincoli presenti nei rapporti contrattuali intercorrenti con gli agenti, costituiscono un impedimento all’assolvimento degli obblighi derivanti dalla norma.

I LAVORI DELLA MATTINA – Circa 80 i presenti alla riunione, fra membri dell’esecutivo nazionale dello Sna, vertici dell’Unapass, presidenti e rappresentanti di gruppo e, come detto, consulenti legali. Hanno preso la parola in sequenza: Jean François Mossino, presidente del Ga Sai («nessun agente può ottemperare alla norma: facciamo slittare di sei mesi l’attuazione del regolamento e chiediamo a banca d’Italia di migliorare il Tuopreventivatore»), Vincenzo Cirasola, presidente del Gaa Generali («non è il caso di attuare forme di protesta adesso: il documento è stato pubblicato allo scopo di presentare osservazioni. Troviamo modalità più semplici per fornire i preventivi»), Andrea Bullo, avvocato ed esperto di diritto amministrativo e commerciale in diversi settori, fra cui quello assicurativo («lo schema di regolamento è mal scritto, fra l’altro non dà termini per la conservazione della documentazione ed è in aperto conflitto con il Regolamento 5»), Francesco Saverio Bovio, presidente del Magap («passiamo subito alla fase di protesta, non possiamo accettare delle norme scritte da chi non conosce la disciplina. Occorre fare la voce grossa»), Nicola Picaro, presidente Gaa Sai («è impossibile applicare questa norma, dobbiamo disattenderla mettendo in campo azioni di protesta, ma con una certa gradualità»), Roberto Salvi, presidente del Gaat («se non ci facciamo sentire sarà la fine del ramo Rc auto. Tutte le azioni di cui stiamo parlando andavano attuate mesi fa e invece siamo rimasti immobili», Pietro Melis, presidente di Agit («la categoria degli agenti è sotto attacco, sia politicamente, sia dal punto di vista del regolatore. Occorrono interventi decisivi, ma graduali, partendo da uno sciopero dell’Rc auto»), Roberto Zambelli, presidente del Ga Fata («proviamo a seguire alla lettera questo regolamento e vediamo come si attrezzeranno le compagnie per far fronte a queste problematiche»), Andrea Consonni, dell’Aau («sarei più per presentare proposte piuttosto che protestare, sviluppiamo l’idea del consenso informato e del rifiuto, lo ritengo più efficace»), Roberto Fresia, presidente del Gaa Aurora («proviamo a chiedere un aiuto alle compagnie, noi non siamo una lobby e i nostri sponsor non contano un granché. Favorevole all’autodenuncia e allo sciopero»), Dario Piana, presidente del Gam («è ormai troppo tardi per fare delle proposte, va bene non applicare la norma, a patto però che i sindacati difendano gli agenti che rischiano sanzioni e altro»), Enrico Ulivieri, presidente del Gaz («sono per le forme di proposta e di protesta, l’una non deve escludere l’altra. Noi 12 presidenti abbiamo redatto un documento, partiamo da qui»), Federico Serrao, presidente del gruppo agenti Augusta («da 4-5 mesi ho sentito parlare di stralcio della norma, non è successo nulla, abbiamo perso solo tempo. Puntiamo al rinvio di sei mesi della norma»), Dario Castoldi, membro del gruppo di lavoro Rc auto dello Sna («occorre per prima cosa attuare l’autodenuncia, poi presentiamo una proposta ed eventualmente passare a forme di protesta»), Roberto Arena, presidente gruppo agenti Vittoria («i tempi sono stretti. Noi 12 presidenti abbiamo preparato un documento. Partiamo da questo, integrandolo e modificandolo»), Massimo Congiu, presidente Unapass («le forme di proposta e di protesta sono complementari, per questo bisogna tenerle entrambe in considerazione. Tuttavia sono per seguire logiche lobbistiche, nei giorni scorsi è stato presentato e accolto un emendamento teso a far slittare l’applicabilità del 34 di altri 120 giorni, visto lo stato in cui si sta venendo a trovare l’Isvap, praticamente posta in liquidazione. Proviamo anche ad avere un approccio positivo con Banca d’Italia. Fra le forme di protesta estreme, non trascuriamo l’impugnazione al Tar») e Claudio Demozzi, presidente dello Sna («nei giorni scorsi abbiamo voluto sentire il punto di vista di tutti i colleghi che non sono presenti in questa aula, la base iscritti Sna più i non iscritti, ai quali abbiamo posto alcune soluzioni di protesta da adottare. Ebbene il 90% degli intervistati tende a percorrere la via del ricorso amministrativo perché giudica la norma anticostituzionale. La base degli iscritti ci chiede di elaborare un documento congiunto e l’autodenuncia collettiva»).

I LAVORI POMERIDIANI – «La norma è stata scritta male e regolamentata peggio», ha evidenziato Floreani, il quale ha invitato i presenti a concentrarsi sugli emendamenti da presentare e a stilare un documento unico». Arriva il momento di mettere nero su bianco. È qui che la situazione sfugge di mano: qualche osservazione di troppo, qualche attacco di natura personale e la tensione sale fino al punto che alcuni fra i 12 presidenti di gruppo aziendale (attorno alle ore 16,40), fra i quali Enrico Ulivieri, Vincenzo Cirasola e Luigi Mingozzi, in disaccordo su alcuni punti, decidono di lasciare la sala. Otto minuti dopo anche Roberto Salvi opterà per questa decisione. Altri, come Pietro Melis, sbottano, ma resistono. Alla fine (ore 18 circa), pur fra mille difficoltà, il documento vede la luce.

Fabio Sgroi – Direttore Intermedia Channel

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