Assicurazioni e clienti private, adesso investo (e mi proteggo)

Assicurazione prestiti - Protezione - Scudo Fiscale Imc

Assicurazione prestiti - Protezione - Scudo Fiscale Imc(di Francesca Vercesi – Corriere Economia)

Le polizze vita e finanziarie conquistano nuovi spazi. Oggi pesano per il 16% nei portafogli top, oltre il doppio del 2008. Tra i plus l’esenzione dalle imposte di successione

Nei portafogli dei super ricchi crescono i prodotti assicurativi. A giugno 2016, secondo quanto risulta all’Aipb, toccavano il 16% mentre lo scorso anno erano l’11,9% del totale (il 6,7% nel 2008). Secondo l’Associazione italiana del private banking «la mentalità sta piano piano evolvendo, sia per i clienti che per gli operatori». Del resto, la forte incertezza che caratterizza l’attuale fase storica, i rischi connessi alla volatilità dei mercati finanziari e la struttura dei tassi sostanzialmente nulla, suggeriscono crescente cautela negli investimenti e spostano l’attenzione dalla crescita del patrimonio alla protezione. E le polizze vita, per quanto siano in contrazione rispetto allo scorso anno (secondo l’Ania, a livello globale, da gennaio i nuovi premi vita emessi hanno raggiunto 65 miliardi, l’11,7% in meno rispetto all’analogo periodo del 2015) sono ancora un valido strumento di tutela del patrimonio.

Dice Marco Caldana, presidente di Farad Group (piattaforma multiservizio in ambito assicurativo e finanziario dedicata a istituzionali): «scegliendo le polizze vita tradizionali o per quelle a contenuto finanziario con coperture opzionali, il sottoscrittore si assicura che, a scadenza, le somme erogate siano pari a un certo ammontare indipendentemente dall’andamento degli investimenti effettuati. Un’opportunità di cruciale importanza nell’attuale momento storico. Inoltre i prodotti lussemburghesi, grazie al particolare assetto normativo (che assicura la separazione legale e fiscale tra il patrimonio dei sottoscrittori, da un lato, e le attività degli azionisti e altri creditori della compagnia di assicurazioni dall’altro, ndr), proteggono gli asset in caso di bail in della banca depositaria».

Gestione separata

Ma per Andrea Ragaini, vicedirettore generale di Banca Generali, «la struttura delle gestioni separate è messa fortemente sotto pressione dall’attuale struttura dei tassi». E spiega: «La loro capacity è ormai limitata e molte compagnie hanno fortemente ridotto o addirittura chiuso la distribuzione delle cosidette Ramo I. Passato il concetto di garanzia del capitale, si entra quindi nella logica più finanziaria di costruzione di portafogli di investimento robusti con controllo del rischio, della volatilità e delle perdite». In questo ambito la banca del Leone consente l’inserimento di una quota di gestione separata all’interno di una polizza multiramo.

Imposte

Intanto, in ottica nazionale, c’è il rischio di un possibile aumento delle imposte di successione, che dovrebbe consistere in un innalzamento delle attuali aliquote, ora piuttosto favorevoli. Al riguardo, «le polizze vita sono da tempo riconosciute come uno strumento fondamentale ai fini della finalità previdenziale e successoria. Tuttavia occorre ricordare che prima della legge di Stabilità 2015, i capitali percepiti dai beneficiari di contratti di assicurazione sulla vita, in caso di morte dell’assicurato, erano completamente esenti dall’imposta sostitutiva dell’Irpef. Successivamente, questa esenzione è stata limitata alla sola quota di capitale erogata a copertura del rischio demografico», precisa Caldana. Aggiunge Ragaini: «Noi abbiamo soluzioni a capitale garantito con il vantaggio di una cedola annuale a supporto del patrimonio che negli ultimi anni ha superato il 2,7% di media».

Sui portafogli private la voce preponderante è fatta dalle unit linked (assicurazioni le cui prestazioni principali sono direttamente collegate al valore di quote di organismi di investimento collettivo del risparmio o di fondi interni), sebbene siano leggermente scese (49,4% a giugno 2016 rispetto al 50,3% di marzo). Afferma il team di Lombard International Assurance, compagnia posseduta interamente da uno dei fondi di private equity di Blackstone che nel 2015 si è integrata con la statunitense Philadelphia Financial: «In uno scenario quasi decennale di bassi tassi di interesse, il prodotto unit linked consente di diversificare al meglio gli investimenti prendendo anche posizioni di lungo periodo allo scopo di ottenere migliori performance».

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