ASAPS: “PRIVATIZZAZIONE” DEI RILIEVI STRADALI, E’ PROPRIO NECESSARIO?

BISERNI Giordano

Giuliano Biserni ImcCon un articolo a firma del presidente Giordano Biserni (nella foto) pubblicato sul sito dell’associazione, anche l’ASAPS (Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale) prende posizione sulla questione della possibile “privatizzazione” nella rilevazione degli incidenti senza feriti gravi. L’associazione esprime le sue perplessità soprattutto su quelle che dovrebbero essere i vantaggi delle nuove misure che dovrebbero essere introdotte dal decreto “recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni”, ovvero quello di recuperare personale da impiegare in altre attività di polizia.

I precedenti, ricorda l’ASAPS, non sono certamente rassicuranti: “Vogliamo ricordare la privatizzazione dei servizi di controlli negli aeroporti, in buona parte anche nelle grandi stazioni ferroviarie, sono stati privatizzati poi i servizi di scorta a Trasporti Eccezionali e, in larga parte, le scorte a gare ciclistiche con le moto staffette, escluse le gare più importanti. E’ stato utile? – si chiede Biserni –. Sulla carta certamente. Però se andiamo a vedere quante pattuglie ha recuperato la Polizia Stradale rimaniamo abbastanza delusi. L’incremento è stato quasi irrilevante e soprattutto decrescente negli anni. Traduciamo. Non è che eliminate le 30-35.000 scorte l’anno a T.E., abbiamo guadagnato 30-35.000 pattuglie l’anno sulle strade, idem per la Polfer. Noi vediamo sempre meno agenti sui binari“.

Per questo, l’associazione si chiede se non sia utile riportare gli organici a livelli sufficienti per garantire determinati servizi: “A noi viene un dubbio, ma è proprio utile creare nuove figure mentre – facciamo un esempio che conosciamo bene – mancano da anni più di 2.000 agenti nell’organico della Polizia Stradale? E il mancato incremento di divise sulle strade non dipenderà anche dall’età media che per la Polizia sta sfiorando i 46 anni. La Stradale in alcuni reparti schiera pattuglie con coppie di agenti che fanno in totale 105 -110 anni. Uomini stanchi e spesso consumati dal cocente sole autostradale o dal gelo sui passi appenninici. Vogliamo parlarne?

Noi siamo del parere – conclude Biserni – che prima delle ausiliarietà si dovrebbero ripianare e potenziare i ranghi della Polizia Stradale e delle Polizie Locali là dove ci sono vistose carenze. Sulla strada servono professionisti veri e qualificati“.

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One Comment;

  1. silvio Tilesi said:

    Mi sembra assurdo dire che a 45/46 anni una persona possa essere considerata veneranda, men che meno cotta dal sole o congelata dai passi appenninici
    e poi con quali soldi egregio dott. Bisemi dovrebbe essere incrementato l’ organico?????
    Saluti
    Silvio Tilesi

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