Assicurazioni, cambia tutto per i clienti

Sergio Balbinot (4) Imc

Sergio Balbinot (4) Imc

(Fonte: Affaritaliani.it)

I regolamenti devono consentire agli assicuratori di mettere i clienti prima di tutto

Una regolamentazione mal progettata può danneggiare i consumatori con sovraccarico di informazioni, obblighi di informativa duplicati e oneri eccessivi di capitali.

I policymaker devono agire per garantire che l’UE e la regolamentazione internazionale permettano agli assicuratori di continuare a mettere i consumatori al centro della loro attività in futuro. Perché ciò accada, le regole devono essere chiare, semplici, adatte allo scopo e ben collaudate, secondo Insurance Europe, la federazione europea delle assicurazioni e riassicurazioni.

Purtroppo, ci sono numerosi esempi di legislazione europea – nonostante le buone intenzioni – che non sono nulla di tutto ciò, secondo il presidente di Insurance Europe, Sergio Balbinot (nella foto), nel suo discorso a Dublino per l’apertura della 8^ Annual International Insurance Conference.

Spiegando come nuove norme UE che si sovrappongono fra loro comportino un sovraccarico di informazioni per i consumatori, Balbinot ha dichiarato: “Per conformarsi con la Insurance Distribution Directive (IDD), la Packaged Retail and Insurance-based Investment Products Regulation (PRIIPs) e Solvency II, una persona che acquista un prodotto assicurativo riceve ora 148 diverse note informative pre-contrattuali. Questo aiuta la persona a capire il prodotto che acquista o serve alla reputazione degli assicuratori per una comunicazione chiara, semplice, amica del consumatore? Chiaramente no”.

Il presidente ha sottolineato che, mentre il volume delle informazioni richieste deve essere adeguato, il contenuto delle comunicazioni deve anche essere corretto, altrimenti le regole che hanno lo scopo di informare meglio i consumatori potrebbero effettivamente confondere o addirittura trarre in inganno. Il presidente ha portato l’esempio del Key Information Document (KID), che ha lo scopo di aiutare i consumatori a confrontare i diversi prodotti e ottenere una migliore comprensione delle loro caratteristiche. Tuttavia, nella sua forma attuale, fa in realtà sì che i prodotti assicurativi appaiano erroneamente più costosi e rischiosi di quanto siano in realtà.

Balbinot ha commentato: “Se le istituzioni dell’UE accettano queste proposte, vuol dire che gli assicuratori saranno costretti a fornire un KID che non funziona come nelle intenzioni e che diventerà parte del prossimo invito a presentare prove. Pertanto, è essenziale che le istituzioni europee abbiano il tempo necessario per risolvere i difetti di progettazione. Questo è un tipico caso per cui è più importante fare le cose giuste che farle in fretta”.

Sullo stesso piano, il presidente ha anche messo in evidenza che le regole prudenziali possono avere effetti negativi  non intenzionali sui consumatori. Mentre è pienamente accettato lo spostamento verso una regolamentazione basata sul rischio attraverso Solvency II, il presidente ha affermato che permangono preoccupazioni circa l’eccessiva volatilità delle misure di Solvency II e circa il fatto che tali misure in realtà non misurino correttamente i rischi.

Questo può portare a requisiti di capitale inutilmente elevati per prodotti come le pensioni private. Per esempio, se un assicuratore deve pagare un ulteriore 1% all’anno su un prodotto pensionistico a lungo termine a causa di requisiti patrimoniali eccessivi, potrebbe conseguentemente ridurre la pensione complessiva erogata al contraente di oltre il 20% in 20 anni.

Balbinot ha dichiarato: “Se questo livello di capitale è realmente necessario per fornire una protezione adeguata, allora i costi possono essere giustificati; ma se ciò accade solo per un approccio troppo conservativo o perché non è stata posta abbastanza attenzione o sforzo e di conseguenza sono stati misurati rischi sbagliati, allora questo è inaccettabile”.

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