ASSEMBLEA ANIA 2013: RELAZIONE DEL PRESIDENTE MINUCCI

Aldo Minucci (7) HP Imc

Aldo Minucci (8) ImcL’Assemblea annuale ANIA di oggi a Roma, contrassegnata dal titolo “Più protetti, più sicuri, più liberi“, ha visto in apertura la relazione del presidente Aldo Minucci (nella foto). Nel suo intervento, Minucci ha affrontato diversi temi, partendo dalla congiuntura economica del Paese ed elencando alcune priorità che permettano il superamento della crisi attuale: correzione del cuneo fiscale, decontribuzione almeno triennale per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, manovre atte a favorire l’ingresso nel mondo del lavoro di “nuove risorse“, riforma della giustizia civile, tavolo di confronto con le authorities sulle controversie Rc Auto per definire “modalità di conciliazione e mediazione più efficienti”.

Parlando del settore assicurativo italiano, Minucci ne ha poi sottolineato la funzione economica, ricordando come gli investimenti delle imprese assicurative  coprano l’11% circa del debito pubblico italiano, con uno stock che sfiora i 220 miliardi di Euro. Il presidente ANIA ha anche elencato alcuni risultati del settore: dalla ripresa della nuova produzione del ramo vita, cresciuta del 22% nei primi quattro mesi del 2013 rispetto allo stesso periodo dell’anno passato, alla ripresa della redditività, con un utile netto di 5,8 miliardi di Euro dopo perdite pari a 4,4 miliardi cumulate nel biennio 2010-2011. L’azione delle imprese del settore potrebbe però non essere sufficiente, ammonisce Minucci. “La nostra operatività è appesantita da un eccesso di vincoli e adempimenti, molti dei quali di nessuna utilità per gli assicurati, che incidono però pesantemente sui costi di gestione“. “Su questo tema – avverte il presidente ANIA – è indispensabile una riflessione comune con l’Autorità di Vigilanza, per arrivare a una profonda rivisitazione del quadro regolamentare“.

Minucci ha quindi iniziato ad affrontare le questioni cardine della propria relazione, partendo dal risparmio e dagli investimenti a lungo termine. Ricordando come gli assicuratori “siano naturalmente portati a operare secondo logiche di investimento a lungo termine“, il presidente ANIA ha detto che il settore è pronto a dare il proprio contributo all’economia reale. A patto che sussistano tre condizioni: un mercato finanziario dotato di strumenti coerenti con “principi di sicurezza, liquidità, diversificazione e redditività“, una normativa di vigilanza (ad esempio, Solvency II) che non penalizzi gli investimenti a lungo termine e un regime fiscale che incentivi in modo effettivo le forme di risparmio ed investimento a lungo termine.

Parlando quindi del sistema di welfare, Minucci ha ricordato come si sia ancora lontani da un modello moderno in grado di offrire coperture efficaci a tutti i rischi connessi (demografici, sanitari, finanziari, ambientali), ribadendo innanzitutto la necessità di un maggiore sviluppo della previdenza complementare a partire da alcune misure già identificate dall’associazione: trasparenza sulla pensione pubblica che verrà percepita, flessibilità nell’esercizio dei diritti degli aderenti, ulteriori e maggiormente articolati incentivi fiscali. Occorrerebbe poi una promozione di coperture assicurative contro il rischio di non autosufficienza – da inserire automaticamente nell’offerta dei fondi pensione – e una profonda riflessione sul ruolo e sugli ambiti di operatività dei pilastri di finanziamento pubblico e privato del sistema sanitario.

Prendendo spunto dall’ultimo tema, il presidente ANIA ha poi affrontato il tema della responsabilità civile sanitaria. Le numerose denunce e l’aumento dei risarcimenti per i casi di malasanità hanno procurato all’industria assicurativa “ingenti perdite economiche” e crescenti difficoltà agli operatori del sistema sanitario nel trovare coperture a prezzi ragionevoli. La situazione non è più sostenibile per tuti i soggetti interessati, avverte Minucci, secondo il quale vanno identificate una serie di misure utili per mitigare i rischi di malpractice medica, contenere i costi e incrementare la disponibilità dell’offerta di coperture assicurative. Andrebbero in questa direzione l’inserimento di un risk manager nelle strutture sanitarie, processi di formazione per medici e operatori, monitoraggio sistematico degli errori; inoltre, ed è un cavallo di battaglia dell’associazione, occorrerebbe “la previsione di tabelle valutative del danno biologico e l’introduzione di limiti ai danni non patrimoniali“.

La relazione annuale si è quindi concentrata sulla questione delle calamità naturali. Minucci ricorda come l’industria assicurativa abbia da tempo offerto la disponibilità a cooperare nella costituzione di un sistema misto pubblico-privato di copertura del rischio catastrofale; un intervento più diretto del settore nella gestione di questi rischi avrebbe, secondo il presidente ANIA, una serie di benefici: alleggerimento del peso sui conti pubblici, responsabilizzazione dei proprietari delle abitazioni, maggiore trasparenza e tempistiche di risarcimento (a questo proposito, Minucci ricorda i 600 milioni di Euro – 50% dei danni risarcibili – già liquidati dalle compagnie) più certe. Il sistema di gestione assicurativa del rischio catastrofale delle abitazioni non può però prescindere, ribadisce il presidente ANIA, da una serie di elementi quali meccanismi che evitino “l’antiselezione del rischio” attraverso una maggiore diffusione delle coperture, uno Stato che assuma parte del rischio diretto e sia riassicuratore di ultima istanza per gli eventi di maggiore gravità e incentivi fiscali per i cittadini che sottoscrivono coperture per questa tipologia di rischi.

