ARTICOLO 34: SNA STUDIA UN POSSIBILE RICORSO PER INCOSTITUZIONALITA’

Il Sindacato nazionale agenti evidenzia, tuttavia, come questa strada sia difficile da percorrere e non immediatamente attivabile». Ecco il perché…

Valutare tutti i risvolti anticostituzionali del provvedimento legato al Regolamento 49/2012 dell’Isvap. È quello che sta facendo lo Sna che ha deciso di rivolgersi a un avvocato costituzionalista. «Tuttavia, quella dell’incostituzionalità è una strada assai lunga da percorrere e non immediatamente attivabile, per cui va necessariamente preceduta da altre iniziative», ha detto Claudio Demozzi (nella foto), presidente del Sindacato nazionale agenti.

Secondo quanto riferito dal sindacato di via Lanzone, «sono infatti previste due sole vie di accesso al giudizio della Corte: procedimento in via incidentale (indiretta o di eccezione) e procedimento in via di azione (diretta o principale); nel primo la questione di legittimità può essere sollevata nel corso di un giudizio e davanti a una autorità giurisdizionale; per l’altro la facoltà è data unicamente allo Stato e alle Regioni (e alle province autonome di Trento e Bolzano) di presentare direttamente un ricorso di incostituzionalità avverso le leggi rispettivamente della Regione e dello Stato (o di altra Regione). Esiste poi l’ulteriore ipotesi del  conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato determinato da una legge o atto avente forza di legge. In Italia, non è ammessa alcuna ipotesi di accesso diretto del singolo individuo alla Corte Costituzionale per tutelare diritti costituzionalmente garantiti che si ritengano essere stati lesi».

Quella della incostituzionalità è stata la risposta più gettonata da chi ha partecipato alla pubblica consultazione indetta dallo Sna attraverso il proprio sito istituzionale. Il sindacato aveva indicato sei proposte di azioni sindacali, chiedendo un parere agli iscritti. L’ipotesi della via dell’incostituzionalità è preferita dal 90%, seguita, nell’ordine, dalla proposta di inviare direttamente e singolarmente all’Isvap le proprie osservazioni (79,9%), adesione all’autodenuncia (74,1%), manifestazione davanti alle sedi istituzionali del Governo, conferenza stampa che dia risalto alla mobilitazione, con particolare riferimento alla pubblica distruzione di facsimili di contrassegno (64,4%) e chiusura a oltranza delle agenzie (64,3%).

Redazione – Intermedia Channel

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