Assicurazione dei professionisti e 730: settimana chiave per la «precompilata»

Spese - Fiscalità - Compilazione Unico Imc

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(Autore: Valentina Melis – Quotidiano del Lavoro)

I punti critici sul visto di conformità

Si apre una settimana decisiva per chiudere la partita della nuova copertura assicurativa dei Caf e dei professionisti abilitati a dare il “bollino” di conformità ai modelli 730, prima di trasmetterli. Una questione spinosa che, se non risolta, potrebbe mettere a rischio l’intera operazione della dichiarazione dei redditi precompilata, al debutto il 15 aprile per 20 milioni di pensionati e lavoratori dipendenti.

Mercoledì ci sarà infatti una riunione del tavolo tecnico a cui partecipano l’agenzia delle Entrate, l’Ivass, l’Ania, la consulta dei Caf e i rappresentanti dei professionisti, per cercare di risolvere le criticità aperte sul fronte assicurativo.

Il problema nasce dagli obblighi arrivati con il decreto legislativo 175/2014 sulle semplificazioni fiscali. Quello che ha introdotto, appunto, il «730» precompilato. I centri di assistenza fiscale, i commercialisti ed esperti contabili, i consulenti del lavoro e gli altri intermediari che possono mettere il «visto» sui modelli 730 – sia quelli precompilati scaricati dal sito delle Entrate e modificati in qualche punto, sia quelli presentati in via ordinaria (cioè come negli anni scorsi) – per poter assistere i contribuenti e trasmettere i prospetti, devono aggiornare la propria polizza, con due modifiche rilevanti:

  • innalzare a tre milioni di euro la soglia minima del massimale dell’assicurazione della responsabilità civile che copre i rischi dell’assistenza fiscale, prima di due miliardi di lire (1,03 milioni di euro);
  • estendere la garanzia, nel caso di visto «infedele» apposto su un modello 730, al pagamento di una somma equivalente alle imposte, agli interessi e alle sanzioni che sarebbero stati chiesti al contribuente in seguito a controlli sulla dichiarazione, a meno che l’errore non sia dovuto a dolo o colpa grave del contribuente.

Sul primo punto non ci sono grosse difficoltà: il massimale si può alzare e le assicurazioni non hanno problemi a farlo. Ovviamente, aumenta il costo del premio da versare.

La vera nota dolente è il secondo punto: ovvero il fatto che l’assicurazione debba coprire anche le imposte eventualmente non versate dal contribuente. Le compagnie assicurative, infatti, sono restie a estendere con facilità le polizze esistenti con i Caf e con i professionisti, coprendo anche questo rischio. Un rischio difficile da stimare, perché non c’è un parametro per calcolare a quanto potrebbe ammontare la spesa, né la “sinistrosità” degli anni passati.

Così, nelle scorse settimane i Caf e i professionisti hanno richiesto alcuni preventivi alle compagnie, ma senza arrivare, nella gran parte dei casi, a firmare un nuovo contratto. Senza la polizza aggiornata, però, l’intermediario può trasmettere i modelli «730».

Il tavolo tecnico di mercoledì dovrebbe servire a individuare una via d’uscita, per approdare senza intoppi alla campagna fiscale 2015.

«Siamo già in ritardo», commenta Valeriano Canepari, coordinatore della Consulta dei Caf. «I centri di assistenza fiscale devono mettere a punto il budget e considerando che la nuova copertura assicurativa costerà fino al 50% in più, bisogna fare i conti in modo attento. Peraltro – aggiunge – i Caf non potranno addossare i maggiori costi sui contribuenti: innanzitutto perché hanno un rapporto diretto con loro, che dura nel tempo, e poi perché i risultati dei controlli sulle dichiarazioni arriveranno fra tre anni. Non si può chiedere un contributo oggi per errori che potrebbero manifestarsi nel 2018».

Si augura di arrivare presto a un accordo anche Paolo Conti, direttore del Caf Acli (che invia ogni anno 1,5 milioni di dichiarazioni, mentre i Caf di Cgil Cisl e Uil ne inviano in tutto 7 milioni): «Spero che l’intervento dell’agenzia delle Entrate sulle assicurazioni – commenta – serva a dare una spinta determinante per sbloccare l’operatività degli intermediari sul fronte del 730».

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