Assicurazione, validità delle clausole claims made

Corte Cassazione (3) Imc

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(a cura della Redazione PlusPlus24 Diritto – Quotidiano del Diritto)

  • Assicurazione – Contratto di assicurazione – Clausola c.d. “claims made” – Copertura assicurativa – Natura vessatoria – Valutazione (Corte cassazione, sezioni Unite civili, sentenza 2 dicembre 2016 n. 24645)

Nel contratto di assicurazione della responsabilità civile la clausola che subordina l’operatività della copertura assicurativa alla circostanza che tanto il fatto illecito quanto la richiesta risarcitoria intervengano entro il periodo di efficacia del contratto o, comunque, entro determinati periodi di tempo, preventivamente individuati (c.d. clausola claims made mista o impura) non è vessatoria; essa, in presenza di determinate condizioni, può tuttavia essere dichiarata nulla per difetto di meritevolezza ovvero, laddove sia applicabile la disciplina di cui al Dlgs 206/2005, per il fatto di determinare, a carico del consumatore, un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto; la relativa valutazione, da effettuarsi dal giudice di merito, è incensurabile in sede di legittimità, ove congruamente motivata.

  • Assicurazione – Assicurazione della responsabilità civile – Oggetto del contratto (rischio assicurato) – Assicurazioni – Clausola “claims made” – Vessatorietà – Esclusione – Validità – Nullità per difetto di meritevolezza o lesione dei diritti del consumatore – Condizioni – Valutazione del giudice (Corte cassazione, sezioni Unite civili, sentenza 6 maggio 2016 n. 9140)

Nel contratto di assicurazione della responsabilità civile la clausola che subordina l’operatività della copertura assicurativa alla circostanza che tanto il fatto illecito quanto la richiesta risarcitoria intervengano entro il periodo di efficacia del contratto, o comunque entro determinati periodi di tempo preventivamente individuati (cd. clausola “claims made” mista o impura), non è vessatoria, ma, in presenza di determinate condizioni, può essere dichiarata nulla per difetto di meritevolezza ovvero – ove applicabile la disciplina del d.lgs. n. 206 del 2005 – per il fatto di determinare a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e obblighi contrattuali; la relativa valutazione va effettuata dal giudice di merito ed è incensurabile in sede di legittimità quando congruamente motivata.

  • Contratti – Assicurazione – Assicurazione della responsabilità civile – Clausola “claims made” – Ipotesi tipica “ex” art. 1917 c.c. – Configurabilità – Esclusione – Contratto atipico ai sensi dell’art. 1322 c.c. – Liceità – Configurabilità – Fondamento – Conseguenze – Obbligazione di garanzia dell’assicuratore – Richiesta di risarcimento del danno da parte del danneggiato fatta in un momento anche successivo al tempo di efficacia del contratto e non solo nel periodo di “efficacia cronologica” del medesimo – Ammissibilità (Corte cassazione, sezione III civile, sentenza 13 febbraio 2015 n. 2872)

Il contratto di assicurazione della responsabilità civile con clausola cosiddetto “a richiesta fatta” (“claims made”) non rientra nella fattispecie tipica prevista dall’art. 1917 cod. civ., ma costituisce un contratto atipico, generalmente lecito “ex” art. 1322 cod. civ., giacché, del suindicato art. 1917, l’art. 1932 cod. civ. prevede l’inderogabilità – se non in senso più favorevole all’assicurato – del terzo e del quarto comma, ma non anche del primo, in base al quale l’assicuratore assume l’obbligo di tenere indenne l’assicurato di quanto questi deve pagare a un terzo in conseguenza di tutti i fatti (o sinistri) accaduti durante il tempo dell’assicurazione di cui il medesimo deve rispondere civilmente, per i quali la connessa richiesta di risarcimento del danno da parte del danneggiato sia fatta in un momento anche successivo al tempo di efficacia del contratto, e non solo nel periodo di “efficacia cronologica” del medesimo, come si desume da un’interpretazione sistematica che tenga conto anche del tenore degli articoli del codice, i quali individuano l’insorgenza della responsabilità civile nel fatto accaduto.

La pattuizione cosiddetta “a richiesta fatta” (“claims made”), inserita – a prescindere dalla sua veste grafica di clausola contrattuale (o meno) – in un contratto assicurativo, non è apprezzabile in termini di vessatorietà quando costituisce espressione di un accordo delle parti diretto a delimitare l’oggetto stesso del contratto, dovendosi ritenere in tal caso realizzata una lecita deroga al modello legale tipico previsto dall’art. 1917, comma 1, c.c.; essa, per contro, presenta natura vessatoria quando, nell’economia complessiva della polizza, si atteggi a “condizione” volta a limitare l’oggetto del contratto come definito da altra clausola, e ciò in ragione della funzione limitativa che svolge, in tale ipotesi, della precedente e più ampia previsione contrattuale.

  • Assicurazione – Contratto di assicurazione – Disposizioni generali – Rischio assicurato (oggetto del contratto) – In genere – Assicurazione della responsabilità civile – Clausola “claims made” – Contenuto – Validità ed efficacia della stessa – Vessatorietà – Accertamento giudiziale caso per caso – Necessità (Corte cassazione, sezione III civile, sentenza 22 marzo 2013 n. 7273)

La clausola cosiddetta “a richiesta fatta” (“claims made”) inserita in un contratto di assicurazione della responsabilità civile (in virtù della quale l’assicuratore si obbliga a tenere indenne l’assicurato dalle conseguenze dannose dei fatti illeciti da lui commessi anche prima della stipula, se per essi gli sia pervenuta una richiesta di risarcimento da parte del terzo danneggiato durante il tempo per il quale è stata stipulata l’assicurazione) è valida ed efficace, mentre spetta al giudice stabilire, caso per caso, con valutazione di merito, se quella clausola abbia natura vessatoria ai sensi dell’art. 1341 cod. civ.

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