Assemblea Anagina, clima disteso tra agenti e compagnia

Anagina Imc

Anagina Imc

(di Enrico Levaggi – Iotiassicuro.it)

E’ un’atmosfera improntata al dialogo quella che si respira al Teatro Massimo di Palermo, dove ieri si è conclusa l’82esima assemblea di Anagina. Fin dal messaggio del presidente Davide Nicolao che non nasconde i problemi sul tappeto, ma lancia un appello all’equilibrio e alla responsabilità. Tutto questo alla luce di una situazione molto critica per il Paese. “Persino la nazionale di calcio, per la prima volta dopo 60 anni, non si qualifica per i Mondiali”, ricorda: “anche questo è un segnale. Ecco: in questo contesto, anche noi agenti dobbiamo fare di tutto per dare una mano a questo paese. Con senso di responsabilità”.

Il contesto non è facile neppure per il mondo assicurativo. “Il mercato vita è stato stravolto”, ricorda Nicolao, “le gestioni separate lasciano il passo al ramo III, i prezzi dell’auto crollano in maniera vertiginosa, mentre il mercato dei danni ha sì tutti i crismi per crescere, ma la sensibilità non si traduce ancora in un’assicurabilità immediata”.

Tutto questo mentre compagnia e agenti dovranno confrontarsi (e possibilmente trovare un’intesa soddisfacente) su tre temi importanti: “il mandato unico, l’accordo dati e l’accordo nazionale di primo livello, fermo dal 2005. Noi abbiamo la voglia e l’entusiasmo di arrivare alla quadratura”, sottolinea Nicolao, “la strada scelta da Anagina non è di guardarsi da altre parti: la nostra cultura è monomandataria. Il nostro messaggio è chiaro: la volontà di Anagina è di trovare un accordo con la compagnia. Ma quando ci si sposa, bisogna essere in due”.

Marco Sesana, amministratore delegato e country manager di Generali Italia, risponde con la mano tesa. Intervenuto subito dopo Nicolao, riconosce, a più riprese, il ruolo degli agenti non solo nella distribuzione, ma anche in fase preliminare. “Si puo vincere su tante cose”, dice Sesana, “abbiamo già vinto nel modo in cui lavoriamo insieme. La vostra partecipazione ai tavoli di lavoro sta rendendo il prodotto finito molto, migliore di come sarebbe. Stiamo lavorando su tante iniziative in questo ambito: preventivazione, vita, missione, sinistri, tutti strumenti che – a quanto credo – saranno fondamentale nei prossimi mesi”.

Quali gli obiettivi a cui compagnia e agenti dovranno lavorare? “Prima di tutto, l’eccellenza tecnica”, dice Sesana. “Abbiamo dato un grande impulso nello spostamento dal ramo I al III. Dobbiamo farlo ancora di più: la value proposition dei nostri prodotti deve essere compresa, spiegata, valorizzata. Non vogliamo diventare asset manager, ma dare prodotti a basso rischio per le famiglie italiane, che garantiscano ai clienti ritorni nel lungo periodo”.

Eccellenza tecnica, prosegue Sesana echeggiando l’analisi di sistema tracciata da Nicolao, “vuol dire anche molta attenzione all’assunzione nei rami auto. Ancora una volta, voglio ribadire che non stiamo cercando una straordinaria profittabilità in questo settore, ma l’equilibrio”. Sui danni non auto, invece, “abbiamo molto spazio per fare di piu: nel paese si sta creando cultura e dobbiamo continuare a insistere”. Sesana ha definito altri due obiettivi: “la grande attenzione all’efficienza, ai costi. E il cambiamento”. Che ha molti protagonisti, a partire dalla digitalizzazione (“trasforma il modo di lavorare, è inesorabile e dobbiamo cavalcarla”) e dal welfare. “In Italia, il 75% della spesa sanitaria è a carico dello stato, il 23% è tirato fuori di tasca propria dagli utenti e il resto assicurazioni”, ricorda Sesana, “lo stato decrescerà. Mentre la quota oggi occupata dalla spesa individuale rappresenta lo spazio in cui dovranno entrare le assicurazioni”. A questo proposito, Generali Italia ha formato Welion, società di servizi che, già nel nome, richiama “welfare, wellness e il Leone” e che vuole proporre nuove formule per sanità e previdenza. La sfida è aperta.

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