Assemblea della Associazione Agenti Unipol: Cooperare & innovare, occhi puntati sul “Patto Unipol”

L'assemblea generale Aau a Siracusa IMC

A inizio d’anno, negli stessi giorni in cui ci siamo incontrati a Bologna con Francesco Saporito e gli altri colleghi che animano la struttura portante dell’Associazione Agenti Unipol per prendere in esame i contenuti di quell’accordo integrativo che aveva generato un vero e proprio “caso”, Carlo Cimbri, amministratore delegato del Gruppo Unipol era in procinto di affrontare la stesura di un piano di integrazione con Fonsai.

Un piano certamente ambizioso, sul cui procedere siamo stati informati ogni giorno dalle cronache economiche. Piano parecchio contrastato. Ci sono voluti circa sei mesi di tempo per superare una infinità di ostacoli, di cavilli, di contrapposizioni con altri potenziali acquirenti, ma alla fine – in data 22 giugno – l’Antitrust e l’Isvap si sono pronunciate per il via libera all’operazione di integrazione del gruppo Unipol e del Gruppo Fonsai. Ha finito per prevalere la soluzione di tipo industriale, con i connotati dell’esperienza e della competenza specifica del Gruppo Unipol nel settore assicurativo. Con soddisfazione espressa dalle rappresentanze dei sindacati dei lavoratori del settore, timorose di venir sottoposte a potenziali spezzatini e a macellerie motivate da poco augurabili speculazioni di finanzieri di alto e basso bordo.

Un paio di settimane prima, a Siracusa, si è tenuta l’Assemblea Generale dell’Associazione Agenti Unipol (24esima per la storia – nella foto, un’immagine dei lavori), sulla quale tutti gli occhi del settore erano doverosamente puntati. Nella consapevolezza che – se non fossero accaduti ulteriori imprevisti, diventando Unipol il secondo gruppo assicurativo nazionale nei rami danni, e, soprattutto, con un network agenziale che arriva a contare su oltre seimila unità – l’accordo famoso, sottoscritto dagli intermediari che aderiscono all’Associazione Agenti Unipol, insieme al Gruppo Agenti ex Aurora, ex Meie ed ex Navale, si proporrà plausibilmente come modello estendibile a un numero di intermediari che equivale a circa un terzo del totale del network agenziale italiano.

Naturalmente ci vorrà qualche tempo perché un complesso di tali dimensioni arrivi a regime. Tuttavia, l’esperienza dell’accordo integrativo che ha sollevato le reazioni e i vespai ben noti, risulta un significativo e fondamentale punto di riferimento.

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Autore: Gigi Giudice – Assinews

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