Assicurazione rc auto sempre più cara

Rc auto - Tariffe Imc

I premi assicurativi cresciuti dal 2001 ben oltre l’inflazione: in alcuni casi sono raddoppiati o triplicati. Ecco perché

I motori, recita l’adagio, recano con sé gioie e dolori. E questi ultimi spesso riguardano il portafoglio. Un esempio è l’esborso necessario per assicurare l’automobile.

Stando ai dati Istat, infatti, negli ultimi 10 anni (dal 2001 fino a tutto il 2011) il prezzo del premio assicurativo per i trasporti terrestri è salito del 45,3 per cento, contro una crescita del 23 per cento dell’indice generale. Di più, da inizio anno è stato rilevato un aumento di un ulteriore 4 per cento (dati forniti dall’Ania).

Questo vale – spiega Danilo Battaglia, coordinatore regionale del Sindacato nazionale degli agenti di assicurazioneper tutti i veicoli. Se si considera solamente l’Rc auto, il prezzo in questi ultimi 10 anni è raddoppiato. In alcuni casi, si è addirittura moltiplicato per tre”.

Spinta verso l’alto

Quali sono i motivi che hanno portato a una tale impennata? “Per capirlo – continua Battaglia – dobbiamo scomporre la tariffa. Innanzi tutto, i veicoli in circolazione sono più sofisticati e il costo delle riparazioni è, di conseguenza, diventato più alto. Sono poi aumentate, anche di tre volte, le spese ospedaliere che si devono sostenere per i sinistri con feritiVa detto che, con gli ultimi correttivi (per esempio, quelli riguardanti il colpo di frusta o le microinvalidità) hanno posto dei limiti e fatto diminuire l’esborso. Va considerato, inoltre, che il parco macchine italiano è tra i più vecchi d’Europa e che ci sono molte automobili in zone relativamente poco estese. Infine, sulla tariffa si paga il 23 per cento di tasse allo Stato, cosa che fa ulteriormente lievitare la polizza. A ‘raffreddare’ un po’ i prezzi è stata, invece, la diminuzione degli incidenti”.

Questi sono motivi ‘oggettivi’ che fanno alzare il premio assicurativo. Ma giustificano in toto gli aumenti? “A dire il vero – continua l’assicuratore – tale corrispondenza è un po’ opaca dal momento che il sistema di verifica non è chiaro. In Italia abbiamo un meccanismo, impostato con regole esclusivamente in mano alle compagnie di assicurazioni (che rispondono non ai clienti, ma al proprio azionariato), difficile da cambiare. Inoltre, il numero dei gruppi assicurativi (ognuno dei quali comprende più sigle) non è elevato ed è più facile fare cartello. E le compagnie non applicheranno criteri per una maggiore trasparenza, a meno che non siano costrette”.

Novita’ in arrivo

Negli anni scorsi, sono stati introdotti, con le liberalizzazioni, alcuni elementi per aumentare la concorrenza: polizza annuale, disdetta del rinnovo entro 15 giorni prima della scadenza e possibilità per l’agente di essere plurimandatario (quest’ultimo punto, però, è stato osteggiato alle compagnie e quindi poco applicato).

Quest’anno, anche con il decreto sviluppo, sono state introdotte altre novità: eliminazione del tacito rinnovo (ma sarà mantenuta la copertura per 15 giorni dopo la scadenza della polizza), obbligo di mettere su Internet la tariffa a garanzia base e a prezzi minimi, eliminazione della differenza di prezzo tra maschi e femmine (i due sessi si incontreranno, per la tariffa, a ‘metà strada’) e possibilità per tutti i soggetti (agenti, broker, banche e poste) di poter collaborare tra loro, per esempio ‘passandosi’ i clienti a seconda della propria  specializzazione. Provvedimenti, questi, che dovrebbero accrescere la concorrenza e abbattere i costi.

Autore: Hubert Londero – Il Friuli (Articolo originale)

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