La parte predominante della relazione di Minucci è riservata all’RC Auto. Ad iniziare dal prezzo medio di polizza del 2012 – 560 Euro – e dal dato fornito sull’aumento delle tariffe dal 1994, ovvero dalla liberalizzazione. Secondo il presidente ANIA, l’aumento dei prezzi medi in termini nominali è stato pari al 63%, dato che contrasta fortemente con quanto viene periodicamente ricordato al riguardo dalle associazioni dei consumatori (e recentemente da Antitrust e IVASS), che riportano cifre ben superiori al 200%. Minucci ha anche ricordato come gli aumenti siano derivati dalla dinamica combinata dei risarcimenti tra incrementi dei costi di riparazione e spese “fuori controllo per effetto delle decisioni dei tribunali” per gli indennizzi dei danni fisici. Il risultato tecnico dell’RC auto è però tornato in positivo per 1,9 miliardi di Euro nel 2012, dopo tre esercizi negativi consecutivi, permettendo una discesa delle tariffe del 6% da settembre 2012, con un premio medio che ora si attesta a 525 Euro. Nella relazione si fa però riferimento al fatto che il positivo andamento sia dovuto a fenomeni congiunturali che hanno determinato una forte riduzione della circolazione e quindi un significativo calo dei sinistri.

Parlando del tema del danno alla persona, Minucci è tornato sulla controversa questione delle tabelle di risarcimento dei danni gravi, la cui revisione non è ancora giunta in porto. Il presidente ANIA ribadisce come la normativa in via di approvazione sia finalizzata alla tutela delle vittime, smentendo i critici del provvedimento (che parlano di risarcimenti tagliati del 40-50%) soprattutto in riferimento al risarcimento del danno biologico permanente. Secondo Minucci, inoltre, l’approvazione della tabella comporterebbe un’immediata riduzione dei prezzi Rc auto del 3-5%, pari ad un miliardo di euro di risparmio.

L’ultima parte della relazione riguardante l’RC auto si sofferma sulla diffusione delle frodi assicurative, che nel nostro Paese ha raggiunto negli ultimi anni “livelli allarmanti“. L’ANIA sottolinea quindi quattro linee di intervento nel contrasto alle frodi: maggiore impulso e iniziativa a supporto dell’attività investigativa da parte dell’IVASS, incentivazione del risarcimento in forma specifica, dotazione di serie per tutte le nuove autovetture della “scatola nera” (ma con distinguo sull’obbligo per le imprese di offrire prodotti che includano la stessa) e termini di prescrizione abbreviati, rispetto ai due anni attuali, per la presentazione della richiesta di risarcimento.

Minucci si è soffermato quindi sulle tematiche inerenti alla distribuzione, criticando prima una serie di interventi legislativi – dall’apertura delle reti di distribuzione alla libera collaborazione – che non hanno centrato, secondo il presidente ANIA, obiettivi di una maggiore concorrenza utile ad un abbassamento medio delle tariffe, soprattutto nel settore Rc auto. Ma sono finiti nel mirino anche gli ultimi interventi normativi, che “contrariamente a quanto speravano alcune rappresentanze degli agenti che li hanno sollecitati” non hanno portato benefici alla categoria. Minucci ricorda a questo proposito il contratto base e l’Home Insurance, ed il pericolo che possano favorire “la disintermediazione delle reti distributive tradizionali“. Non sembrerebbe un ottimo viatico al prossimo tavolo con le associazioni degli intermediari, anche se il presidente ANIA assicura nuovamente la volontà di riavviare il dialogo per trovare punti di incontro sulle norme recentemente introdotte e su nuovi assetti negoziali.

Infine, Minucci è tornato sull’istruttoria Antitrust a carico di otto compagnie per possibile ostacolo al plurimandato. Il procedimento mette in discussione il rapporto fiduciario tra agenti e clienti, ha affermato il presidente ANIA, che non condivide l’assunto dell’authority, in quanto le clausole dei contratti di agenzia in esame “sono pienamente conformi alla natura intrinseca del rapporto fiduciario” che si instaura tra impresa e agenti. L’associazione è fiduciosa che l’istruttoria farà emergere la correttezza di comportamenti con il quadro normativo. Una diversa conclusione, avverte Minucci, metterebbe infatti “a rischio l’attuale struttura del modello distributivo“, con la conseguente revisione da parte delle imprese di tutti gli assetti negoziali che regolano i mandati agenziali.

Assemblea annuale ANIA – Relazione del presidente Aldo Minucci

L’Assicurazione italiana 2012-2013

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