Assemblea Annuale ANIA, la presidente Farina dimentica gli Agenti

ANIA - Assemblea Annuale 2016 IMC

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Nessun cenno agli Agenti nella prima relazione annuale della presidente Farina se non un riferimento numerico non corretto. Ignorati Fondo Pensione Agenti, Accordo ANA ed abolizione del tacito rinnovo

La relazione della prima Assemblea Annuale ANIA della presidenza di Maria Bianca Farina si è aperta, dopo i saluti di rito, con un’analisi del quadro macroeconomico europeo ed italiano, non senza un accenno a Brexit ed alle sue possibili ricadute. Sottolineata la ripresa e l’intervento del Governo in materia di sgravio delle imprese, la presidente ha rimarcato l’emergere di nuovi bisogni della clientela, innanzitutto welfare in senso lato.

Poi la parte relativa all’innovazione tecnologica, fonte delle prime delusioni degli Agenti presenti e delle loro associazioni di rappresentanza: la considerazione che stia emergendo una tipologia “nuova” di cliente, che recupera informazioni attraverso il web ma poi prediliga un contatto “fisico”, non trova menzione di quale sia questo contatto “fisico” dimenticando la prossimità degli Agenti ai loro clienti, ma faccia piuttosto riferimento ad una generica connessione di un “front end innovativo” con i canali distributivi in generale. Il timore dell’ingresso di nuovi competitors individuati nei grandi colossi del web (Google, Amazon etc.) viene rapportato poi all’industria assicurativa in primis e non già all’intermediazione.

Secondo sussulto durante l’analisi dei risultati di settore: facendo riferimento agli attori del comparto, individuati in 300.000 nel suo intervento (non così nella relazione consegnata o scaricabile dal sito istituzionale ANIA), gli Agenti sono stati indicati essere 200.000 (i 2/3) confondendo evidentemente così la quasi totalità degli intermediari con la categoria degli iscritti in sezione A. Precisazione importante, poi, la segnalazione che “in Italia – come nel resto d’Europa – si è assistito negli ultimi anni alla diffusione di un modello basato sulla multicanalità”. Unico riferimento agli Agenti quello sulla loro penetrazione di mercato: “Nei rami danni il canale prevalente è rappresentato dagli agenti, che hanno intermediato nel 2015 il 78,6% della raccolta premi. Seguono i broker, la cui quota di mercato, pari all’8,4%, risulta tuttavia sottostimata in quanto non tiene conto degli affari che tali intermediari presentano alle agenzie e non direttamente alle imprese (circa 25% dei premi)”.

“È indubbio – ha proseguito Farina – che l’ingresso di nuovi operatori e il processo di innovazione tecnologica abbiano posto agli intermediari assicurativi nuove e complesse sfide; nel contempo, si sono però presentate anche nuove opportunità. Centrale, in prospettiva, è il ruolo della formazione e riteniamo che solo chi saprà costantemente aggiornarsi, anche dal punto di vista tecnologico, potrà operare con successo nel mercato”. Messaggio chiaro e senza mezzi termini, dunque. “Anche se l’evoluzione tecnologica sta portando a nuove modalità di interazione con gli assicurati – conclude però la presidente ANIA – la rete distributiva continuerà a essere un valore grandissimo per le imprese, per la sua capacità di sensibilizzare i clienti sulle tematiche della prevenzione, della protezione, del risparmio. La rete potrà beneficiare di un più ampio ricorso alle nuove tecnologie, anche per rafforzare il legame con i clienti”.

I continui riferimenti a “fare sistema” e alla volontà “di dialogare con chiunque” sono sembrati però troppo generici e più volte sono sembrati rivolti più agli illustri ospiti della tavola rotonda a seguire che agli Agenti, agli Intermediari ed agli altri operatori del mercato.

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2 Comments

  1. Paolo said:

    Certamente, l’avvenimento non comporta nessun riferimento a coloro che negli anni hanno fatto le fortune delle aderenti a quella associazione, e quindi oltre al mancato rispetto(morale) nei confronti degli intermediari, questi non ci riconoscono minimamente,” loro sono loro, e noi non siamo nessuno”, (Marchese Del Grillo).
    D’altronde una categoria “nobile” come la nostra che non viene minimamente rappresentata al sostegno- tutela dei suoi diritti attuali e quelli più importanti nella “QUIESCENZA”, merita di non essere presa in considerazione, anche perché, non si capisce con chi dialogare, un tempo vi era l’istituzione lo SNA, oggi ci sono delle frammentazioni atte solo al protagonismo spicciolo o di comodo per qualcuno, mentre la vera “UNITA'”, che avrebbe risolto molti nostri problemi di esistenza, si stà frantumando, creando cosi della farina non alimentare, ne bio, che ci porta sempre più ad essere intollerati.
    Se da parte notra riuscissimo a togliere il protagonismo di chi non lavora per la comunità degli intermediari, (ma solo ed esclusivamente per i fatti suoi),uniti, con delle piattaforme a difesa sia delle nostre provvigioni, sia delle nostre pensioni, riusciremmo a far cambiare la mentalità opportunista dell’Ania( che tra l’altro ci deve circa €.20.000.000, per la CPA), per continuare con forza e determinazione a praticare la nostra amata professione, in difetto saremo spazzati via, nell’arco di pochi anni.
    Meditiamo signori, bisogna reagire e chiedere i nostri diritti con tutte le forze possibili.

  2. Gaio Mario said:

    Con tutto il rispetto per i postini cosa si poteva aspettare da questo genio delle assicurazioni e infatti quella relazione è proprio FARINA del suo sacco😏😏

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